Castelbuonese

Promozione: Castelbuonese-Mamertina, pesanti accuse contro i granata che replicano

Castelbuonese

È nato il “metodo Castelbuonese” per vincere le partite di calcio. Queste le dure accuse rivolte dalla Mamertina alla compagine palermitana dopo la sfida di domenica pomeriggio, valida per la ventottesima giornata del Girone B del torneo di Promozione.

Doveva essere un pomeriggio di sport quello di domenica 23 marzo a Castelbuono, splendido paese in provincia di Palermo che stava per ospitare una partita di calcio tra i locali della Castelbuonese e la Mamertina, squadra di Galati Mamertino. I granata alla ricerca di punti per continuare l’inseguimento alla capolista Sporting Taormina, i giallorossi per onorare un campionato già fantastico così, con la salvezza ormai in tasca. Sul campo c’è poca storia, i padroni di casa si impongono 6-1 e portano a casa i tre punti contro un avversario poco motivato. Cose che succedono nei finali di campionato, le motivazioni spesso fanno la differenza.

Nel post-partita, però, sponda giallorossa arrivano accuse pesanti a carico dei locali. Il capitano della Mamertina Francesco Drago, intervistato ai nostri microfoni, racconta la sua verità: «Voglio denunciare dei fatti molto gravi, avvenuti prima e durante la partita tra noi e la Castelbuonese. Come sapete e come dice bene il Presidente Sandro Morgana, il calcio crea indotto e muove l’economia, tra rimborsi spese, trasferte, tifosi. Domenica, nonostante il nostro campionato a livello di classifica fosse già finito, con la mia squadra siamo partiti alla volta di Castelbuono, per andare a pranzare in un noto locale di questo meraviglioso paese, facendo, di fatto, girare anche dei soldi. Il ristorante, tra l’altro, è di proprietà di un dirigente della Castelbuonese e in quello stesso locale pranza la squadra granata. Nessun problema, stiamo andando solo a fare una partita di calcio, dividere lo spazio con gli avversari prima di scendere in campo non è certo un dramma. Arrivati al ristorante, veniamo accolti dal proprietario del locale, un tipo gentile, ma poco dopo al suo fianco si presenta un energumeno fisicamente molto impostato che si spaccia per un turista. Ci sediamo a tavola e pranziamo, all’uscita dal ristorante il “turista”, senza alcun motivo, sbatte violentemente al muro il nostro autista del pullman, una persona totalmente estranea alla nostra società a livello prettamente sportivo che ha la sola colpa di guidare un autobus. Lo stesso avviene con il nostro magazziniere, il signor Giuseppe Miceli, detto “Gresko”, spintonato più volte fuori dal locale. Nonostante tutto, riusciamo a raggiungere il campo e, all’ingresso dell’impianto sportivo, ci troviamo di fronte il “turista”, che ha improvvisamente addosso la pettorina con su scritto “sicurezza”. Entriamo negli spogliatoi e per noi non è disponibile nemmeno una sedia. Solo una piccola panca con sopra delle brioscine scartate, un messaggio che ancora devo capire. Neanche una goccia d’acqua, bagni sporchi che non possono essere utilizzati. Scendiamo sul terreno di gioco per il riscaldamento e veniamo immediatamente minacciati. Il loro allenatore ha un atteggiamento intimidatorio nei confronti di tutti, in particolare di Ivan Onofaro e del nostro mister Massimo Bontempo, reo a suo dire di brutti comportamenti all’andata, in cui il nostro tecnico ci avrebbe incoraggiati a fare dure entrate nei confronti dei giocatori della Castelbuonese, cosa assolutamente falsa. In campo non c’è partita, non ci permettono nemmeno di giocare fino al 6-0. Non so che gusto ci provano a vincere così, né ho le parole giuste per spiegare ad un genitore di un ragazzino che oggi fa calcio cosa è successo. Questo non è sport, il calcio dovrebbe essere un divertimento, un’attività sana sotto ogni punto di vista. A Castelbuono non è stato così. Denuncio questi fatti perché tutti devono sapere cosa succede in quel campo e vi assicuro che sono atteggiamenti reiterati, un vero e proprio metodo intimidatorio. Tengo a precisare che i tifosi della Castelbuonese sono persone correttissime e che il commissario di campo ha fatto di tutto per tutelarci, il problema arriva dall’interno. Quando parlo di minacce non mi riferisco a qualche insulto dentro il campo o qualche “richiesta”. Mi sorprende che coloro che sono venuti qui prima di me non abbiano detto assolutamente nulla, io non temo niente, dico solo la verità e sono disposto ad un confronto diretto con questi signori».

Fa eco al suo capitano il direttore della Mamertina, Pino Vicario, che si è detto “amareggiato e calcisticamente ferito” dagli eventi di Castelbuono. L’accoglienza “calorosa” nel centro palermitano non è stata comunque un’esclusiva dei giallorossi di Galati. Un trattamento speciale sarebbe stato riservato anche al Sinagra di mister Ioppolo, cui sarebbe stato imputato un pessimo comportamento al “Barone Salleo” di Sinagra in occasione della gara d’andata. Anche per il Sinagra il soggiorno a Castelbuono non sembra essere stato il massimo, con un atteggiamento molto ostile nei confronti di tutta la rosa giallorossa, già decimata di suo a causa di infortuni e squalifiche in quell’occasione, fin dall’arrivo in terra castelbuonese. Qualche parola di troppo pare essere volata e anche il Sinagra ha lasciato Castelbuono con una sconfitta per 3-0. Casualmente, o forse no, Sinagra e Mamertina sono le uniche due squadre, insieme alla capolista Sporting Taormina, ad aver battuto i granata in questo campionato di Promozione.

Dopo tali, pesanti accuse, la Castelbuonese ha deciso di replicare ai nostri microfoni per bocca del Presidente Fabio Capuana: «Le parole dei calciatori e dei dirigenti della Mamertina, con in testa il Presidente Anastasi, sono gravissime e assolutamente false. Chiaro, alla Mamertina non è stato riservato un trattamento estremamente ospitale come è successo con quasi tutte le squadre che ci hanno affrontato a Castelbuono, ma nulla è scaduto in parole ingiuriose, in spintoni, in atteggiamenti intimidatori come dichiarato da questi signori. Anzi, dirò di più. Forse ci sono stati maggiori screzi verbali con il Sinagra. C’è stata molta freddezza e assoluto silenzio nei confronti della Mamertina, questo sì, e loro sanno perché abbiamo adottato questo comportamento, si ricordino cosa hanno fatto all’andata. Non è nostro costume raccontare ciò che succede sui vari campi da calcio in cui giochiamo, se sarà il caso parlerò della gara di andata nelle sedi opportune. Visto che le autorità competenti non hanno riportato nulla di quello che la Mamertina ha affermato, mi chiedo cosa queste persone abbiano visto. In pratica, forze dell’ordine, arbitro, assistenti, addetti alla sicurezza e giudice sportivo sono collusi con la Castelbuonese. Queste sono accuse assurde. Siamo stati puniti con 150 euro di ammenda per qualche frase eccessiva detta da qualcuno sugli spalti, se il Presidente Anastasi fa riferimento a questo provvederò personalmente a fornire di bavaglio tutti i nostri sostenitori. Noi abbiamo soltanto fatto rispettare le regole, facendo entrare solo i diciotto calciatori con allenatore e dirigente accompagnatore al seguito nella struttura per motivi di ordine pubblico. Durante la gara erano presenti addetti alla sicurezza muniti di regolare documentazione e dotati effettivamente di un fisico imponente. La prossima volta cercherò dei “gorilla” più piccoli, così magari i giocatori della Mamertina saranno più tranquilli. Comunque, se il Presidente Anastasi continuerà a sparare a zero sulla nostra società, mi adopererò per poter difendere la Castelbuonese anche dal punto di vista legale».

Vedremo come andrà a finire questa querelle tra Castelbuonese e Mamertina. Ognuno è libero di farsi la propria idea riguardo una vicenda che resta comunque quantomeno spiacevole per tutti gli amanti dello sport.

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