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Capo d’Orlando: la protesta dei “Forconi”, presidio nell’isola pedonale

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Il Movimento dei Forconi torna a far parlare di sé con una nuova serie di scioperi che dalle 22 di ieri domenica 8 dicembre e fino a venerdì 13 dicembre potrebbero bloccare l’Italia. La protesta doveva trovare particolare spazio soprattutto in Sicilia, la regione che ha visto nascere il movimento, registrando in tutte le province siciliane scioperi, manifestazioni di dissenso e proteste, ma i presidi ed i blocchi sono stati programmati e stanno avvenendo anche nei principali centri italiani.

Le giornate di protesta dovevano seguire l’idea e la volontà del movimento di bloccare l’Italia per rilanciarla, ma fortunatamente, almeno nella Sicilia orientale, l’incubo dei blocchi stradali e dei tremendi disagi preannunciati, sembra essere svanito grazie anche alle ordinanze di divieto di assembramenti e blocchi stradali emesse dalle prefetture.

La situazione è dunque rimasta nella normalità, registrando delle semplici manifestazioni o dei sit-in sorvegliati dalle forze dell’ordine presso gli snodi autostradali.

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In linea con il resto d’Italia e della Sicilia, quest’oggi anche a Capo d’Orlando è presente un presidio a sostegno della protesta dei “Forconi”. Salvatore Fragata, pensionato, seppur da solo, ha ritenuto importante dimostrare il suo pieno appoggio alla protesta. Secondo Fragata è importante manifestare il proprio dissenso per un’Italia che non riesce più a soddisfare i bisogni dei propri cittadini. Un Paese oramai al collasso e che ha bisogno urgentemente di risollevarsi. Parole dure, ma realistiche, nei confronti delle Istituzioni vengono fuori dalla bocca di Fragata, che col suo gazebo ha intenzione di presidiare l’ultimo tratto della via F. Crispi fino a stasera, esponendo ai passanti le ragioni della sua adesione. Ricordando il ’68 e le importanti manifestazioni degli anni ’70, con gli occhi vivaci e brillanti, Fragata, ha un unico rammarico: la mancata presa di posizione dei giovani. “Vi stanno rubando il futuro”, afferma, “ è arrivato il momento di fare qualcosa. So che il liceo “Lucio Piccolo” è occupato dai giovani studenti, ebbene, sarei felice se un comitato studentesco venisse a dimostrare il proprio appoggio alla causa; in fondo lottiamo per la stessa causa”.

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