sinagra

Sinagra: per la minoranza tanti dubbi sul Piano Finanziario”

sinagra
Il gruppo consiliare “Uniti per crescere” di Sinagra, tramite comunicato stampa, “ritiene che, dopo il breve tempo avuto a disposizione per valutare il Piano Finanziario relativo al servizio di rifiuti, sono rimaste immutate le perplessità su di esso e su un tributo che graverà pesantemente sulle tasche delle famiglie, delle imprese e dei commercianti sinagresi, soprattutto in questo momento di grave crisi economica e occupazionale. Infatti, noi voteremo contro per i seguenti motivi:

1. Vi è uno scostamento pari ad € 61.000 tra le entrate previste in bilancio pari ad € 500.000 (confermate anche dalla relazione del revisore dei conti) e le somme previste nel piano finanziario pari ad € 439.000.

2. La scelta di ripartizione delle entrate tra utenze domestiche (72%) e utenze non domestiche (28%) doveva essere ponderata tenendo conto del fatto che il 90% delle utenze non domestiche (artigiani, commercianti, professionisti, imprenditori ecc) appartiene a famiglie di sinagresi già gravate dal pagamento della tassa sulle utenze domestiche.

La ripartizione dei costi al mq per le attività economiche penalizza alcune categorie di attività rispetto ad rispetto altre, infatti i costi al mq risultano essere:

bar € 12 mq – ristoranti € 16 mq – commercio di fiori  € 21 mq – banche € 3,7 mq . supermercati € 9,5 mq per alcune attività si avrebbe un costo insostenibile con il rischio di farle chiudere.

Pertanto, così come è avvenuto in diversi comuni della nostra provincia, continuano i consiglieri Emanuele Giglia, Calogero Corica, Lorena Piazza, Guglielmo Lacava e Cono Costantino, poteva e doveva essere ridotta anche solo di alcuni punti percentuali la quota a carico delle attività (tenuto conto che all’80% delle suddette categorie viene applicata l’aliquota massima), rappresentando così un risparmio non indifferente per ciò che rappresenta la maggior parte dell’economia sinagrese. Da una nostra simulazione infatti risulta un aumento del 20% circa rispetto alla TIA 2012 per le utenze non domestiche.

3. Nel calcolo dei coefficienti per il riparto delle entrate per le utenze domestiche riteniamo che vada aumentata la quota fissa e ridotta l’incidenza della quota variabile.

I consiglieri di opposizione, pur rilevando lo sforzo che gli uffici dell’area competente hanno prodotto per la stesura del piano finanziario TARES e per il recupero di utenza non censite, evidenziano che l’amministrazione, ancora una volta, ha abdicato al suo ruolo: non ha compiuto alcuna scelta.

In un anno, invero, non è stata capace di presentare un piano industriale che potesse fare intravedere una riduzione dei costi del servizio; gli unici risparmi sono stati ottenuti in parte dalla chiusura dello sportello TIA, in parte della non applicazione del 10% di IVA sulla TARES e dall’economia realizzata con il ribasso di gara espletata a causa dell’emergenza rifiuti.

Il nostro gruppo ritiene inoltre che si doveva prevedere una  entrata minore sul bilancio 2013 e trasferire una parte dei costi del servizio che l’Ato ha svolto nei  primi sei mesi 2013 sul pluriennale 2014, tant’è che le fatture dell’ Ato verranno pagate nel corso dell’ esercizio finanziario del prossimo anno.

Per tutti i motivi sopra esposti non possiamo approvare la proposta di deliberazione, concludono i consiglieri Emanuele Giglia, Calogero Corica, Lorena Piazza, Guglielmo Lacava e Cono Costantino, in quanto riteniamo che con questo atto si rischia di dare un colpo letale all’economia del nostro paese.

Print Friendly

clean-service


mt-infissi


uniscuole

Articoli Correlati

Close