ALLUVIONE: LEGAMBIENTE DICE LA SUA


“Una tragedia annunciata”, è così che si definisce immancabilmente l’alluvione che ha colpito la zona del Barcellonese, si sa sempre che può accadere ma non si fa mai abbastanza affinché non accada. Si fa presto a dire che è tutta colpa della pioggia straordinaria, che si tratta di eventi eccezionali … ma è l’Italia che muore travolta dal fango, sotto l’acqua e sbriciolata sotto le frane a causa dello stato di abbandono cronico in cui ci troviamo per mancanza di serie politiche ambientali. Il nostro pensiero va alle innocenti vittime di questo disastro accaduto e ai loro familiari, ancora una volta si è pagato un prezzo alto al dissesto idrogeologico del territorio. L’associazione Legambiente Nebrodi,esprime la propria opinione in riguardo attraverso un comunicato stampa che vi proponiamo di seguito integrale:
La drammatica alluvione abbattutasi sul territorio di Barcellona costituisce l’ultimo e più grave episodio di una catena di eventi che ormai si verificano con impressionante frequenza. Alla base di questi episodi, che provocano morte e distruzione e che mettono  in ginocchio le comunità locali,  c’è la connaturata fragilità del territorio e l’inadeguatezza delle politiche per la sua gestione: l’intensità, anche straordinaria delle piogge,  è il detonatore di una bomba già innescata da una serie di comportamenti ed azioni umane.. Il dissesto è la conseguenza di una cattiva gestione del territorio che si concretizza nella debolezza degli strumenti di pianificazione, nella elusione delle normative urbanistiche, nell’assenza di interventi di manutenzione come il mantenimento della copertura vegetale ed il controllo delle acque superficiali. Quanto accaduto chiama in causa la responsabilità della classe dirigente politica a tutti i livelli, a partire dalle amministrazioni comunali che sono i titolari delle scelte in materia di pianificazione urbanistica del territorio. Non si può da un lato approvare piani regolatori super dimensionati o varianti per l’edificazione in zone agricole e dall’altro lamentare danni. Piuttosto occorre una forte assunzione di responsabilità per prevenire questi tragici eventi. Il che significa darsi delle regole, rispettarle e farle rispettare, ma soprattutto rivedere criticamente quelle posizioni che hanno affermato la deregulation urbanistica in nome di un presunto sviluppo economico, che, se c’è stato, ha beneficiato pochi privilegiati e danneggiato la collettività in tutti i sensi. “Davanti a questa realtà, appare urgente ed ineludibile – dichiara Enzo Bontempo, Presidente di Legambiente Nebrodi – l’assunzione di un nuovo modello di governo del territorio che riduca il consumo del suolo e che garantisca l’equilibrio idrogeologico ed una diversa politica delle opere pubbliche orientata al ripristino del reticolo idrografico e della copertura vegetale. Non più fiumi di cemento per consolidamenti milionari ma interventi diffusi capaci di dare anche risposte al bisogno di lavoro”.

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