sindoni

C. d’Orlando: Enzo Sindoni, confermata in Appello la condanna per calunnia

sindoni
La Corte d’Appello di Messina ha confermato la sentenza del Tribunale di Patti che, nel 2001, condannò il Sindaco di Capo d’Orlando, Enzo Sindoni ad un anno e sette mesi di reclusione.La vicenda risale al 1993, in quella che fu chiamata successivamente “la guerra degli agrumi”. Erano gli anni della contrapposizione a Capo d’Orlando tra due imprenditori, Enzo Sindoni e Luciano Milio, oggi scomparso. Una lunghissima storia giudiziaria che nel 2001 sfociò nell’assoluzione per il Sindaco di Capo d’Orlando su altri capi di imputazione ma anche nella condanna per calunnia ai danni di Mario Ceraolo, all’epoca dei fatti ispettore della sezione investigativa del commissariato di Capo d’Orlando, oggi vice questore e dirigente del commissariato di Barcellona. In primo grado venne condannato anche l’insegnante Giuseppe Anfuso (pena sospesa), marito della madre di Enzo Sindoni, ad un anno e otto mesi, condanna confermata anche in Appello.

I giudici hanno in pratica accolto la richiesta di conferma della sentenza di primo grado avanzata dal sostituto procuratore generale Salvatore Scaramuzza, confermando anche il pagamento delle spese processuali e al risarcimento del danno in sede civile a favore del vice questore Ceraolo.

Secondo l’ipotesi accusatoria Sindoni ed Anfuso avrebbero calunniato il funzionario Ceraolo, depositando nel 1994 alla Procura di Patti una registrazione audio, accusandolo del reato di omissione in atti d’ufficio nel corso delle indagini sulla presunta simulazione del Sindaco di Capo d’Orlando relativa agli atti intimidatori ricevuti e denunciati dallo stesso a partire dal 1991. Gli accertamenti tecnici però, effettuati dai periti incaricati dai magistrati, dimostrarono che il nastro era stato “manipolato”. Si trattava infatti, secondo i tecnici, di tracce audio, alcune modificate, che erano riconducibili a più registrazioni effettuati in tempi e luoghi diversi da Anfuso. Inoltre, sempre secondo i tecnici incaricati, la trascrizione depositata da Sindoni riportava frasi che in realtà non erano mai state pronunciate dal funzionario di polizia.

I tempi così lunghi di un procedimento cominciato nel 2001 a, dopo circa 13 anni, ancora in secondo grado, sono da imputare alla scomparsa del fascicolo processuale dalla cancelleria del tribunale di Patti che ha determinato la necessità di ricollocare tutti gli atti giudiziari.

La corte d’Appello di Messina ha confermato anche la condanna ad un anno e 4 mesi di reclusione (pena sospesa in prima grado) per l’attuale assessore della giunta Sindoni Cettina Militone Scaffidi che nel 1993 era consulente del lavoro del Sindaco per un’ipotesi di reato di falsa testimonianza che sarebbe stata finalizzata, secondo l’accusa, all’inquinamento probatorio per favorire Sindoni.

Anfuso, Sindoni e Scaffidi sono stati assistiti dagli avvocati Carmelo occhiuto e Giuseppe Aveni mentre il vice questore Mario Ceraolo, costituitosi parte civile, è stato rappresentato dall’avvocato Antonio Giuffrida Taviano.

Print Friendly

clean-service


mt-infissi


uniscuole

Articoli Correlati

Close