UCRIA COMMEMORA I CADUTI


Ha avuto un buon successo ad Ucria la celebrazione della giornata dedicata alla commemorazione dei Caduti, organizzata dall’Amministrazione Comunale in collaborazione con l’Associazione Combattenti e Reduci e il Comitato Ucriese per l’Unità d’Italia, giornata che, quest’anno, celebra anche  l’anniversario dei 150 anni dell’Unità d’Italia, unità avvenuta, come noto, il 17 marzo 1861. Dopo la santa messa, che ha visto la partecipazione degli alunni di tutte le  scuole di Ucria, il Sindaco Franca Algeri, il comandante della locale stazione dei Carabinieri, maresciallo Alessandro Dimitri e il vice-presidente dell’Associazione Combattenti e Reduci,  Sebastiano Biundo, hanno deposto una corona di alloro davanti al monumento ai Caduti che ricorda gli oltre 80 ucriesi morti nelle due guerre mondiali. Il Sindaco Algeri, nel commemorare i caduti e celebrare l’Unità, ha voluto però ricordare anche la disparità di trattamento tra gli alluvionati di Liguria e Toscana e quelli della provincia di Messina. Nel pomeriggio, presso i locali della nuova piazza, si è tenuto un convegno sui fatti risorgimentali che ha visto la partecipazione, oltre che del Sindaco, anche dei soci dell’Associazione Combattenti e Reduci guidata, come detto, dal vice-presidente Biundo, dell’assessore alla cultura Vincenzo Allia,del presidente del Comitato Ucriese per l’Unità d’Italia, Gino Nicolai, che hanno letto, tra l’altro, una commovente lettera inviata alla famiglia da un militare ucriese prigioniero in un lager in Germania durante la Seconda Guerra Mondiale, e dei Professori Salvatore Mangione e Antonino Pinzone.

Un momento della messa di commemorazione

Il professore Mangione, docente di storia e filosofia nei Licei, ha raccontato i fatti risorgimentali avvenuti sui Nebrodi, con particolare riferimento alle problematiche post-unitarie, ed il contributo dei militari ucriesi durante le varie guerre del ‘900, mentre il professore Pinzone, docente di Storia Romana presso la facoltà di Lettere e Filosofia di Messina, ha spiegato i concetti di Italia, Italianità e Sicilianismo dalle origini ai giorni nostri con l’importanza di conservare ciò che ci contraddistingue, dalle tradizioni alla toponomastica. La giornata si è conclusa con la degustazione di prodotti tipici, allietata da un complesso musicale locale, e dai fuochi artificiali.

Un momento della messa di commemorazione

Marco Paladina, foto di Jessica Catania

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