S. STEFANO: UN PROBLEMA ANCHE MORIRE


Da qualche settimana è diventato un problema anche morire a S. Stefano di Camastra, in quanto sono finiti i loculi al cimitero del paese, dove le bare vengono accatastate all’interno di una cappella requisita in attesa di essere tumulate, quando saranno disponibili nuovi spazi per i propri defunti. La pioggia di polemiche che si è scatenata in questi giorni, potrebbe di fatto mettere in discussione alcuni equilibri che si sono raggiunti in quest’ultimo periodo in seno al consiglio comunale, in quanto il gruppo d’opposizione aveva bocciato il progetto, dopo che era stato redatto da parte dell’ufficio tecnico comunale il piano regolatore cimiteriale ed il regolamento di polizia mortuaria che prevedeva  l’ampliamento del cimitero. Il piano per i loculi è stato fatto per tempo e quando le disponibilità erano statisticamente sufficienti, purtroppo il consiglio ha bocciato. Lo stesso consiglio ha approvato il 14 settembre e da li è partita la procedura. L’amministrazione aveva proposto anche un anno prima un intervento più importante sul cimitero, anche con la partecipazione dei privati, il consiglio non lo ha ritenuto valido di approvazione. Stando a gli  atti pubblici, subito dopo l’approvazione è stato conferito incarico al geologo per gli studi e le indagini, e successivamente al progettista per la redazione del progetto previa esperimento di gara per l’affidamento dell’incarico. Gli incarichi professionali sono stati avviati il 21 giugno 2011, ma per definire
la loro approvazione si è dovuto attendere il via libera dal bilancio e del piano triennale delle opere pubbliche avvenuta solo il 14 settembre 2011. Pur di non consentire alla amministrazione attiva di andare avanti con la propria azione di governo, il gruppo di opposizione ha preferito vanificare un lavoro durato qualche anno stravolgendo un progetto che avrebbe consentito di realizzare il nuovo cimitero. Quello alla sepoltura non è solo un diritto civile ma un valore etico, e per i fedeli, religioso. Negarlo, sono delle responsabilità di chi non si è voluto preoccupare di programmare un ampliamento del cimitero, con la conseguenza che ad oggi è davvero impossibile trovare perfino l’ultima dimora terrena.

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