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Barcellona: per non dimenticare Beppe Alfano, 21 anni dopo. Un personalissimo ricordo impossibile da cancellare

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Non lo dimenticherò mai. Era un freddo e gelido tardo pomeriggio di 21 anni fa. L’immagine è difficile da cancellare. All’interno di una cabina telefonica, posta sul lungomare di Viareggio, avevo chiamato Capo d’Orlando, a quei tempi si poteva soltanto così, con i gettoni!

Dopo aver parlato con la famiglia decisi di chiamare il collega ed amico Sergio Granata. Ero da poco rientrato da casa, dopo le vacanze di Natale, trascorse in tv, come qualsiasi giorno di licenza concessomi in quegli anni. Sin dalla risposta capii che qualcosa di strano era successo. Erano periodi veramente particolari, i primi anni novanta caratterizzati dal processo contro gli estortori, l’Acio, la faida tra clan. Soltanto un anno prima era stato fatto saltare in aria l’appena costruito commissariato di polizia di Tortorici. Giornalisticamente parlando, per quelli della nostra generazione, che in quegli anni cominciarono la professione, un inizio sinceramente “scioccante”.

“Pronto Sergio come va? Novità?”. La domanda ricevette una risposta secca. “Hanno ucciso Beppe Alfano”. Il silenzio caratterizzò i secondi successivi della surreale conversazione. “Ma come? Quando? Dove?….” e da qui in poi i dettagli. Ricordo che chiusi la cornetta con una amarezza immensa. Capitava che al telefono ci scambiavamo notizie, particolari, informazioni ed anche se non l’avevo mai visto di persona, conoscevamo già la sua bravura e professionalità. Per noi giovani giornalisti, ai primi anni di esperienza, rappresentava un punto di riferimento, soprattutto in quegli anni. Non aveva mai risparmiato consigli nei nostri riguardi, soprattutto a Sergio che, appassionato di cronaca, lo sentiva spesso spinto dalla curiosità e dalla voglia di imparare.

Queste poche righe per ricordare una figura importante del nostro mestiere, per non dimenticare chi ha perso la vita nell’intento di farlo bene, come andrebbe fatto, ancora oggi. Sono parole mai scritte prima d’ora ma che hanno sempre fatto parte di me. Mi scuso anche con l’amico Sergio per averlo citato senza preavviso ma so che capirà.

Mercoledì 8 gennaio, a Barcellona, 21 anni dopo, l’assassinio di Beppe Alfano verrà celebrata una messa nel Duomo di S. Maria Assunta, a Pozzo di Gotto, alle 15.30. Subito dopo, l’amministrazione comunale deporrà una corona in via Marconi, dove fu commesso il delitto.

Poi, un confronto, alle 17, nella sala di rappresentanza del Comune, presso l’ex stazione ferroviaria (via Medaglia d’oro Stefano Cattafi), organizzato dall’Associazione Nazionale Familiari vittime di mafia e dal Comune di Barcellona.
Interverranno: l’eurodeputato Sonia Alfano, presidente della Crim (la Commissione speciale sul crimine organizzato, la corruzione e il riciclaggio di denaro del Parlamento Europeo); il viceministro dell’Interno, Filippo Bubbico; il direttore della Dia, Arturo De Felice; il procuratore aggiunto di Messina, Sebastiano Ardita; il senatore Giuseppe Lumia; l’avvocato Fabio Repici e il sindaco di Barcellona, Maria Teresa Collica.
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