GAFFE E PRECISAZIONI


Segnali che fanno ben sperare quelli trasmessi dai componenti di buona parte dell’amministrazione Sindoni, insediatasi nella seduta consiliare tenutasi ieri sera a Palazzo Europa. Il sindaco Sindoni, il neo-presidente del consiglio Timpanaro, il suo vice Paterniti e la quasi totalità dei consiglieri comunali di maggioranza si sono rivolti ai componenti di minoranza auspicando una loro partecipazione attiva e propositiva alla vita comunale, mettendo da parte la loro appartenenza a gruppi di opposizione per realizzare insieme progetti e dare vita a proposte valide che siano considerate in quanto tali e non in base alla loro provenienza. Probabilmente in molti si aspettavano un elogio, non ravvisato, all’importante figura di Antonio Librizzi (venuto a mancare nel maggio di 3 anni fa), quando il presidente Timpanaro ha salutato gli ex appartenenti al consiglio comunale. Una pecca di non poco conto, questa, coperta in seguito dal sindaco Sindoni, visto il fondamentale ruolo ricoperto dall’ex-assessore alla cultura e al turismo, fautore di proposte, come la notte bianca orlandina dell’estate 2006, che tanto successo hanno fatto riscuotere all’amministrazione Sindoni.

La posizione di Annalisa Germanà è sembrata chiara dopo il suo atteso intervento. Da un lato l’appoggio all’amministrazione, dall’altro una sensazione di mancanza di rappresentanza all’interno della stessa. A voler leggere tra le righe:  “non sono contenta ma mi adeguo”. Altro caso interessante emerso dalla prima riunione consiliare l’alterco tra Timpanaro e il consigliere di minoranza Giuseppe Trusso. Qualcuno, come ormai capita frequentemente, interpreta le parole e gli avvenimenti a modo suo, tralasciando, più o meno volutamente, la verità dei fatti. Noi, per non sbagliare, riportiamo di seguito la dichiarazione dello stesso giovane consigliere neo eletto tra le fila della lista “Librizzi Sindaco”:

“Ribadisco l’apertura su ogni singola proposta fatta per il bene del paese con l’auspicio che venga riservato il medesimo trattamento alle proposte provenienti dalla minoranza senza “ritorsioni politiche” nei confronti degli avversari”. Tale termine è stato ritenuto “eccessivo” per il contesto istituzionale da parte del presidente Timpanaro che non mi ha certo invitato al silenzio perché un consigliere comunale ha sempre e comunque diritto di parola”.

Maria Elena Caliò e Silvia Librizzi

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