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C. d’Orlando: Sindoni tra porto, rifiuti, metano, liceo, basket e tanti perché

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Intervenuto stamane alla trasmissione radiofonica “Cu c’è c’è!” condotta dal direttore di questa testata Antonio Puglisi e in onda su Radio DOC, il Sindaco di Capo d’Orlando Enzo Sindoni ha discusso dei più svariati argomenti, dal porto al caso liceo, passando per metano, basket e rifiuti, rispondendo ai tanti perché posti dai cittadini paladini. Si è cominciato parlando dei cassonetti posizionati sotto al faro che saranno in qualche modo “nascosti” da separè, come da nostro consiglio. Poi, via, via, tutto il resto, trattando tutte le problematiche che affliggono il comune paladino.

Sindaco Sindoni, riguardo la situazione rifiuti, cosa pensa della petizione popolare organizzata da Paese Parallelo sui costi della raccolta dei rifiuti stessi e perché non c’è stata una gara d’appalto per tale raccolta?

«Per quanto riguarda la petizione, ritengo sia un’iniziativa un po’ qualunquistica. Credo sia fondamentale, quando si fanno determinate cose, proporre delle soluzioni. Non si può dire che si vogliono ridurre i costi senza cercare delle alternative. I costi della raccolta dei rifiuti sono lievitati per varie ragioni, a partire dalla maggiore distanza da percorrere per depositare questi rifiuti, fino ad arrivare agli stipendi dei lavoratori e all’incremento dei prezzi del carburante. Se alla petizione non sono collegate proposte, essa diventa un’iniziativa fine a se stessa, senza confronto. Per la gara d’appalto, non c’era la possibilità di farla prima ma credo proprio che entro la fine dell’estate ce ne sarà una. Purtroppo non credo ci sarà un risparmio enorme, perché i costi della raccolta sono già ridotti al minimo. Dell’ordinanza di 230.000 euro, 160.000 sono destinati ai dipendenti. Sul resto si potrà limare qualcosa, circa 11.000 euro, che comunque non sono pochi. L’importante è che, con il risparmio, sia garantita anche la totale efficienza del servizio».

Questione porto: perché ancora adesso i lavori di completamento non sono iniziati, dopo aver sbloccato la situazione burocratica con l’Unione Europea?

«Ci sono volute delle settimane per svuotare il bacino del porto da parte dei pontili esistenti, condizione necessaria per il rilascio della concessione che è arrivata ad inizio marzo dalla regione. Intanto, il concessionario privato che ha vinto l’appalto ha praticamente ultimato l’iter che porterà all’accesso di ulteriori 13 milioni di euro di fondi JESSICA tramite Equiter, quindi ritengo ragionevolmente che subito dopo Pasqua dovremmo vedere il cantiere nascere e cominciare ad operare. Inoltre, c’è l’opportunità di completare un braccio di sopraflutto entro dicembre, in modo da poter continuare i lavori anche nei primi mesi dell’anno, notoriamente i più difficili dal punto di vista meteo-marittimo».

Durante un consiglio comunale è stata avanzata la proposta per un possibile risarcimento per il caro-metano. C’è questa possibilità?

«Non è una questione che compete al comune. Tali richieste vanno avanzate in maniera individuale perché io ente comune non posso sapere chi ha l’allaccio al metano, se l’utente è soddisfatto o meno del servizio, né tantomeno se questo utente paga la bolletta. Posso dire che il costo del metano era più alto del dovuto perché il gestore per motivi tecnici aveva anche dei costi superiori, quindi non ha incassato di più perché voleva incassare di più. Da parte mia c’è comunque apertura verso una direzione soddisfacente per tutti».

Non possiamo non toccare l’argomento liceo. La sua espressione “infame” durante la polemica con l’istituto scolatisco nei confronti del comportamento dei vertici del “Lucio Piccolo” è stata abbastanza forte, forse addirittura esagerata. Non crede di essere entrato in maniera troppo diretta in una questione che non era di sua competenza come istituzione?

«Io ho usato il termine “infame” definendo un comportamento che non mi è piaciuto e vi assicuro che la mia presenza nella questione c’entra. L’impegno preso dalla preside dell’istituto con il rappresentante degli studenti è stato preso in mia presenza, quasi io fossi il garante di un accordo tra le parti. Quando è venuta fuori la notizia che le assenze durante l’occupazione sarebbero state conteggiate, i ragazzi si sono ribellati, non era questo l’accordo. Alcuni mi hanno anche manifestato la voglia di riprendere a scioperare e io ho risposto loro che andare a scuola è fondamentale e che avrei litigato io con i vertici dell’istituto e così ho fatto, anche in maniera vibrata. Cosa ne è scaturito? Due cose ottime. La prima, che i ragazzi si sono ritenuti soddisfatti dalla protesta di chi ha detto ai vertici della scuola che erano venuti meno alla parola data, cioè la mia protesta. E la seconda, la più importante, che, in conseguenza del mio secondo intervento, il vice-preside del liceo nonché mio amico, il prof. Tullio Randazzo, è salito sul palco e ha detto che la tutela dei ragazzi deve transitare dalle deroghe dei consigli d’istituti. Quindi il consiglio d’istituto, derogando alla norma del conteggio delle assenze, non avrebbe penalizzato gli studenti, che era ciò che i ragazzi volevano e quello che avevano promesso i vertici dell’istituto. Passare per il cattivo di turno a me importa poco, sono abituato a dire sempre quello che penso. Se volete che io chieda scusa per quel termine forte utilizzato, dovrete attendere le pagelle di fine anno, che dovranno dimostrare che le assenze del periodo di occupazione non siano state conteggiate. Allora, con l’obbiettivo raggiunto, porgerò le mie scuse a queste persone che stimavo e che continuo ancora oggi a stimare».

Chiudiamo con una tematica più leggera, l’Orlandina Basket. Come si sente oggi Enzo Sindoni dopo una stagione storica come questa quasi alle spalle, a prescindere da quello che sarà poi il risultato finale?

«Mi sento felice, orgoglioso, convinto che questo sia uno dei tre anni più belli dei miei diciotto di presidenza, insieme all’anno della promozione in Serie A e al terzo anno di A1 con Gianmarco Pozzecco come playmaker della nostra squadra. Il nostro obbiettivo stagionale era partecipare ai playoff e questo traguardo è già stato raggiunto. Detto questo, nel basket non si gioca per pareggiare e nello sport non si compete per perdere, noi vogliamo ovviamente vincere. Domenica a Capo d’Orlando arriva la capolista, una vittoria sarebbe importante per la nostra classifica. Certo, non che una partita in più o in meno in casa durante una serie possa fare necessariamente la differenza, ma vivere un giorno in più al “PalaFantozzi” in un turno di playoff è quello che tutti noi ci auguriamo perché qui da noi sarà sempre una festa. Comunque vada, ogni volta che giocheremo una partita decisiva in casa ci sarà da bere per tutti. Che si vinca o che si perda, questa resterà in ogni caso una stagione da incorniciare per tutta Capo d’Orlando».

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