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C. Umberto: Mazzeo “diritto di vita consegnato a macchine prive di coscienza”

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Una Sicilia violentata, bersaglio ghiotto delle grandi potenze continentali, scenari apocalittici preludio di conflitti amorali in cui un mero errore di calcolo dei robot o una tempesta solare possa portare alla totale distruzione, salute ad alto rischio per le popolazioni locali, tutto questo è il grido dall’allarme che da mesi porta avanti lo scrittore Antonio Mazzeo con la presentazione del suo libro “Il MUOStro di Niscemi”.
C’è davvero poco da stare tranquilli. L’incontro a Castell’Umberto, voluto dall’Ass. Euravia Onlus, al suo secondo anno di attività, Officina Rebelde e dall’amministrazione comunale tenutosi lo scorso 7 marzo nella sala consiliare ha portato in luce una situazione molto grave a cui stiamo andando incontro quasi inconsapevolmente; un incontro dibattito moderato dal giornalista Enzo Caputo con l’intervento del giornalista Corrado Speziale che ha introdotto i punti più salienti del libro/inchiesta di Antonio Mazzeo. Andiamo per gradi: cos’è il MUOS? Acronimo di Mobile User Objective System, si tratta di un sistema di comunicazioni satellitari ad altissima frequenza  composto da cinque satelliti e quattro stazioni di terra, in Virginia (USA), Hawaii, Australia e Niscemi. Tre grandi parabole del diametro di 18,4 metri alte 149 metri, che trasmetteranno in microonde, in banda UHF che si completa con cinque satelliti geostazionari messi in orbita entro il 2015. Il sistema integrerà forze navali, aeree e terrestri in movimento in qualsiasi parte del mondo, tra cui i droni, aerei intelligenti guidati senza pilota. 46 le antenne installate finora dal ’91 e dichiarate dall’ARPA superanti i limiti di legge per emissioni elettromagnetiche.

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Le proteste, l’ultima il primo marzo scorso, iniziate da tempo dai cittadini del luogo ed estese ormai a gran parte dei comuni siciliani solidali coi i niscemesi, non sono riuscite a far desistere il governo siciliano dall’annullare la revoca all’installazione delle antenne. Nel libro lo scrittore illustra la deturpazione della Sughereta di Niscemi (sito SIC) classificata come zona inedificabile, l’inquinamento delle falde acquifere, gli interessi di mafia con infiltrazioni nei cantieri, il ruolo che svolgono le potenze economiche come Eni e Finmeccanica e l’ambiguo ruolo della Regione nei taciti accordi con gli USA. Poi ancora il MUOS inserito nel progetto HAARP e SPAWAR, per imminenti ed alcune già in corso da anni, guerre climatiche e cosiddette “guerre stellari”, creando catastrofi apparentemente naturali. Un tracciato della situazione del MUOS in Sicilia con un costante raffronto con le altre 3 stazioni di terra nel mondo che mettono in luce la totale disinformazione anche tra gli organi di governo italiani.

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L’intervento del sindaco Lionetto, in qualità di medico su onde elettromagnetiche esalute ha messo in rilievo oltre il rischio elevato di malattie tumorali, sterilità e patologie di carattere dermatologico e rischio di morte al semplice contatto per sbaglio con un’onda di quella portata, anche il silenzio nella stimabilità e probabilità di rischio riportati dai bollettini di varie associazioni italiane riconosciute dal Ministero della Salute.
Lo scrittore conclude con un messaggio di speranza ‹‹se un popolo resta unito, può mettere in crisi qualsiasi complesso di morte. Ci definiscono sempre “terra senza speranza”, ma siamo ancora qui››.

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A conclusione dell’evento Enza Caputo di Euravia ha posto l’attenzione sulla globalizzazione dei conflitti in cui lo stato cede il diritto di vita o di morte a compagnie private, parlando inoltre di assuefazione agli orrori dei crimini di guerra. Speziale e Mazzeo hanno risposto parlando in questo caso di privatizzazione e militarizzazione dell’informazione, in cui le notizie passano da un filtro decidendo cosa si deve vedere o sentire.
Un percorso tortuoso e coraggioso per chi ha deciso di sposare questa causa, Dario Pruiti, presidente Arci Catania, con l’occasione ha invitato il comune di Castell’Umberto a costituirsi “Comune NO MUOS”, decisione che il sindaco porterà in consiglio comunale.

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