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Brolo: il Consiglio non fa chiarezza. Cosa accadrà?

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È sicuramente complessa e poco chiara la situazione che da qualche tempo sta interessando il comune di Brolo, da ieri al centro delle indagini della Procura della Repubblica, oltre che al centro di un ciclone mediatico che già da qualche tempo coinvolge politici e funzionari.  A fare da cornice al clima rovente brolese, il lungo consiglio comunale svoltosi ieri sera, di fronte a una platea gremita e curiosa e incentrato proprio sull’argomento “chiave” degli ultimi giorni: ovvero i cosiddetti “mutui fantasma”.  Ma andiamo per ordine e ricostruiamo i punti salienti della giornata trascorsa ieri a Brolo.

Ieri mattina il comune di Brolo ha ricevuto la “visita” dei carabinieri  del nucleo di polizia giudiziaria, che hanno operato per far luce sulle pieghe del bilancio, scattata a seguito degli esposti del revisore dei conti e dell’opposizione consiliare. Funzionari e rappresentanti politici, nei giorni scorsi, si sono recati in procura di propria spontanea volontà. Risultato della mattinata cinque gli avvisi di garanzia notificati a amministratori e funzionari del comune e tra questi anche al sindaco brolese e sequestro di atti, file e  computer  in diversi uffici.

In questa atmosfera, alle 18:00 di ieri si è riunito il consiglio comunale, una seduta fiume, andata avanti ininterrottamente sino alle 23:00. Da tempo a Brolo non si vedeva una sala consiliare tanto colma di spettatori. Una vera e propria spettacolarizzazione politica: sul banco degli imputati il sindaco Salvo Messina che ha risposto alle accuse della minoranza consiliare e ha tentato di spiegare la recente situazione dei “mutui fantasmi”, dando comunque pochi chiarimenti a riguardo, ma dichiarandosi estraneo alla vicenda. Resta da spiegare chi sarebbero gli artefici della redazione di atti falsi e che fine abbiano fatto i copiosi finanziamenti arrivati in comune per la costruzione del Palazzetto dello sport (opera mai iniziata) e per la riqualificazione di un istituto scolastica (opera finanziata dalla Protezione Civile). Toni poco pacati e  interventi infuocati hanno caratterizzato il civico consesso brolese. Il colpo più duro inferto al sindaco Salvo Messina è arrivato dal Presidente del Consiglio, Maria Ricciardello, che ha suggerito al sindaco di dimettersi dalla carica. Salvo Messina per tutta risposta ha ricordato al Presidente come le loro strade siano andate di pari passo nel corso degli anni, essendo “cresciuti” politicamente insieme.

Duro il giudizio del consigliere Gaetano Scaffidi e del consigliere Irene Ricciardello: entrambi  hanno affermato a gran voce che la magistratura farà chiarezza sull’accaduto, individuerà i colpevoli e non saranno i cittadini brolesi a pagare per gli errori di altri. Il consigliere Scaffidi ha dichiarato, inoltre, di sentirsi deluso nel vedere il nome di Brolo balzare agli onori della cronaca per vicende che non fanno ben sperare e ha definito l’amministrazione, “da operetta”, per le sceneggiate che si sono verificate in aula.

Tutti si chiedono adesso cosa accadrà, quale decisione prenderà il sindaco, chi pagherà e soprattutto se si farà chiarezza su ciò che è accaduto all’interno degli Uffici Comunali.

 

 

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