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C. d’Orlando: due studenti del Liceo rivendicano il proprio operato

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Torniamo ad occuparci, speriamo per l’ultima volta, della vicenda che ha visto coinvolti il Liceo Lucio Piccolo di Capo d’Orlando ed il primo cittadino Enzo Sindoni.Lo facciamo per coerenza, in quanto a voler intervenire sull’argomento sono due studenti dello stesso liceo che, con un comunicato stampa, hanno voluto esprimere la propria opinione. Di seguito il loro comunicato stampa integrale.

“Noi sottoscritti rappresentanti di istituto, Angelo Malinconico e Filippo Cacciola, e noi rappresentanti della Consulta Provinciale degli Studenti di Messina, Gaetano Marafioti e Luca Serranò, desideriamo chiarire che non vogliamo entrare in merito riguardo le ultime controversie tra i vertici del nostro liceo Lucio Piccolo e il primo cittadino orlandino Enzo Sindoni.

Vorremmo però focalizzare l’attenzione sulla nostra occupazione svoltasi nel mese di dicembre e non sulle varie polemiche scatenatesi. Inoltre desideriamo precisare che la maggioranza degli studenti del nostro liceo continua a chiedere maggiore ascolto e comprensione in merito al conteggio delle assenze per l’attribuzione del credito formativo di fine anno.

Al tempo stesso dichiariamo fermamente che né queste stesse assenze dei giorni di occupazione, nel caso in cui venissero conteggiate, né possibili provvedimenti sui voti di condotta ci faranno tornare sui nostri passi poiché crediamo in tutto ciò che abbiamo fatto e nelle nobilissime motivazioni della protesta stessa.

La nostra è stata una protesta esemplare, riconosciuta tale anche a livello provinciale, in quanto non solo si è svolta nella più totale tranquillità e nel rispetto massimo degli ambienti occupati, ma anche e soprattutto perché durante la stessa abbiamo svolto attività culturali in vari ambiti extra scolastici, quali: incontri con l’associazione orlandina “ACIO”, assemblee con la presenza di cariche istituzionali, quali lo stesso assessore regionale all’istruzione Nelly Scilabra o l’europarlamentare Sonia Alfano, conferenze a sfondo economico e antimafioso.

Tale tipo di occupazione può dunque essere considerata come attività formativa ed educativa dello studente e può non essere considerata come assenza dello stesso poiché le singole istituzioni scolastiche possono deliberare in tale senso in armonia con le competenze regionali in materia, come d’altra parte si verifica nella totalità, o quasi, di tutte le scuole della regione e del messinese.

Questa sarebbe una conquista sociale e politica di non poco valore e rilevanza per ogni democrazia, riconoscere valenza formativa al processo di occupazione, la quale, non solo interessa profondamente tutti i componenti dell’istituzione scolastica ma diviene anche un modo per informare e far interessare tutti gli esterni alle stesse problematiche scolastiche; inoltre riteniamo che sia da apprezzare l’interesse di noi ragazzi verso problematiche che interessano il nostro presente e il nostro futuro già in così giovane età.

In conclusione ci aspettiamo che cessino tutte le polemiche, non vi siano ulteriori dichiarazioni da entrambe le parti coinvolte nella controversia e riponiamo la nostra fiducia nell’esperienza, nella comprensione e nella lungimiranza del corpo docenti aspettandoci il miglior esito possibile della vicenda”.

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