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Gioiosa Marea: il Murgo finisce “in tribunale”

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Per molti era semplicemente il simbolo inequivocabile del carnevale gioiosano e della tradizione carnascialesca. Oggi, invece, la maschera del Murgo, è diventata l’emblema di una diatriba in salsa paesana  che vede contrapporsi l’Associazione Gioiosa Nostra e l’Amministrazione Comunale.

Tutto ha inizio qualche giorno fa, quando l’associazione Gioiosa Nostra rende noto alla cittadinanza di aver registrato il marchio della maschera gioiosana in frac per dare vita alla costituzione di un consorzio di imprenditori, artigiani e commercianti gioiosani allo scopo di divulgare la promozione dei prodotti che si identifichino e che richiamino il marchio del Murgo. La registrazione del marchio, dunque, da parte dell’Associazione gioiosana,  è  servita quindi per la tutela di un bene comune, al solo scopo di migliorare la qualità turistica e commerciale di Gioiosa Marea.

Non la pensa allo stesso modo l’Amministrazione Comunale guidata dal sindaco Eduardo Spinella e coadiuvata dal pittore Gianni Molica, l’autore della stilizzazione della maschera gioiosana, che ne rivendica il diritto di donarla gratuitamente al comune e al paese. L’amministrazione, con in testa il consigliere il Daniela Spanò, sostiene che il Murgo sia “un bene comune” e che nessuno possa farne uso proprio, “sottraendolo” alla comunità.

E così la faccenda del Murgo e della sua registrazione finisce in Tribunale, una contesa teatrale, quasi carnascialesca, insomma in linea con i dettami della tradizione.

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