giov. la torre

Capo d’Orlando: “Terra dei Fuochi” una nuova poesia di Giovanni Torres La Torre

giov. la torre

Riceviamo e pubblichiamo un componimento a firma del noto poeta ed artista orlandino Giovanni Torres La Torre, ispirato alle vicende che stanno interessando La Terra dei Fuochi, vasta area tra le province di Napoli e Caserta caratterizzata dalla presenza di roghi di rifiuti, spesso identificata come la più grande catastrofe ambientale a “partecipazione pubblica”.

TERRA  DEI  FUOCHI

I

Quale altro cielo tenterà l’aquilone

tra fumi pestiferi che sporcano ali d’uccelli

calura di morte che scioglie le cere di Icaro

in questo autunno quando migrano

nel giro consueto delle stagioni

sorvolando questa parte di inferno

nella terra un tempo felice?

Quali altre zolle

cercheranno le cicale e le formiche

e che amori le fanciulle

e quali prati per correre i bambini superstiti

e i padri nel vederli crescere

e i contadini per piantare e spiantare

e raccogliere i frutti del loro lavoro?

Quali future primavere

inviteranno farfalle ballerine

a posarsi su fiori avvelenati

e quale miele innamorerà ancora

la bocca della giovinezza

nella Terra dei fuochi?

 

II

Di quale mondo abbiamo memoria

e di quali paesaggi della Campania Felix

nel rimpianto della parola che fu di Plinio il Vecchio

per le terre coltivate dall’antica sapienza contadina

e  bellezza del paesaggio

che un tempo generoso aveva depositato

nell’anima nella carne e nelle pietre

di quel mondo oramai leggenda?

E perché altri uomini di fango

e malefici ingegni

hanno devastato avvelenandola

la memoria dei luoghi

il suolo l’aria le acque

il seno delle madri

il sorriso dei bambini?

 

III

Quali armonie resteranno

di canti suoni e dialetti

per dire la maledizione e lo sgomento degli antenati

di pagine di scrittura e regole grammaticali

di belle parole dei maestri della perduta infanzia?

e quali libri di scienze ed erbe medicinali

che hanno guarito passioni di conoscenza e ferite

fatiche di uomini e armenti

in questa terra ora impestata dagli untori?

e quali ritratti di santi

cercheranno ancora devozione

ai bordi degli specchi della vita

che presi dal cancro sfarinano

nell’argento che muore?

 

IV

Bastimenti di morte

scendevano da Nord a Sud

per inondare di fiele

le terre della Campania

con la complicità di tanti municipi

deputati senatori governatori e prefetti

tutori della Legge

in grande parte muti per viltà

indifferenti  al dolore delle madri

e alle pene delle piccole vittime

dei padri e delle famiglie martoriate

sordi al suono delle campane

ciechi all’inchiostro di giudici giornalisti sindaci

medici e scrittori.

 

V

Luna visionaria che continua il suo viaggio

nei cieli appestati della Terra dei fuochi

stanca e dolente per il lutto alle porte delle case

e i nomi che escono nei lamenti delle madri

coi ritratti nell’addio alla vita fresco di inchiostro

che lasciano senza promessa di tornare.

Luna del funesto chiarore

nella notte dei briganti della camorra

delle persiane chiuse nel fondo della notte

e malandrina

quando albeggia

alle balaustre di tanti municipi

ove sbiancano le belle bandiere

nella vergogna del silenzio

mentre garriscono a Casal di Principe

e altre ancora per miracolo che si ripete

nel petto dei superstiti

nei cortei e nei viaggi funebri d’ogni giorno.

 

Ottobre – novembre, 2013

 

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