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C. d’Orlando: perché l’elipista a Tavola Grande ? Comunicato di Legambiente

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Anche Guido Bertolaso, quando era alla guida della Protezione Civile Nazionale, aveva espresso le sue perplessità sulla realizzazione di opere nella zona di Tavola Grande invitando il Comune di Capo d’Orlando a delocalizzare quelle previste. Quindi perché adesso l’amministrazione insiste nella ricostruzione di un muraglione di cemento armato e di realizzare una elipista? Queste le perplessità avanzate nel comunicato stampa di Legambiente Nebrodi diffuso allegando anche la missiva con la quale Guido Bertolaso evidenziava numerose perplessità sull’argomento.

“Contro ogni evidenza e contro il buon senso, l’amministrazione comunale di Capo d’Orlando ha deciso di insistere nella ricostruzione di un muraglione di cemento armato a filo di battigia nell’estrema propaggine della Via Trazzera Marina.

Dalle ultime notizie si apprende che il muraglione sarà realizzato con una base di fondazione posta a 4 metri sotto il livello del mare, che costerà 900mila euro, che sarà pagato per una parte (480mila euro) attraverso la cessione del fabbricato ex acquedotto sito nei pressi della scalinata del Santuario e per il resto in comode rate a carico del bilancio comunale.

Sarebbe senz’altro più conveniente e più economico spostare a monte la strada, ma l’amministrazione insiste nel volere buttare letteralmente a mare quasi 1.000.000 di euro che si aggiungono ai circa 3milioni di euro già spesi negli ultimi anni nella stessa zona nel vano tentativo di fermare le mareggiate.

Perché?

Stavolta pare che ad orientare verso questa scelta irrazionale sia stata la precedente  – altrettanto irrazionale – decisione di realizzare l’elipista (struttura di protezione civile) proprio in quella zona, per un ulteriore spesa di 400mila euro.

Come si fa a costruire un’elipista, che dovrebbe servire in casi di emergenza, proprio in un’area esposta a gravissimi rischi idrogeologici e derivanti da mareggiate?

E cosa ne pensano di questa brillante idea i responsabili provinciali e regionali di quella stessa  Protezione Civile che, attraverso l’allora Capo nazionale Guido Bertolaso, aveva invitato il Comune di Capo d’Orlando ed i propri uffici periferici ad evitare la ricostruzione di strutture viarie nell’area sottoposta ad erosione costiera ed a delocalizzare le infrastrutture previste? ”

Bertolaso2006

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