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La tua Opinione: “Repetita Iuvant”

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“Se la riflessione è un dialogo con se stessi il dialogo è una riflessione con gli altri” (A. de La Garanderie). Forte di questo convincimento l’Associazione Paese Parallelo continua le sue iniziative e dopo la petizione relativa al ”Caro gas”, incontra i cittadini per affrontare il  gravoso e delicato problema relativo ai servizi di raccolta e smaltimento dei rifiuti. I sintomi di un malessere a lungo trascurato sono divenuti una vera e propria malattia e il disappunto della collettività è ormai ampiamente manifestato. “Paese Parallelo ” con tale iniziativa intraprende di nuovo una  concreta  azione e si “permette” di suggerire  alle Istituzioni  un piano di intervento che tuteli realmente l’interesse dei cittadini.

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Molti anni fa (1979) Il filosofo tedesco Hans Jonas pubblicò: “il principio  responsabilità. Un’etica per la società tecnologica”. Tutti gli amministratori dovrebbero possederne una copia   e possibilmente… leggerla. Ogni generazione infatti, deve ritenersi responsabile del benessere di quella seguente poichè la lungimiranza è un DOVERE. Forse in un momento tanto delicato e inquietante   tutto ciò suona un po’ strano,  persino anomalo, ma anche se  la parola futuro è in declino  sarebbe il caso di pensare ad esso nel modo più lucidamente possibile. La natura umana riesce ad espandere i suoi poteri quando è in grado di RI-ORDINARE, RI-COSTRUIRE, RI-CREARE e RI-FARE, solo lavorando con intelligenza, serietà e sensibilità, sarà infatti possibile porre riparo almeno in parte, ai   danni causati al sistema ambientale.

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Prometeo voleva rubare il fuoco divino ed offrire il paradiso agli uomini ma è stato battuto e oggi appare chiara la   convinzione che l’uomo non è capace di organizzare la propria salvezza, ma senza spingersi in imprese impossibili, meglio sarebbe  recuperare utopie più modeste,  assumendo comportamenti più responsabili e più rispettosi, nel tentativo di migliorare il benessere dell’intera collettività. L’immondizia purtroppo continua a rappresentare un pesante fardello  difficile da smaltire, mentre considerata da una diversa angolatura  potrebbe essere ricchezza per tutti. Questa convinzione nel tempo, ha fatto maturare   la tentazione di rendersi utili mettendo a fuoco nuovi punti di vista che, attraverso azioni concrete, conducano al recupero, al riuso e al riciclo nella speranza di ricreare atmosfere più PULITE.

La paura del baratro spesso spinge l’uomo a correre ai ripari e così se il rischio diventa troppo alto, l’esigenza del processo conoscitivo  riacquista il suo giusto valore  e prepotente torna  la tentazione di Faust.

Con la petizione “CARO RIFIUTI”  Paese Parallelo ancora una volta intraprende una strada che si avvale di un “METODO” analitico, chiaro ed efficace e  chiede aiuto alla Comunità nella convinzione che creare spazi collettivi di dialogo, solleciti e favorisca la nascita di nuove  opportunità ed originali iniziative. L’indifferenza e la rassegnazione, hanno da sempre avuto un devastante effetto narcotizzante con il risultato   di   debilitare e deteriorare la partecipazione della COMUNITA’ che, a dispetto di tutto,    costituisce sempre il principio e l’anima di qualunque ISTITUZIONE DEMOCRATICA.

Rosa Luxemburg scrive che: ”anche dare solo il nome  giusto alle cose può considerarsi atto rivoluzionario”. Rendersi dunque parte criticamente attiva di  azioni che investano la sfera sociale non significa  demolire e devastare EQUILIBRI apparentemente  PERFETTI ma piuttosto,  assumere  “Atteggiamenti  Responsabili”, prendendo posizioni chiare e trasparenti, sicuramente poco comode ma altrettanto costruttive.

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Desistere e rassegnarsi significa reprimere l’energia, rinunciare alla sfida, adattarsi, soccombere, soffocare definitivamente il sogno di una possibilità di cambiamento. La questione rifiuti stigmatizza un doloroso fallimento, un sistema vulnerabile e ingeneroso nei confronti della Comunità che, caricata di oneri e “superfetazioni”, paradossalmente vede aumentare i costi  in modo direttamente proporzionale al rischio. Provare a cambiare musica, significa ricercare una  meta che molti considerano ancora  una fantastica e poco galvanizzante  utopia, forse perché essa  pone al centro di ogni interesse, non la necessità del “POTERE” ma piuttosto il piacere del “SERVIZIO”, inteso come opportunità di crescita.

Un interessante punto di vista è offerto dalla strategia “RIFIUTI ZERO”, che propone di riprogettare la vita ciclica delle risorse in modo da riutilizzare tutti i prodotti riducendo lo scarto a quantità minime. In questo processo la scuola può rendersi molto utile considerando che  responsabilità significa anche creatività. Sperimentare con le nuove generazioni il principio delle 4 R: RIDUCO; RICICLO RIUSO; RICREO può diventare una straordinaria opportunità per nuovi e più interessanti modelli comportamentali.

Partecipare con i miei alunni  al concorso “Da Cosa RI(nasce) cosa” si sta rivelando una fantastica avventura , vecchi COPERTONI invadenti e inquinanti si trasformano in originali oggetti di design,  bottiglie di plastica  diventano coloratissimi addobbi floreali, tappi di sughero  danno origine a graziose collane e  banchi di scuola  in disuso  assumono le sembianze di utili carrelli portavivande. Stimolare la creatività genera conoscenza e competenza per poter affrontare percorsi di ricerca-scoperta.

Si tratta di organizzare gli apprendimenti,  rendendoli funzionali a modelli di  comportamento corretto e di saper cogliere i vantaggi trasmettendo fiducia. Tutto ciò, per ricavarne competenza civica che si basi soprattutto su principi di DEMOCRAZIA, GIUSTIZIA e UGUAGLIANZA. Lavorare con i bambini e gli adolescenti è certamente gravoso ma è altrettanto bello sentirsi utili. Ripenso  spesso alle ultime scene del film: ”La mafia uccide solo d’estate” e rifletto sul concetto di competenza esistenziale: non basta saper fare, bisogna anche e soprattutto saper essere. Importante il messaggio   del film: attuare precocemente   strategie educative per allevare figli provvisti di valori morali.

Conclusa la giornata di lavoro percorro il “FAMOSO” tratto di strada Gioiosa Marea – Capo d’Orlando, e guardando i costoni rocciosi penso all’artista Pinuccio Sciola, lo scultore  che riesce a far suonare la pietra ottenendo straordinarie melodie fino a riprodurre persino voci umane.

La natura libera e selvaggia lancia i suoi messaggi  e di sicuro vorrebbe  esercitare il suo ruolo di madre, ma spesso incompresa e ferita scatena ira funesta  trasformandosi in terribile matrigna. Impotente l’uomo riconosce i suoi sbagli e accetta la sconfitta.

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La petizione contro il “Caro Rifiuti” continua  in piazza anche Domenica 23 febbraio per spostarsi poi nelle periferie poiché “QUESTA E QUELLE” pari sono… Le CONTRADE meta di invadenti scorribande elettorali, appaiono quasi dimenticate e vivono sporadici momenti di vitalità solo quando  affogano i loro  gravosi problemi in gustosi sughi, deliziosi dolcetti e zuccherose granite. Più giusto sarebbe rivolgere reale attenzione, valorizzando costantemente la loro identità  e consentendo la loro emancipazione attraverso adeguate politiche di sviluppo sociale e culturale.

L’iniziativa  del “Caro Rifiuti” fornisce la possibilità di trascorrere interessanti momenti dedicati al dialogo con i cittadini,  tutto ciò lascia sempre una sensazione di sottile benessere. In tal modo si rende possibile scomporre e ricomporre piccoli puzzle che insieme danno il senso della globalità e spesso fanno emergere  disappunto e disagio celato o semplicemente trascurato.

Bello sarebbe poter ricreare certe atmosfere… e poter ascoltare di nuovo  in una calda serata di Maggio Mario Venuti cantare: ”Quello che ci manca” ma il passato non ritorna e ciò che rimane è una bella storia di amicizia che nella condivisione di un percorso è riuscita a scatenare sincero impegno civile.

”E siccome la sete non si spegne tra miseria e splendore c’è ancora energia per aggiungere senso al passato…” L’entusiasmo ha finalmente distrutto la paura di sbagliare,  prudente e determinato  procede il cammino. L’utopia da raggiungere  è una sana normalità. Un grazie sincero ai cittadini, per la calorosa partecipazione e a tutto il “gruppo” che con sacrificio costantemente collabora.

Maria Grazia Librizzi

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