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C. d’Orlando: su radioDOC, sabato mattina, Pippo Pollina a “Lui è peggio di me”

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Un appuntamento da non perdere quello di sabato mattina su Radio DOC nel corso del programma che va in onda dalle 10 alle 13 “Lui è peggio di me” condotto da David Ioppolo e Simone Fogliani. Ospite sarà, infatti, il noto cantautore Pippo Pollina che presenterà il suo ultimo lavoro discografico dal titolo “L’appartenenza”.

L’ultima fatica di Pippo Pollina la scorsa settimana era nella playlist dei brani consigliati dal Tv Sorrisi e Canzoni, questa settimana è tra i nuovi album segnalati tra le novità rilevanti del 2014. Ma soprattutto, a parte quello che L’album è molto “impegnato” con un brano toccante su Padre Pino Puglisi, “E se ognuno fa qualcosa”. Pippo Pollina è già molto noto, dal punto di vista musicale, principalmente in Svizzera ed in Germania, ma sulle spalle può vantare già una carriera importante con collaborazioni di altissimo livello. Giusto per fare qualche nome, Franco Battiato, Nada e tanti musicisti di spessore.

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Pippo Pollina nasce a Palermo il 18 maggio 1963. Pur iscritto alla facoltà di giurisprudenza dell’ateneo palermitano, studia sin da ragazzo la chitarra classica e la teoria musicale. La sua storia artistica inizia, sempre a Palermo, nel 1979, dove fonda un gruppo musicale e culturale, gli Agricantus, che segneranno una fase importantissima nella ricerca delle tradizioni musicali popolari sia della Sicilia e dell’Italia del Sud, sia dell’America Latina. Gli Agricantus iniziano a dare concerti in Italia e all’estero; contemporaneamente, Pollina svolge un’intensa attività di divulgazione nelle scuole medie e superiori.

Nel 1983 Pippo Pollina inizia a collaborare come giornalista al mensile I Siciliani, fondato e diretto dallo scrittore Giuseppe Fava; un’esperienza formativa decisiva, che si interromperà pochi mesi più tardi, quando Giuseppe Fava viene assassinato dalla mafia a Catania. Socialmente e politicamente assai impegnato, Pollina non si ritrova nel clima italiano degli anni ottanta e, nel 1985, abbandona gli studi e l’Italia e parte per una sorta di peregrinare senza meta in tuttaEuropa. È in Ungheria, nella ex DDR, in Inghilterra, in Francia, in Austria, in Olanda, passando per la Germania e per la Svizzera, fino alla Scandinavia. Per vivere fa letteralmente di tutto, arrivando a fare il musicista di strada e a esibirsi nei ristoranti; racconta le sue storie e ne raccoglie delle altre. Con la musica rompe letteralmente ogni barriera, ogni frontiera, ogni divisione di cultura e di lingua (si impadronisce tra l’altro assai presto della lingua tedesca). Notato casualmente da un celebre cantautore svizzero tedesco, Linard Bardill, viene da lui invitato, nel 1987, a partecipare a un progetto discografico in lingua romancia, intitolato I nu passaran (“Non passeranno”) e ad una tournée che tocca la Svizzera, il Belgio e la Germania.

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