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C. d’Orlando: il Tribunale di Patti boccia il ricorso di Romeo, il CDA della Fondazione è legittimo

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Il Tribunale di Patti rigetta l’istanza di sospensione delle delibere di rinnovo del CDA della Fondazione “Famiglia Piccolo di Calanovella” presentata dall’ex presidente Romeo e, di conseguenza, legittima l’attuale consiglio di amministrazione.

Nell’ordinanza emessa lo scorso 11 marzo il giudice ha dettagliatamente spiegato per quali motivi non può essere accettato il ricorso. In sintesi, per prima cosa, secondo il Tribunale di Patti, il ricorrente ha erroneamente introdotto la controversia con le forme del ricorso anziché con quella ordinaria della citazione. Ma nonostante questo difetto di forma il giudizio è stato comunque espresso. La domanda che il Tribunale si è posto per decidere la legittimità dell’attuale consiglio di amministrazione è stata: potevano i consiglieri dissidenti riaprire la seduta del consiglio di amministrazione precedentemente chiusa dall’ex Presidente Romeo ? La risposta, secondo il giudice, è affermativa. Infatti, si legge nell’ordinanza, “né dalle laconiche regole dettate per le fondazioni dal codice civile, né tantomeno dallo Statuto, né dal Regolamento della Fondazione Piccolo può evincersi la sussistenza di un potere così ampio al Presidente da determinare una sorta di jus vitae ac necis, ossia un vero e proprio strumento dispotico in suo favore, tale da consentirgli di contrapporre e contrastare la diversa volontà consiliare e di sopirne ogni effetto”.

Ma l’Ordinanza del Tribunale di Patti va ancora più nello specifico. “Sembra al giudicante, si legge, che il Presidente, nella connotazione offertane dallo Statuto e dal Regolamento, abbia veste di un primus inter pares rispetto agli altri consiglieri e non sia titolare di una vera e propria primazia che gli consenta, per restare in tema, di chiudere anzitempo la seduta del CDA o di decidere, contro la volontà della maggioranza dei consiglieri, di non dover discutere uno o più argomenti posti all’ordine del giorno a cagione della loro presunta illegittimità, come invece fatto dal Romeo, conclude il giudice, nel corso della riunione del 9 ottobre 013. Insomma, pur volendo dare la massima ampiezza ai poteri di direzione e coordinamento dei lavori del CDA attribuiti al Presidente, giammai quest’ultimo avrebbe potuto disattendere il vero e proprio obbligo di procedere alla discussione e deliberazione dei punti da discutere disposti dal presidente del tribunale di Patti su richiesta dei consiglieri Samonà e Pes.”

Come ricorderete la seduta venne sciolta dal presidente Romeo ma riaperta dai consiglieri Samonà e Pes che, alla presenza di un noto notaio di Capo d’Orlando che assumeva le funzioni di segretario, avevano proseguito la discussione determinando, di fatto, la revoca del mandato di presidente, la nomina quali nuovi consiglieri di Andrea Pruiti Ciarello e Giuseppe Benedetto e la nomina di quest’ultimo quale nuovo presidente del CDA e legale rappresentante della Fondazione.

 

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