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Brolo: si protraggono dubbi e perplessità sui mutui fantasma del comune

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Si attende con ansia il consiglio comunale del 27 novembre, richiesto dalla minoranza, per discutere con il Sindaco Salvo Messina sulla rovente questione dei mutui fantasma per oltre 2 milioni di euro e fare chiarezza una volta per tutte sull’imbarazzante situazione.
La vicenda desta scalpore qualche giorno prima del 4 novembre, data in cui doveva tenersi il consiglio comunale (clicca qui per leggere l’articolo), con la relazione del revisore unico del comune di Brolo, Tiziana Vinci, consegnata ai consiglieri.
Il revisore, nel suo resoconto, scrive di aver ricevuto il 18 settembre in busta anonima un documento riguardante il pagamento di una fattura della ditta Cmc di 246mila euro “a valere su un mutuo di un milione e 700mila euro di cui già erogati un milione e 200mila”, ma sul giornale di cassa del comune per l’anno 2012 non c’è nessun ordinativo d’incasso corrispondente alla somma specificata nel documento anonimo. Il  Revisore a quel punto decide di far partire una serie di controlli alla Tesoreria Comunale, l’agenzia della Unicredit Banca, ma da quest’ultima fanno sapere alla dottoressa Vinci che non possono produrre i documenti richiesti in quanto l’ufficio finanziario del comune di Brolo ha vietato la consegna al Revisore di qualunque atto in quanto vietato dalla legge e dal regolamento interno.  Inoltre l’Ing. Basilio Ridolfo (attuale sindaco di Ficarra e segretario provinciale del Pd), responsabile dell’Ufficio Tecnico del Comune, comunica al Revisore di “non essere a conoscenza di alcun tipo di accredito da parte della cassa depositi e prestiti relativamente al mutuo per la costruzione del Palasport e che lo stesso ufficio non ha mai compiuto relazioni per lo stato d’avanzamento lavori o prodotto documenti necessari per il rilascio degli accrediti delle rate dei mutui”. Il revisore scopre che la quota di denaro era destinata a finanziare la realizzazione di un palazzetto dello sport, un milione e 200 mila euro doveva essere finanziato dalla regione e i restanti 500 mila con mutuo a carico dell’ente.  Ma il 7 maggio la giunta aveva revocato l’approvazione definitiva del progetto.
Intanto la ditta CMC ha ultimato i lavori di miglioramento sismico della scuola di Piana, opera già coperta in gran parte dal finanziamento pubblico derivante dal dipartimento della protezione civile.
Resta quindi ancora un giallo su dove sono finite le fatture, dove è finito questo denaro e dove è stato impiegato, mentre le polemiche tra maggioranza, minoranza, sindaco e segretario comunale non si placano. A pagarne le conseguenze saranno i cittadini che già si sono visti degli aumenti sulle tasse idriche da capogiro.

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