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Salute: DSA, come riconoscere e affrontare la dislessia

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In occasione della “Giornata Internazionale degli Studenti”, che ricorre ogni anno il 17 novembre, dedichiamo un approfondimento ad uno dei problemi molto frequente ma poco riconosciuto legato ai Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) e quali sono i metodi d’insegnamento scolastici più idonei.
Ma cos’è la dislessia? E’ un disturbo specifico di lettura che non dipende da problemi psicologici, da pigrizia o poca motivazione. Si tratta quindi di una caratteristica personale con cui si nasce, che si manifesta appena si viene esposti all’apprendimento della letto-scrittura e si modifica nel tempo, senza tuttavia scomparire. E’ indubbio che ciò provoca difficoltà nell’apprendimento nonostante l’intelligenza normale.
La dislessia interessa circa il 4% della popolazione italiana, mediamente uno studente per classe; è un fenomeno di ampie dimensioni che necessita di attenzioni da parte di clinici, insegnanti e genitori.
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La dislessia si accompagna spesso ai DSA come la disortografia (frequenti errori ortografici), la disgrafia (difficoltà esecutiva nel tratto grafico) e la discalculia (difficoltà nell’automatizzare semplici calcoli e tabelline e manipolare segni aritmetici). Altre caratteristiche sono la sostituzione in lettura e scrittura di p/b/d/g/q – a/o – e/a, o suoni simili tipo t/d – r/l – d/b – v/f; la difficoltà ad imparare l’ordine alfabetico, i giorni della settimana, i mesi in ordine; il confondere la destra con la sinistra e non aver comunque un buon senso del tempo. Altra difficoltà è l’apprendimento di una lingua straniera, poichè i suoni e le concordanze da ricordare aumentano rendendo molto più faticoso l’apprendimento.
I bambini con DSA non riuscendo a leggere e scrivere in modo automatico, lo fanno impegnando al massimo le loro capacità attentive e un dispendio di energie non indifferente, causando delle prestazioni spesso altalenanti, ovvero i bambini si stancano rapidamente, commettono errori e non imparano. La frustrazione del bambino aumenta poichè le conseguenze di questo disturbo, se non capite dagli educatori, vengono scambiate per svogliatezza e poco impegno o per un atteggiamento da discolo.

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Le attività di screening (compiute attraverso test specifici somministrati agli alunni, o attraverso questionari osservativi e interviste strutturate a genitori ed insegnanti) possono giocare un ruolo significativo nella sensibilizzazione e nella formazione del personale della scuola, permettendo non solo un più precoce riconoscimento del DSA, ma anche la messa in atto di misure didattiche adatte. Queste attività richiedono dunque formazione e costruzione condivisa di strumenti, possibilmente in rete con gli operatori sanitari territoriali, al fine di mettere gli insegnanti in condizioni di riconoscere gli indicatori di rischio.
Secondo gli studi condotti dall’AID (Associazione Italiana Dislessia) il primo aspetto da curare in classe è l’organizzazione dell’ambiente. Siano studenti di elementari, medie o superiori, è importante attrezzare le pareti con cartelloni di storia, matematica, cartine geografiche, orologi e calendari chiaramente leggibili. La scrittura alla lavagna deve essere a stampatello maiuscolo, ovvero lineare, facile da copiare, da scrivere e da riconoscere. E’ opportuno tenere diviso l’allenamento della lettura dalla comprensione dei testi ed evitare di far leggere in classe ad alta voce i bambini, preferendo la lettura dell’insegnante che guida, spiega e chiarisce man mano.
Non esiste in Italia una legislazione specifica a favore dei dislessici, attualmente la legge 104/92 permette di essere aiutati da un insegnante di sostegno solo nel caso in cui vengano segnalati/diagnosticati e certificati. E’ importante considerare la figura dell’insegnante di sostegno, sopratutto dai ragazzi più grandi, come un aiuto prezioso e mai come elemento di emarginazione o motivo per cui provare imbarazzo. Inoltre si stanno sempre più sensibilizzando genitori e scuole per l’utilizzo di ausili informatici con schede di apprendimento che facilitano lo studio dei soggetti dislessici.
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Con la dislessia in defintiva si può imparare a convivere gestendo il disturbo nel miglior modo possibile senza scoraggiarsi e puntando sempre ai propri obiettivi. Ne sono tangibile dimostrazione alcuni dei personaggi più famosi al mondo elencati qui di seguito.
Attori: Tom Cruise, Orlando Bloom, Whoopi Goldberg, Keanu Reeves, Kiera Knightley, Robin Williams.
Artisti: Leonardo da Vinci, Tommy Hilfiger, Pablo Picasso, Andy Warhol, Cher, John Lennon.
Scrittori: Walt Disney, Hans Christian Andersen, Lewis Carroll, Agatha Christie, F.Scott Fitzgerald, Gustave Flaubert.
Scienziati: Albert Einstein, Thomas Edison, Michael Faraday.

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