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Patti: al “V. Emanuele III”, c’è vita tra i banchi!

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Tantissime scoperte scientifiche si devono all’intuizione, al colpo di genio, e sono spesso avvenute in circostanze del tutto casuali, se non addirittura mentre si stava cercando qualcos’altro: il noto “Eureka!” pronunciato da Archimede che intuiva il principio dei corpi immersi nei fluidi, non fu urlato quando egli era intento a far calcoli, ma mentre stava comodamente a mollo nella tinozza da bagno. Certe cose iniziano un po’ per caso e un po’ per gioco. Che sia una scoperta scientifica, un amore, un’amicizia o un’attività.
Ed è stato così anche per la nascita del progetto scolastico multimediale all’interno delle classi 1B, 1C, 2C, 3B scientifico e 1A linguistico del “Vittorio Emanuele III” di Patti, “Vita tra i banchi”.
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Si tratta di un blog (vitatraibanchi.wordpress.com) ideato dall’insegnante di Lettere Carmen Chisari, una sorta di diario di bordo, dove le emozioni, cosa non sempre possibile in classe, trovano spazio e si traducono in pensiero o parola. Un luogo virtuale dove vengono anche postati video di ragazzi che con tanto di parrucca, si cimentano durante l’orario scolastico, nella simulazione teatrale di commedie latine o ancora, assumono il ruolo del professore che spiega la lezione ai propri alunni e li interroga. Un progetto web 2.0 che non solo sta rivoluzionando il classico modo di insegnamento scolastico, ma che sta anche entusiasmando la Preside dell’Istituto Grazia Gullotti Scalisi e i ragazzi, divenuti così parte attiva delle lezioni.
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Tutto, è nato per gioco, come ci racconta l’insegnante Chisari, durante una lezione di Geostoria, in una classe alquanto rumorosa, vivace e distratta. “Un giorno, suonata la campana, ormai sulla porta, lancio una sfida a Peppe, uno dei miei alunni più irrequieti: “La prossima volta la Geografia la spieghi tu!”. E gli assegno le pagine sulla Macroregione. Peppe ci lascia tutti di stucco: “Un professore nato!” è il commento dei compagni. Decidiamo di riprendere con il mio i-pad le lezioni successive: nessuna sarà bella come la prima, di cui purtroppo non è rimasta traccia se non nella nostra memoria; la telecamera imbarazza un po’, ma il gioco diverte, trascina anche molti che prima erano disinteressati, apatici; la partecipazione aumenta e (il che non guasta) anche i voti.”
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“È un’esperienza assolutamente positiva per i miei alunni”- ha dichiarato ancora la Chisari- “ha allentato la tensione delle interrogazioni ed ha contribuito a creare un clima di classe autentico. Malgrado si tratti di materie notoriamente pesanti e ostiche (soprattutto il latino), i ragazzi vengono a scuola contenti e sono felici di partecipare alle mie lezioni, perché si divertono e si sentono protagonisti. Molti professori magari sognano le loro lezioni con gli alunni imbalsamati nei banchi, ma io no. Il mio sogno è certamente diverso. A me piace la vita che germoglia tra i banchi… Adoro le risate, le voci, anche il rumore dei ragazzi, il profumo della loro ingenuità. Perché loro sono la vita. Questa -spiega infine-  è la scuola che amo, la scuola che sogno, che cerco di vivere in classe giorno dopo giorno: un luogo dove si cresce insieme, insieme si ride, qualche volta anche si piange, si va in collera. Perché questa è vita, Vita tra i banchi appunto.”
Buona fortuna professoressa e grazie per averci riportato ai meravigliosi anni della scuola. Probabilmente con un’insegnante come lei sarebbero stati ancora più belli!

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