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San Marco D’Alunzio: “Cassandra” in scena il 4 gennaio all’Auditorium Santa Maria dei Poveri

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Sabato 4 gennaio 2014 alle 21 nell’Auditorium Santa Maria dei Poveri si terrà l’inaugurazione dell’Anno della Cultura Greca con la tragedia “Cassandra”, organizzata dal Teatro dei Normanni. Protagonista Donatella Castrovinci, unica attrice in scena, diretta da Davide Monastra con l’aiuto dell’assistente di scena Melania Gorgone. I costumi e le scenografie dell’opera sono interamente curati e realizzati da Rosario Motta. Già con Cassandra il Teatro dei Normanni, che sorgerà in Piazza Castello con la naturale scenografia degli imponenti ruderi del Castello Normanno dell’XIesimo secolo, si propone di diventare un punto di riferimento della vita culturale siciliana, attraverso  proposte di alto profilo che coniugheranno qualità e innovazione, nuovi linguaggi artistici e teatro d’avanguardia, senza dimenticare le opere classiche e senza tempo. L’obiettivo è di diffondere il piacere del teatro, inteso come luogo in cui vive l’arte, che non ha mai avuto ampia diffusione nella zona dei Nebrodi, tentando di influenzare, attraverso le iniziative culturali che si susseguiranno nei prossimi anni, la provincia di Messina e la Sicilia. Il cartellone teatrale del Teatro dei Normanni, inaugurato da Cassandra, sarà un’occasione di aggregazione e integrazione culturale, con una ricerca costante delle eccellenze artistiche e della promozione dei giovani talenti del mondo della danza, della musica, delle arti figurative, della cultura italiana e internazionale. Con suggestioni che vanno da Euripide e Omero e da Christa Wolf a Seneca, senza dimenticare Jean Baudrillaud e Massimo Fini, co-autore della tragedia. La Cassandra portata sulle scene è vista sotto una luce diversa, più moderna e fa riflettere non solo su ciò che è stato, ma anche su ciò che deve ancora accadere. La storia è quella della profetessa a cui Apollo, per guadagnare il suo amore, dette il dono della profezia ma, una volta ricevuto il potere di prevedere il futuro, Cassandra rifiutò di concedersi al dio. Adirato e deluso, Apollo le sputò sulle labbra e con questo gesto la condannò a restare per sempre inascoltata: “Tu dirai il vero, ma non sarai più creduta da nessuno”. Cassandra continuò a profetizzare per gli abitanti di Troia, ma dopo il rifiuto nessuno riuscì più a credere alle sue parole, invisa e additata dai suoi stessi concittadini come pazza. Invano la sacerdotessa avvertì i troiani dell’inganno greco, invano urlò per tutta la notte che il cavallo, introdotto come regalo per la fine della guerra, era gravido d’armi e soldati e che avrebbe portato alla distruzione e alla caduta di Troia, dopo un assedio durato 10 anni. La figura della fragile eroina è però riletta attraverso le sventurate profezie del passato, per portare lo spettatore fino a una riflessione approfondita sul mondo odierno, ammaliato dalle lusinghe del futuro e che non riesce più a godere delle gioie della vita. La solitaria Cassandra di Elisabetta Pozzi è un personaggio che conosce l’umanità meglio di chiunque altro, vivendo sospesa nel tempo, tra il passato dimenticato, il presente ignorato e un imminente quanto tragico futuro: una voce profetica del passato che impetuosa arriva nel nostro presente per raccontarci e ammonirci su qualche cosa che riguarda la nostra condizione attuale. Cassandra andrà in replica il 6 gennaio sempre alle ore 21.

 

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