basilio caruso

S. Angelo di Brolo: dure risposte del Sindaco sulla questione mensa scolastica

basilio caruso
Con la risposta data dal Sindaco di Sant’Angelo di Brolo nel corso dell’ultimo Consiglio comunale all’interrogazione presentata dalla Minoranza su presunti disservizi nella refezione scolastica,  si è chiusa, almeno per il momento, la querelle tra Amministrazione e Opposizione.

Bene ha fatto il Presidente ad applicare il regolamento, si legge in una nota del sindaco Basilio Caruso, che prevede l’illustrazione da parte dell’interrogante, la risposta dell’Esecutivo e la replica di chi ha presentato l’interrogazione.

Come si ricorderà, continua il primo cittadino, nelle prime settimane di gennaio, la Minoranza ha sollevato un polverone, perché nella parte esterna del collo di una bottiglietta d’acqua, sarebbe stata trovata una larva.

I Consiglieri si sbizzarrirono, pubblicarono documenti e comunicati stampa, scrissero perfino al Prefetto (non è chiaro quale fosse la sua competenza), riferirono di parassiti, creando un insensato e altrettanto ingiustificato allarmismo tra i genitori e promuovendo una grave campagna lesiva per l’immagine di Sant’Angelo.

Puntuale la risposta del Sindaco, che ha smontato il teorema costruito ad arte dall’Opposizione, che aveva quale unico obiettivo quello di denigrare l’operato dell’Amministrazione. A sostegno del Comune, si legge nel comunicato diffuso da Basilio Caruso, anche la relazione dell’Asp, che ha effettuato una visita ispettiva nel Centro cottura e nei luoghi di distribuzione dei pasti.

“Vorrei vedere quale ristorante della nostra zona – ha esordito il Sindaco – riesce a preparare 230 piatti al giorno e quasi in contemporanea, più quelli per il personale scolastico. Di fronte a questi numeri, il servizio può essere definito eccellente”.

Nel suo intervento il primo cittadino ha letto la nota dell’Asp relativa all’ispezione, dalla quale emerge che: “il locale cucina si presentava in buone condizioni di pulizia. Le attrezzature ivi presenti erano igienicamente idonee e mantenute in buono stato di manutenzione. Igienicamente corrette – si legge ancora – le modalità di stoccaggio delle derrate alimentari, ad eccezione delle confezioni di acqua minerale, che giacevano sul pavimento anziché su apposita pedana”. Su questo punto il primo cittadino ha chiarito che le stesse erano state appoggiate dal fornitore in quel momento e il personale, impegnato in altre attività, non aveva avuto ancora il tempo per deporle negli scaffali, come fa abitualmente.

“Di buona qualità i prodotti alimentari destinati alla mensa scolastica – scrivono ancora i medici – sia quelli confezionati (pasta, pelati, acqua, ecc.), sia quelli sfusi (frutta, ortaggi, etc.). La documentazione relativa al piano di autocontrollo era rappresentata da scheda di rilevazione della temperatura dei frigoriferi (identificate come ccp). Il piatto del giorno (pasta e legumi) rispondeva alle indicazioni del menù settimanale di cui alle tabelle dietetiche vidimate dall’Azienda Sanitaria. Sufficientemente abbondante la porzione di pietanza per piatto, possibile il bis, che è stato richiesto da più alunni. Presente anche il piatto alternativo”.

Il servizio ha superato brillantemente l’esame, sia per il profilo igienico-sanitario, che per la qualità e quantità dei pasti forniti agli studenti.

Secondo il sindaco Caruso “Singolari le argomentazioni del Consigliere Bonina. L’esponente dell’Opposizione ha detto che il personale lavora bene e che non ha nulla da eccepire verso i fornitori. In pratica, se dovesse esserci qualche disservizio, nessuno ha colpe, eccetto il Sindaco e, forse, l’Assessore al ramo, rei di non stare lì di persona a controllare o, magari a preparare direttamente i pasti”.

Nell’interrogazione la Minoranza ha scritto che “la mensa è stata sempre un fiore all’occhiello di questo Comune”. “Questo riconoscimento – ha dichiarato l’Assessore Gaglio – ci soddisfa e dimostra che abbiamo operato non bene, ma benissimo. Del resto – ha detto ancora l’Assessore – non mi risulta che i figli dei Consiglieri di Minoranza non abbiano consumato il pasto. Se avessero creduto in quello che scrivono e in quello che dicono, da genitori responsabili non avrebbero dovuto mandare i loro figli a mensa. Questa – ha concluso Gaglio – è l’ennesima conferma della falsità e della pretestuosità delle polemiche che hanno sollevato nel corso degli anni”.

Per completezza va ricordato che nessuno è obbligato a fruire della mensa scolastica, che il Comune non è tenuto a farla e che il pasto per le famiglie costa in media appena 1,50 euro, molto meno di un panino imbottito.

Siamo tra i pochissimi comuni dove si fanno 5 rientri settimanali e l’offerta formativa è articolata su 40 ore, mentre in altri casi l’insegnamento non supera le 27 ore settimanali.

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