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S. Angelo di Brolo: nuova controversia tra sindaco Caruso e ATO ME 2

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Una nuova vertenza sollevata dal sindaco di Sant’Angelo di Brolo, Basilio Caruso, riguardo all’utilizzo del personale, amministrativi ed operatori ecologici, in forza presso la società ATO.
Già Caruso aveva scritto all’ATO su questo argomento, consapevole del fatto che qualcuno avrebbe dovuto pagare questi dipendenti, e gli era stato risposto che i lavoratori erano a disposizione. Ora i nuovi commissari dell’ATO2 hanno chiesto il conto, da parte di questi lavoratori, ai 38 comuni soci. Caruso di contro  ha chiesto ai sindaci dei comuni consorziati di valutare l’opportunità di una iniziativa congiunta e di inviare gli atti alla Corte dei Conti e alla magistratura. Al comune di Sant’Angelo di Brolo è stato infatti richiesto un conto pari a 42 mila euro rispetto ai 18 mila euro annuali pagati in precedenza in funzione del personale.
“Prima di tutto – si legge nella missiva del sindaco –  esigiamo che prima di chiedere soldi, l’Ato Me2 ci paghi gli oltre 700 mila euro di crediti che vanta il Comune. L’Ente è terzo pignorato da creditori della Società d’Ambito e, di conseguenza, fino a quando non si concluderà la procedura avviata, nessuna somma potrà essere versata su conti correnti riferibili alla stessa”.

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Peraltro, ha denunciato Caruso, sembra che parte del personale non si recherebbe nella sede neppure per apporre la firma di presenza. La scelta del non impiego dei dipendenti è stata fatta in modo arbitrario ed autonomo dall’ATO, senza consultare preventivamente tutti i Comuni che, in presenza di una pianificazione omogenea sul territorio, avrebbero potuto prendere in carico i dipendenti per farli lavorare, non per pagarli senza fare nulla.
Inoltre il sindaco chiede spiegazioni sul perchè non si è fatto ricorso ad ammortizzatori sociali che avrebbero consentito di non sprecare risorse da parte della Società.
Parole dure quelle del sindaco Caruso che non intende vessare i propri concittadini più di quanto non lo siano già stati per responsabilità di terzi e non intende farsi carico di spese derivanti da una cattiva gestione che, pur vedendoli soci, li vede, afferma il sindaco, completamente estranei.

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