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C. d’Orlando: secondo la Corte dei Conti “criticità non superate” nei conti del Comune

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La Corte dei Conti, riunitasi il 10 ottobre scorso, ha evidenziato come per il rendiconto 2011 ed il bilancio di previsione 2012 il Comune di Capo d’Orlando non ha fornito adeguate giustificazioni alle criticità evidenziate dopo un primo controllo e di conseguenza ha deliberato che queste non sono state superate.

Dall’esame della redazione redatta dall’Organo di revisione del Comune di Capo d’Orlando sul rendiconto 2011 è emerso, si legge nel verbale della Corte dei Conti, quanto segue:

1. la presenza di un deficit di cassa ed il connesso ricorso per 365 giorni ad anticipazioni di tesoreria con uno scoperto di 2,3 milioni di euro;

2. il mancato rispetto della quota minima di destinazione dei proventi delle sanzioni amministrative per violazione del codice della strada per le finalità indicate dall’art.208 del d.lgs. 285/1992;

3. la scarsa capacità di riscossione delle entrate da recupero evasione tributaria (voci ICI, Tarsu e altri tributi);

4. un elevato volume di residui attivi relativi al titolo III delle entrate anche relativi ad anni antecedenti il 2007 (euro 1.208.210,84);

5. un non corretto utilizzo dei servizi per conto di terzi (per le voci: “quote di compartecipazioni e rimborsi” euro 25.560,64; “anticipazioni conto terzi vari” euro 237.792,84; “somme erroneamente versate all’ente” euro 11.483,00);

6. una incidenza della spesa per il personale sulla spesa corrente di oltre il 55% in presenza di proroghe dei contratti di lavoro a tempo determinato (per n. 134 unità di personale).

In merito al bilancio di previsione 2012, secondo sempre il verbale della Corte dei Conti, è emerso:

1. un disavanzo di parte corrente pari ad euro 310.000 coperto attraverso entrate extra ordinem (contributo per permesso di costruire);

2. la programmazione di proroghe di personale a tempo determinato pur con una incidenza della spesa per il personale sulla spesa corrente di oltre il 54% e la presenza di personale in servizio superiore rispetto alla dotazione organica, (228 unità di personale in servizio a fronte di 146 posti previsti in dotazione organica).

Il Comune dal canto suo si è difeso durante l’adunanza pubblica dichiarando che l’elevata incidenza della spesa per il personale sulla spesa corrente dipende esclusivamente dalla presenza di personale contrattista e dall’obbligo di computare la contribuzione regionale, corrisposta ad integrazione degli emolumenti spettanti dai lavoratori. Sempre secondo il Comune anche se le unità in servizio sembrano superiori ai posti in dotazione bisogna valutare il loro impiego a tempo parziale.

Il Comune in merito all’anticipazione di tesoreria ha risposto che si rende necessaria a causa degli eccessivi ritardi nei trasferimenti regionali ed erariali. Inoltre l’Ente ha anche assicurato il rispetto della quota minima di destinazione dei proventi delle sanzioni per violazione del codice della strada agendo, in fase di assestamento di bilancio, a garantire vincolo di destinazione della quota di legge.

In merito alla scarsa capacità di riscossione dei residui attivi , l’Amministrazione di Capo d’Orlando ha chiarito che ciò dipende dalle lungaggini del procedimento di riscossione coattiva. Al fine i cautelarsi dall’eventuale inesigibilità dei residui vetusti, nel 2012 è stato istituito un fondo di svalutazione crediti.

Infine, l’esercizio 2012, diversamente dalle originarie previsioni, si è chiuso riportando un avanzo economico.

La sezione di Controllo per la Regione Siciliana della Corte dei Conti, preso atto delle precisazioni fornite, deve tuttavia confermare, si legge nel verbale, la presenza di criticità rilevate negli altri punti del deferimento.

“Si evidenzia, in primo luogo, che la spesa per il personale fa registrare un’incidenza eccessiva sulla spesa corrente. Il fenomeno è in massima parte. dovuto alla significativa presenza di personale a tempo determinato presso il Comune. Infatti, a fronte di 86 unità con rapporto di lavoro a tempo indeterminato, operano ben 141 contrattisti a tempo determinato parzialmente sussidiati dalla Regione. Tale circostanza rappresenta un fattore di eccessiva
rigidità strutturale del bilancio che incide negativamente sull’efficienza e sull’efficacia della gestione in quanto limita notevolmente le risorse che il Comune può impiegare per le proprie finalità istituzionali.

Va inoltre segnalato, continua la nota della Corte dei Conti, un evidente squilibrio sotto il profilo organizzativo dal momento che l’Ente affida lo svolgimento dei propri servizi a personale che è composto, per oltre il 62%, da personale precario. Complessivamente, poi, i lavoratori impiegati presso il Comune superano nettamente i posti disponibili in dotazione organica, pur tenuto conto del personale con attività a tempo parziale. Occorre quindi che il Comune utilizzi tutti gli strumenti a propria disposizione per riequilibrare gradualmente il rapporto tra gli oneri per il personale e la propria spesa corrente. Il Collegio rileva inoltre che Il frequente ricorso all’anticipazione di tesoreria (confermato anche nell’esercizio 2012 per un importo rilevante) produce un aggravio finanziario per l’Ente, derivante dagli interessi passivi che maturano sulla somma concessa in anticipazione per il periodo di utilizzo. Inoltre, la necessità di attivare stabilmente l’anticipazione di cassa costituisce il sintomo di un chiaro squilibrio nella gestione di competenza. Il deficit di liquidità trova infatti origine nella insufficiente riscossione delle entrate proprie dell’Ente e pertanto appare quanto mai necessario che l’Amministrazione, provveda ad adottare tutte le misure possibili per massimizzare le entrate, a cominciare dalla pronta riscossione dei tributi. Peraltro, nel corso dell’adunanza pubblica il rappresentante del Comune ha precisato nell’esercizio 2011, in aggiunta all’anticipazione di tesoreria e allo scopo di ridurre gli oneri finanziari connessi all’utilizzo dell’anticipazione, sono stati utilizzati per cassa i fondi aventi specifica destinazione”.

Ma la Corte dei Conti interviene anche sulla riscossione dei tributi: “La scarsa capacità di riscossione dei residui attivi (specie se di antica formazione) si connette strettamente alla questione della crisi di liquidità. Nel 2011 il Comune ha infatti  riscosso appena il 4% e 1’1,6%, rispettivamente dei residui del Tit. I dati riportati attestano la necessità di un riaccertamento straordinario di tale tipologia di residui, al fine di espungere dal bilancio quelli che non presentano il carattere della sicura esigibilità.

Con riferimento alle imputazioni ai servizi per conto di terzi, le rassicurazioni fornite dall’Amministrazione non consentono di ritenere superata la questione. Va al riguardo rilevato che le voci indicate dal principio contabile
n.2-25 dell’Osservatorio per la finanza locale sono da considerarsi tassative, non ammettendosi un utilizzo difforme delle suddette poste contabili, neanche in modalità provvisoria. Ai fini dei vincoli del Patto di stabilità interno, operazio~i di tal genere possono rivestire profili di criticità, se si tiene presente che le partite di giro non sono prese in considerazione dal legislatore ai fini del computo dei saldi rilevanti per il Patto, proprio in ragione della loro neutralità e della propedeuticità rispetto alla realizzazione di interessi istituzionali di terzi. Parimenti irregolare è, inoltre, l’utilizzo dei capitoli relativi alle partite di giro come “conto intermedio” (ossia per accertamenti provvisori di risorse pervenute a fine esercizio, da allocare correttamente nell’esercizio successivo tramite compensazione amministrativa), in quanto tali operazioni violano i principi di veridicità del bilancio, oltre a  rappresentare, sia per competenza che per cassa, una duplicazione con le movimentazioni contabili agli ordinari capitoli di bilancio.

Infine il Collegio segnala il mancato superamento, per i motivi sopra illustrati, delle criticità di cui in motivazione. Invita l’Amministrazione comunale a segnalare, nei termini di cui all’art. 148 – bis del Tuel, le iniziative adottate per il superamento delle criticità evidenziate.

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