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Messina: inaugurato lo sportello anti-violenza sulle donne

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Cgil e Evaluna onlus, nel corso di un incontro/confronto sul tema della prevenzione e del contrasto alla violenza sulle donne tenutosi nel Saloncino della Camera del Lavoro, han dato il via ad un’iniziativa che nasce nell’ambito della mobilitazione nazionale lanciata dalla Cgil per la Giornata Internazionale Contro la Violenza sulle Donne con lo slogan “Vive le donne”.
Lo Sportello Antiviolenza sarà aperto tutti i giovedì dalle 16 alle 18 collegato al 1522 numero verde della Rete nazionale antiviolenza attivo 24 ore su 24, tutti i giorni della settimana, che offre un’accoglienza non solo in italiano ma anche in inglese, francese, spagnolo, russo e arabo. L’approccio telefonico consente un avvicinamento graduale ai servizi da parte delle vittime con l’assoluta garanzia dell’anonimato e devia le chiamate ai centri antiviolenza territoriali della Rete. Gli studi confermano infatti come lo step più complesso per le donne vittime di violenza sia proprio la denuncia o comunque la ricerca di sostegno anche informale. L’associazione Evaluna, referente della Rete nazionale contro la violenza legata al 1522, è partner della Cgil Messina nella gestione dello Sportello  Antiviolenza dove l’utenza troverà il supporto di un legale, di un consulente e di uno psicologo.
“Quando una donna subisce violenza – commenta la Cisl – spesso dietro ci sono anche figli che vanno seguiti e accompagnati: 6 figli su 10 assistono ai soprusi e solo il 7% delle donne sporge denuncia. Per una donna la difficoltà maggiore sta nel denunciare la violenza spesso passano anni prima di spezzare questa catena”.
Negli anni le chiamate al servizio sono andate aumentando: dall’inizio del 2013 ad ottobre, le chiamate al 1522 sono state oltre 53mila di cui 6450 nel solo mesi di ottobre.

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Un confronto a più voci, sono intervenute per l’occasione la filosofa Rita Fulco, la rappresentante dell’Udi Catania, Giovanna Crivelli che ha spiegato la convenzione No More e l’attività dell’Udi nelle scuole e in politica; la docente di diritto Angela Busacca che ha tracciato l’evoluzione della normativa dal delitto d’onore alla più recente legge sulla violenza alle donne; l’avvocato esperta di casi di violenza Sara Lombardo che lavorerà a supporto dello Sportello antiviolenza; Cettina Restuccia presidente della Evaluna onlus, associazione che da oltre 10 anni si occupa in provincia di Messina  di accoglienza e supporto alle donne vittime di violenza e di tratta.
Il sindacato ricorda come per tante donne il pericolo è rappresentato dalla normalità delle mura domestiche dove avvengono i due terzi delle violenze denunciate e dove la violenza si confonde con gli affetti. “C’è una violenza quotidiana che si alimenta nei luoghi di lavoro con una occupazione sottopagata, la minaccia occupazionale in caso di gravidanza, l’incubo del rinnovo del permesso di soggiorno”.
La Sicilia si è dotata di una legge regionale, n. 3 del 3 gennaio 2012 “Norme per il contrasto e la prevenzione della violenza di genere la Sicilia”, per assicurare alle donne vittime di violenza e ai loro figli minori o diversamente abili un sostegno per consentire ad esse di recuperare autonomia, materiale e psicologica, garantendo accoglienza, protezione promuovendo e sostenendo centri antiviolenza, la formazione degli operatori, la costituzione di un osservatorio e di un forum permanente. Dettaglio trascurato la dimenticanza nello stanziare le risorse.
“Non bastano le enunciazione di principi – ricorda la Cisl – occorre dare concretezza e trasformare i principi in realtà, altrimenti restano dichiarazioni di intenti. Non è un problema di risorse che non ci sono perchè, ricordiamo, con l’avviso 1/2011 la Regione ha stanziato 5 milioni di euro da destinare a progetti volti all’inclusione socio-lavorativa di soggetti in condizioni di disagio ed esclusione sociale tra cui le donne vittime di violenza. Che fine hanno fatto questi finanziamenti? Ci vuole impegno concreto, per affermare la cultura rispettosa della dignità delle persone in famiglia, a scuola, nei media e nella società più in generale. Tutti insieme dobbiamo fare questa battaglia di civiltà perchè la violenza sulle donne uccide anche la nostra dignità, come recita lo slogan della Cisl per ricordare le donne vittime di femminicidio”.

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