Salvo Messina Volley

Brolo: consiglio fiume. In molti hanno chiesto le dimissioni del Sindaco che rimane al suo posto

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La giornata di ieri, a Brolo, è stata decisamente difficile. A poche ore dall’inizio del tanto atteso consiglio comunale, Polizia Giudiziaria e Carabinieri sono entrati nel palazzo municipale sequestrando fascicoli, computer e documenti. Notificati inoltre anche 5 avvisi di garanzia nei confronti di funzionari comunali e del sindaco Salvo Messina.

L’indagine avviata riguarda principalmente l’erogazione di due mutui che, a quanto sembra, non sono transitati dal bilancio comunale. In pratica, di complessivi 2 milioni e mezzo di euro circa, non si sa che fine hanno fatto. Soldi o giunti al comune dalla Cassa Depositi e Prestiti per costruire un palazzetto dello sport, in effetti ancora nemmeno cominciato, e per mettere in sicurezza una scuola elementare ma i lavori pare fossero finanziati invece dalla Protezione Civile.

Alle 18 di ieri però il Consiglio Comunale si è comunque svolto ed alla presenza anche del Sindaco Salvo Messina che da subito ha tenuto a precisare che non si sarebbe sottratto dalle possibile responsabilità sull’intera vicenda.

Dal punto di vista politico la riunione consiliare di ieri ha evidenziato una forte rottura tra il Presidente del Consiglio Comunale Maria Ricciardello, espressione della maggioranza, ed il primo cittadino. La stessa ha chiesto ufficialmente le dimissioni di Salvo Messina e ha inoltre votato l’ordine del giorno della minoranza sulla richiesta di dimissioni del Sindaco. I mutui in questione sono stati contratti nell’ottobre del 2011 quando Pippo Laccoto, attuale deputato regionale, era assessore nella giunta guidata sempre da Salvo Messina e dove, inoltre, nella stessa giunta, era presente anche Maria Ricciardello. Una chiara presa di distanza da parte della Ricciardello dettata probabilmente dalla situazione diventata esplosiva.

Il Sindaco però non si dimette ma ha dichiarato che vuole fare chiarezza. La stessa maggioranza, con una nota letta dal capogruppo Morini, ha chiesto all’amministrazione, al revisore, al ragioniere e all’ufficio tecnico, che entro sette giorni venga portato in consiglio un resoconto dettagliato su dove sono andati a finire questi soldi, a chi sono stati dati e come sono stati spesi.

Ed è proprio questa la domanda cruciale. Dove sono finiti questi due milioni e 600 mila euro ? La vicenda sicuramente continuerà a far parlare di se e non soltanto sotto il punto di vista politico, ma logicamente, anche da quello giudiziario visti gli avvisi di garanzia che attestano l’inizio delle indagini.

 

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