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Messina: UniMe, occupazione Casa dello Studente, appello degli studenti al Senato Accademico

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Questa mattina alcuni studenti universitari si sono recati al Rettorato di Messina chiedendo di prendere parte alla seduta del Senato Accademico per spiegare le ragioni dell’occupazione della Casa dello Studente e per avanzare le proprie proposte in merito alla destinazione d’uso dello stabile.

La risposta del Rettore dell’Università degli studi di Messina è stata però negativa: il regolamento del Senato Accademico non permette ai comuni studenti di presenziare alle riunioni. Gli studenti hanno perciò proposto di convocare un incontro pubblico tra studenti, Rettore e cittadinanza che si concretizzi in una precisa presa di posizione e quindi in una dichiarazione formale, da parte del Rettore, in merito alla questione della Casa dello Studente di via Cesare Battisti. Durante la seduta è stato comunque letto e posto all’attenzione di tutti i senatori il documento presentato dai ragazzi del Collettivo studentesco Unime, che riportiamo di seguito.

Appello al Senato Accademico

Il Collettivo studentesco UniMe, venerdì 14 febbraio, ha occupato la Casa dello Studente di via Cesare Battisti, in unità d’intenti con il Teatro Pinelli, con cui condivide le linee di pensiero e di azione. Lo stabile, nato nel 1933 come residenza universitaria, ha una vita difficile e turbolenta e, tra cambi di gestioni e scandali (diventa feudo delle ‘ndrine a cavallo tra gli anni ’80 e ’90), viene chiuso nel 2006, anno in cui vengono applicate delle migliorie strutturali al plesso. Nel 2009, in seguito al terremoto che causò il crollo della Casa dello Studente a L’Aquila, viene dichiarata l’inagibilità dello stabile perché non conforme alle Linee guida per la Progettazione, l’Esecuzione ed il Collaudo di Interventi di Rinforzo di strutture di c. a., c. a. p. e murarie mediante FRP (Documento approvato il 24 luglio 2009 dall’assemblea Generale Consiglio Superiore LL PP ). Caduta quasi nel dimenticatoio, la Casa dello Studente, ha rischiato addirittura di essere inserita nel piano di alienazione dei beni comunali dal Commissario straordinario Luigi Croce. Lo stesso Croce ha anche proposto di convertire la struttura in Palazzo di Giustizia Satellite. Tale ipotesi è ancora oggi oggetto di dibattito tra diverse istituzioni cittadine (giunta e consiglio comunale, IV e V circoscrizione, Ordine degli avvocati, ecc.).

In seno alla nostra protesta esprimiamo un disagio per la mancanza di considerazione dei diritti e delle necessità degli studenti, i quali non sono, salvo in rare occasioni, riusciti a portare avanti le proprie istanze. La scelta di intraprendere la via dell’occupazione nasce dalla convinzione che sia necessaria una forma di protesta più incisiva capace di coinvolgere attivamente gli studenti.

Il nostro obbiettivo è ottenere, nel più breve tempo possibile, la riapertura di questo spazio con la garanzia che venga mantenuta la destinazione d’uso originaria di residenza per studenti universitari. Chiediamo, inoltre, che altri spazi universitari attualmente inutilizzati vengano riqualificati e resi nuovamente fruibili alla popolazione universitaria.

Nell’attesa che i lavori di messa in sicurezza vengano terminati e che la Casa dello Studente torni ad essere vissuta dagli studenti, proponiamo l’istituzione di uno studentato autogestito. L’idea di uno studentato autogestito nasce dal bisogno di avere uno spazio libero in cui dar vita ad un vero e proprio laboratorio di democrazia diretta, per creare un’alternativa ad un sistema universitario profondamente alienante e competitivo, che ci vede come consumatori compulsivi sempre alla ricerca del saldo. L’autogestione, vera spinta dal basso, in un ateneo incastrato sempre nelle stesse strutture gerarchiche, costituirebbe un forte impulso alle  partecipazione e alla crescita socioculturale. Per tale motivo chiediamo un confronto diretto ed esaustivo sull’argomento”.

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