Sonia Alfano

C. d’Orlando: Sonia Alfano a Radio DOC, caso Manca, omicidio del padre e… intervista esclusiva

Sonia Alfano
Depistaggi, trattative segrete, intercettazioni, omicidi. Storie di mafia, storie di omertà.

Di questo si è parlato stamattina ai microfoni di Radio DOC, durante “Cu c’è c’è”, con la Dottoressa Sonia Alfano, dal 2009 europarlamentare per l’Italia dei Valori e dal 18 aprile 2012 presidente della Commissione speciale antimafia, intervistata dal direttore di questa testata Antonio Puglisi. Parole dure quelle della Alfano, parole che fanno riflettere.

Si è chiaramente discusso dell’ormai purtroppo celebre “Caso Manca”. Tanto mistero dopo dieci anni dal ritrovamento di Attilio Manca, una morte che ancora oggi non trova giustificazione, ma adesso si è vicini alla verità.

«Sembra finalmente si possa essere vicini ad una verità molto chiara – racconta l’europarlamentare -. La famiglia Manca stessa ha autorizzato la pubblicazione di alcune fotografie molto crude che però dicono molto. Ci sono stati tanti pettegolezzi attorno a questo “omicidio”, così lo posso definire. Qualcuno ha addirittura affermato, parlando di suicidio, che Attilio si fosse rotto il setto nasale cadendo dal letto e sbattendo con il telecomando, delle cose davvero assurde. Siamo certi di parlare di un delitto di matrice mafiosa. Attilio nell’ottobre del 2003 era stato a Marsiglia, proprio mentre Bernardo Provenzano veniva operato nella città francese. Manca probabilmente ha assistito a quell’operazione ed è stato costretto in seguito ad effettuare successive visite di controllo a Provenzano stesso. Con nomi del genere, ci addentriamo in un territorio complesso che spesso ha sfruttato connivenze anche istituzionali con tentativi di depistaggio abbastanza evidenti».

Secondo il fratello di Attilio Manca, Gianluca, l’omicidio di Attilio rientra nella trattativa Stato-Mafia. Come è possibile che un latitante di quella portata si sia potuto spostare tra Marsiglia e il viterbese per farsi operare e ricevere cure in maniera indisturbata?  

«L’affermazione di Gianluca – risponde la Alfano – è assolutamente plausibile. A supporto, posso portare la mia esperienza personale riguardo l’omicidio di mio padre, avvenuto nel lontano 1993. Dopo quello che è successo, vennero disposte delle intercettazioni ambientali in cui, nell’ufficio dell’Autotrasporti Orifici, padre e figlio parlavano di Nitto Santapaola, in quel momento “Alias” De Filippo, e dei suoi movimenti e nessuno, nonostante tutto, si mosse per fermarlo. Consegnai io stessa tali intercettazioni al sostituto procuratore nel Processo Trattativa. Ancora oggi ci si chiede come nessuno sia intervenuto, a dimostrazione dell’esistenza di questa trattativa».

Notizia di qualche giorno fa, si riapre una sorta di nuovo processo sull’uccisione del padre di Sonia Alfano, per cercare di fare chiarezza.

«Le notizie diffuse dalla stampa in questi giorni sono piene di errori e poco veritiere e questo, oltre che stupirmi, mi rattrista. Comunque il dato di fatto è che sono arrivate due condanne in passato – spiega l’europarlamentare –, nei confronti di Gullotti, considerato il mandante militare, e di Merlino, l’esecutore materiale, entrambi condannati con sentenze definitive. Ho sempre detto, comunque, che mancano all’appello i pezzi grossi, quelli che quell’omicidio l’hanno voluto. Dopo quello che ho vissuto in quegli anni, sono convinta che ancora oggi ci sia un legame molto saldo tra le istituzioni e la parte militare di “Cosa Nostra”. Senza voler allarmare nessuno, spero non si ricominci a sparare. Si spara quando ci sono equilibri da ritrovare, in questo momento questi equilibri ci sono ma stiamo attenti».

In chiusura, si è parlato del giro d’affari della Mafia, un giro d’affari ancora molto alto che purtroppo coinvolge anche i legislatori italiani. Esistono vie d’uscita? 

«L’allarme corruzione – afferma Sonia Alfano – è stato lanciato due anni fa. Questo è un problema molto presente nel nostro paese. Il reato di falso in bilancio non è stato inserito nel piano anti-corruzione volutamente un anno e mezzo fa dai nostri legislatori, questo per far capire che tipo di interessi ci sono in Italia. Tutto ciò allontana i grandi investitori dal nostro paese e dovrebbe allarmare tutti, anche nel settore economico. Il dispiacere maggiore è quello di capire che la nostra classe politica non vuole intervenire su una questione che risolverebbe tanti problemi ai cittadini italiani. Alla fine a pagare siamo sempre noi».

Print Friendly

clean-service


mt-infissi


uniscuole

Articoli Correlati

Close