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C. d’Orlando: Di Bella chiede giustizia contro Monastra ed il geom. Granata

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Torniamo ad occuparci della vicenda che aveva visto, dal 4 maggio 2012, il sequestro di un attico in Via XXVII Settembre a Capo d’Orlando, dissequestrato in seguito il 14 gennaio del 2013. Giovanni Di Bella, geometra, proprietario e progettista dell’immobile in questione chiede giustizia alla Procura della Repubblica di Messina con una istanza di avocazione. E Di Bella tira in ballo sia Nino Monastra per aver dichiarato che “era illegittima la Concessione Edilizia 162/2011, rilasciata per favorire gli “amici” ritenendo queste affermazioni “calunniose”, che Salvatore Granata, per falsa ed errata rappresentazione dei fatti durante la sua perizia una volta nominato dalla Guardia di Finanza come Ausiliario di Polizia Giudiziaria.

Di seguito il testo integrale della richiesta del geometra Di Bella alla Procura della Repubblica di Messina:

Alla Procura Generale della Repubblica di Messina
Istanza di avocazione ex art. 412 cpp e 413 cpp 

Io Geom. Giovanni Di Bella, nato a Mandanici (Me) il 27.06.1952, c.f. DBL GNN 52H27 E876R, residente in via Messina n. 59, di Capo d’Orlando (Me). Proprietario dell’immobile al 5° piano dell’edificio sito nella via XXVII Settembre n. 30 del Comune di Capo d’Orlando (Me), espongo quanto segue:

A seguito di un esposto-denuncia sottoscritto dal signor Cucinotta Stefano, che dichiarava difformi i lavori eseguiti con la Concessione Edilizia 162/2011, sono stati effettuati i controlli e tutto è risultato regolare.

Ho diffuso un comunicato dichiarando che TUTTO QUANTO IN ESSO CONTENUTO ERA FALSO:

a)  La sopraelevazione abusiva era  priva di fondamento, in quanto l’edificio dal 1967 è alto 21,27 metri e che comunque la linea di gronda era rimasta al di sotto dell’altezza massima dell’edificio, definita dal solaio al 6° piano;

b)  Non era vero che nel progetto allegato alla Concessione Edilizia mancavano gli elaborati dei calcoli plano volumetrici.

Dopo queste mie affermazioni un “Laboratorio di Guerriglia” con dibattiti in TV, con pubblicazioni e foto sul Web mi hanno definito “Abusivista e Bugiardo”.

È seguito un secondo esposto-denuncia del geometra Antonino Monastra il quale affermava che era vera la conformità dei lavori al progetto approvato, mentre era illegittima la Concessione Edilizia 162/2011, rilasciata per favorire gli “amici”.

È stato nominato, dalla Guardia di Finanza, Ausiliario di Polizia Giudiziaria il geometra Salvatore Granata (noto esponente di Lega Ambiente),  nella funzione di ausiliario di P.G., che ha effettuato delle valutazioni e risposte errate, infondate e parziali;

Circostanza ancor più grave è che il geometra Granata era perfettamente a conoscenza della storia del fabbricato e dell’altezza che lo stesso ha avuto dal  1967 (mt 21,27), infatti, è stato progettista e direttore dei lavori per i lavori della copertura a tetto del fabbricato che prevedeva la realizzazione della copertura con tetto a falde della terrazza scoperta (5° piano) e il mantenimento della copertura piana esistente (6° piano). Inoltre sotto la sua responsabilità, in quanto Direttore dei lavori, le opere sono state eseguite in difformità al progetto. Proprio per le opere abusive eseguite in difformità alla A.E. n. 50/1980 (unico abuso edilizio nella storia dell’edificio commesso proprio sotto la direzione del Granata), abuso che si riscontra, anche, nella perizia della procedura fallimentare, è stato possibile ottenere Concessione Edilizia in Sanatoria.

Il geometra Granata nell’assumere l’incarico e nello svolgimento del mandato ha omesso di riferire che essendo stato Progettista e Direttore dei lavori per la copertura del fabbricato (progettati con falsa rappresentazione ed eseguiti in difformità al progetto) non era compatibile ad assumere l’incarico di ausiliario di P.G..

Tale attività del Granata e gli “abusi” commessi nell’intervento edilizio progettato e diretto da tale tecnico hanno creato una situazione di “conflitto di interessi” ed “incompatibilità” del Granata che, per altro, anche in considerazione della attività dallo stesso compiuta, ha omesso di riferire che era stato progettista e direttore dei lavori eseguiti negli anni 1980.

Sulla base di siffatte calunniose denuncie e sulla falsa ed errata rappresentazione dei fatti ad opera del Granata, il Sig. P.M. ha chiesto ed ottenuto provvedimento di sequestro preventivo degli immobili con l’iscrizione del sottoscritto e del Dirigente dell’Area Urbanistica del Comune per i reati di abuso d’ufficio ed altro.

Stante l’evidente falsità delle accuse e degli accertamenti svolti dal Granata ho chiesto ed ottenuto “Incidente Probatorio” con la nomina di un Consulente di Ufficio – perito nella persona dell’Arch. Giuseppe Faranna.

Nel corso dell’Incidente Probatorio è risultata la totale legittimità dei lavori da me effettuati e la legittimità di tutti gli atti autorizzativi e concessori.

All’esito dell’udienza ho presentato istanza di dissequestro che, nonostante il parere del Sig. P.M. è stata accolta ed è stato emesso provvedimento di dissequestro.

In data 28 febbraio 2013 ho depositato denuncia/querela, ipotizzando i reati di calunnia, diffamazione, falso in perizia, abuso di ufficio e quanto altro sarà accertato nel corso del procedimento, chiedendo la punizione dei responsabili alle pene di legge.

Da quando è stata depositata l’istanza sopra citata sono trascorsi undici mesi, a tutt’ora non viene riscontrata la nota in censura.

Duole evidenziare, i danni morali ed esistenziali per i disagi familiari e gli ingenti danni patrimoniali e all’onore (oltre che proprietario sono anche progettista e direttore dei lavori congiuntamente a mia figlia ingegnere) subiti, a dir poco, considerata, anche, la dimensione dell’intervento edilizio, con appartamenti in vendita e con la crisi dell’edilizia subentrata dopo il sequestro preventivo, durato nove mesi.

Ciò premesso, essendo decorso abbondantemente il termine di sei mesi dalla proposizione della mia querela denuncia, ai sensi dell’art. 413 cpp,

chiedo

al sig. Procuratore Generale la avocazione delle indagini a norma dell’art. 412 comma 1, disponendo quanto altro per legge.

Allego:

  • Copia della querela presentata in data 28 febbraio 2013 e degli atti e documenti in essa citati (n° 11 allegati);
  • N° 2 DVD.

 

Capo d’Orlando, lì

Con Osservanza

Firma

(Giovanni Di Bella)

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