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C. d’Orlando: “la spiaggia che non c’è più”. Foto a confronto e nota Legambiente

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Sono passati soltanto 12 anni dai lavori di ripascimento del litorale orlandino e il disastro e sotto gli occhi di tutti. Nell’agosto del 2001, finiti i lavori, la spiaggia di Capo d’Orlando sembrava essere tornata agli antichi fasti. “Finalmente” in molti abbiamo affermato ma non aver provveduto negli anni seguenti ad integrare con sabbia come previsto dal progetto accettato dal Comune ha compromesso probabilmente tutto.

Vi proponiamo di seguito una serie di scatti realizzati da Enzo Bontempo di Legambiente che mettono a confronto gli stessi luoghi in due epoche diverse. La prima a pochi giorni dalla conclusione dei lavori di ripascimento mentre la seconda ad una settimana fa.

Un confronto amaro, triste se vogliamo, che evidenzia come, nel disinteresse di tutti, l’unico vero e concreto bene che Capo d’Orlando offre a turisti e residenti sta perdendo inesorabilmente il suo fascino, ma principalmente la sua utilità.

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Di seguito la nota scritta da Legambiente Nebrodi sul delicato problema a firma di Enzo Bontempo:

“Il drastico arretramento della spiaggia antistante il centro abitato, al limite della completa scomparsa, pone gravi problemi di sicurezza in vista dell’inverno e priva il paese dell’unica risorsa turistica stagionale.

La mancata manutenzione della spiaggia, dopo l’intervento di ripascimento realizzato dalla Provincia nel 2001, ha vanificato un investimento finanziario difficilmente ripetibile.

Integrare 30.000 mc di sabbia all’anno, come previsto dal progetto accettato dal Comune, sarebbe stato un costo sostenibile per il mantenimento della spiaggia. (Tutte le cose di valore sono soggette a manutenzione e ciò vale a maggior ragione per il territorio: anche le località sciistiche destinano annualmente somme per togliere la neve dalle strade o per “spararla” artificialmente sulle piste…).

Del resto, negli ultimi anni, il Comune ha comunque speso somme rilevanti in interventi autonomamente eseguiti senza risolvere il problema, anzi aggravandolo in prossimità di Piazza Caracciolo.

Siamo così tornati al punto di partenza, all’anno zero della spiaggia, a quell’anno 1999 quando era quasi completamente scomparsa.

Oggi occorre riprendere il filo del discorso, e dunque progettare seri interventi di riequilibrio del sistema e realizzare quelli urgenti, con tecniche adeguate alla luce dell’esperienza, quali potrebbero i versamenti di ripascimento sotto Via Andrea Doria per riformare la spiaggia evitando ulteriori fattori di squilibrio come barriere e pennelli.

Risulta, invece, che l’Amministrazione Comunale ha altre priorità:

–  intervenire a Tavola Grande per costruire un muraglione e per posare una serie di barriere che, in quanto poste sottoflutto alla foce dello Zappulla, bloccherebbero il trasporto di qualsiasi materiale verso il centro abitato;

–  intervenire tra il Faro e San Gregorio per posare una serie di pennelli, palesemente inutili, che sfregerebbero (come da foto allegate) una delle più belle coste del Mediterraneo pregiudicandone anche l’attrattività turistica.

Il Circolo Legambiente Nebrodi ritiene che la priorità attuale sia riformare la spiaggia del centro abitato, portandola ad una profondità di sicurezza, ed avviare da subito interventi che assicurino la ripresa del trasporto naturale di sabbia verso il centro abitato (eliminazione delle briglie nello Zappulla, arretramento della strada che porta al depuratore, rimozione degli ostacoli al trasporto solido disseminati sulla costa ovest).

Non è più tempo per altri esperimenti, bisogna agire con attenzione e con responsabilità”.

Comunicato Stampa – Legambiente Nebrodi 22/11/201

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