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Naso: racconto di un paese che continua a franare – le foto

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Colonizzata anticamente da greci provienienti da Taormina, fiorente dal 1200 come feudo e baronia dal 1400, Naso, tra saccheggi, terremoti, guerre mondiali ha resistito sempre e si è rialzato da ogni ferita. Oggi il paese, provato sempre più dai peggioramenti delle condizioni climatiche degli ultimi tempi e dall’insipienza dei lavori effettuati in precedente amministrazione con consolidamento a monte in assenza di palificazione alla base del centro storico nasitano, hanno comportato reazioni a catena: tiranti esplosi che continuano a fuoriuscire dalle mura sottostanti al castello; uno scivolamento a valle articolato su due costoni diversi; la chiusura del centro storico qualora non si riuscirà a trovare rimedio.

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In questi mesi la mobilitazione di tutta l’amministrazione comunale, dimostratasi coesa nello scorso consiglio comunale convocato in sessione straordinaria, è stata forte e assidua, visibile anche tramite i media, con la presenza quasi ogni settimana della protezione civile. Il problema? Sempre uno: mancano i soldi per poter far partire le indagini idrogeologiche e sopratuttto i lavori. Il paese di Naso ne è la prova tangibile, basti pensare ai crolli delle strade sui versanti Gattina, Badè e Maina. E’ nelle intenzioni del Sindaco Letizia, con il finanziamento ottenuto di € 2.505.300,00 dall’Assessorato Territorio e Ambiente circa un mese fa per il primo stralcio di consolidamento del centro storico, utilizzare questi fondi per un intervento a valle articolato in tre step. Giovedì 27 il Sindaco sarà a Palermo per un incontro con il dirigente generale della Protezione Civile, il commissario delegato Mitigazione Rischio Idrogeologico e il funzionario del dipartimento Territorio e Ambiente per discutere nuovamente del problema e cercare un valido sostegno per questa situazione sempre più delicata e urgente.

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In gioco, oltre la bellezza rurale di questa città, la vita dei residenti, di coloro che non si sono fatti scoraggiare dalla presenza vicina di paesi più sviluppati e hanno attività commerciali aperte, delle persone che giornalmente “salgono” a Naso per sbrigare commissioni in banca, posta e comune. Il comune, che con sacrifici logistici dei dipendenti, si mantiene al centro storico. Il paese, in definitiva, non vuole morire.

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