Capuana

Promozione: querelle Castelbuonese-Mamertina, lettera del Presidente Capuana a Morgana

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Non accenna a placarsi la polemica tra Castelbuonese e Mamertina, squadre del Girone B di Promozione che, affrontatesi due settimane fa al “Failla” di Castelbuono, non se le sono mandate certo a dire dopo presunti eventi sconcertanti avvenuti proprio domenica 23 marzo in occasione di tale match.

La Mamertina, per bocca del proprio capitano Francesco Drago, del proprio direttore sportivo Pino Vicario e del Presidente Anastasi, ha accusato i granata palermitani di minacce, spintoni, insulti e atteggiamenti intimidatori al fine di condizionare il risultato della gara in questione, terminata poi 6-1 in favore dei padroni di casa. Dopo tante parole, il Presidente della Castelbuonese Fabio Capuana ha deciso di inviare una lettera al Presidente del CR Sicilia LND Sandro Morgana, al fine di tutelare l’immagine del proprio club, rispedendo di fatto al mittente le gravi accuse. Di seguito la lettera del presidente granata in versione integrale.

“Egregio Presidente,

la presente per informarla circa le gravi polemiche scaturite in seguito all’incontro di calcio del Girone B di Promozione, giocato in data 23.03.2014, tra la Società da me rappresentata e la Mamertina. Venivo contattato da diverse testate giornalistiche e trasmissioni sportive allo scopo di fornire la mia versione circa le gravi accuse formulate nei confronti della Società che rappresento, dal calciatore e capitano della Mamertina Francesco Drago, dal Direttore Sportivo Pino Vicario e dal di loro Presidente Anastasi. Le medesime riguardavano gravi insinuazioni circa atteggiamenti di carattere intimidatorio che avevano ricevuto nel corso della gara in questione. Con questa mia vengo a chiederLe di voler approfondire quanto accaduto e dichiarato, non temendo in alcun modo alcuna ripercussione perché nulla di quanto affermato da questi Signori risponde a realtà, al contrario avrei interesse solo alla chiusura di una triste e insana vicenda calcistica da essi rappresentata. Diversamente chiedo che sia intrapresa una accurata indagine volta a tutelare la dignità ed immagine della Castelbuonese, avendo dette dichiarazione procurato grave nocumento alle stessa ed al nome dell’intera Cittadina Madonita, di cui sono orgogliosamente cittadino come le centinaia di tifosi che ogni domenica affollano le tribune del nostro stadio e che da anni seguono con passione i nostri colori in giro per l’intera Regione, senza che mai, pur essendo centinaia, si siano dimostrati incivili o siano balzati agli onori delle cronache, se non in maniera positiva, per sportività, coreografie e partecipazione. Non è accettabile sentirsi travolti da questa macchina di fango che è stata creata in maniera faziosa, da una società che volutamente ha creato terrorismo mediatico, etichettando in maniera grave “È NATO IL METODO CASTELBUONESE PER VINCERE LE PARTITE DI CALCIO”, affermazioni gratuite e di una disonestà illimitata, che non possono essere sottaciute, non essendo possibile che quattro anni di vittorie, i punti realizzati in questo campionato siano frutto di sistemi poco onorevoli. Ma vorrei entrare nei particolari, dimostrandole già a priore l’infondatezza di quanto messo in opera. Si parla di aggressioni, di minacce, di spintoni, di intimidazioni, senza che sia volato uno schiaffo, un calcio uno sputo o una sola parolaccia. Non accetto Illustre Presidente tali accuse e non posso consentire ad alcuno di dichiarare che tutto questo sia accaduto davanti a tutti coloro che a vari livelli erano li presenti e preposti a controllare che tutto si svolgesse regolarmente. Due sono i punti, o arbitro che non ha estratto un solo cartellino ne indicato nulla nel referto di gara, commissario di gara presente che non ha inteso indicare nulla di quanto dichiarato nel proprio rapporto di gara, Carabinieri intervenuti sul posto e chiamati dai medesimi che non avevano nulla da obiettare, assistenti arbitrali che non notavano nulla, ripeto o queste persone risultano incompetenti o sono collusi con il sistema Castelbuonese, diversamente forse nulla è accaduto. Non è accettabile che il lavoro e la competenza delle figure preposte a vari livelli e sopra citate, venga così ridicolizzato, volendo gettare ombre sull’intero sistema, questo non è normale. Aggiungo che nel corso della mattinata si era svolto presso quello spogliatoio un allenamento di settore giovanile, posto che la gara prevista non si era svolta, gli spogliatoi presentavano qualche briciola lasciata dai ragazzi, che prontamente veniva rimossa dal custode su richiesta del Commissario, inoltre alle panche presenti venivano fornite prontamente ulteriori sedie a richiesta, e non mi pare che siano state combinate ammende per tali fatti o per mancanza di acqua calda. Inoltre come si potrà facilmente riscontrare, personale che indossava regolare casacca della società posta a servizio d’ordine posizionata all’ingresso e davanti al Commissario, come previsto dalle vigenti regole, all’arrivo delle Forze dell’ordine, si allontanavano lasciando all’ingresso del rettangolo di gioco, le sole persone autorizzate e regolarmente identificate dal Direttore di Gara. Aggiungo che vero è che l’accesso allo spogliatoio è stato consentito alle sole persone autorizzate a prendere parte alla gara, per ragioni di ordine pubblico e così come indicato dai regolamenti vigenti.

Appare evidente e le confermo con la presente, che l’ambiente non era estremamente gioioso, l’ospitalità conosciuta e solitamente adottata negli anni con dolcini e panettoni alla fine con chiunque sia venuto al Failla, non era la consueta, forse per i fatti accaduti all’andata, di cui non ho inteso parlare allora e non intendo farlo ora, perché non è costume di questa società piangere per episodi occasionali e singoli, poichè se ci fossero stati allora fattori gravi sarebbero stati riportati dagli addetti ai lavori preposti per quella gara, con provvedimenti opportuni.

In conclusione, Esimio Presidente, le chiedo di voler approfondire tali gravi dichiarazioni, aprendo una accurata Indagine volta a stabilire quanto realmente accaduto, volendo tutelare così la dignità e realtà di quanto successo. Diversamente voler intraprendere ogni provvedimento opportuno nei confronti di tutti i tesserati che si sono eventualmente macchiati di gravi fatti o di dichiarazioni mendaci o antisportive o lesive dell’immagine di altri tesserati, così come previsto dalle Norme Federali vigenti, riservandomi fin da ora di rivolgermi alla Giustizia Ordinaria per tutelare quanto di lesivo dichiarato e diffamatorio eventualmente affermato.

Certo di un favorevole e celere riscontro, porgo Distinti Saluti”.

Vedremo che seguito avrà questa lettera, sia a livello di indagini, sia a livello di reazioni da parte della Mamertina, che vorrà certamente difendersi da questa netta presa di posizione da parte della società granata. Certo è che la polemica difficilmente si sgonfierà in tempi brevi.

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