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C. d’Orlando: Sindoni ci riprova con Garibaldi, Monastra scrive a Napolitano

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Ci risiamo. Sembrava ormai finita la telenovela dell’intitolazione di “Piazza Garibaldi” ma invece in questi giorni si rinnova con altri capitoli. Stucchevoli a dire il vero visto che a rimanere convinti che l’intitolazione della Piazza Stazione sia veramente un problema da risolvere a Capo d’Orlando sono rimasti in due. Il Sindaco ed il suo eterno oppositore in materia, Antonino Monastra.

Da un lato il primo cittadino Enzo Sindoni ha emesso una delibera di giunta per la “variazione di denominazione toponomastica” lo scorso 23 ottobre, inviando una relazione alla Soprintendenza ai Beni Culturali di Messina e la stessa delibera alla Prefettura in cui si propone il cambio di denominazione. La delibera di Giunta, approvata a fine ottobre, va all’Ufficio territoriale del Governo, di Messina, per “la prescritta approvazione – si legge nell’atto pubblicato all’albo pubblico – ai sensi e per gli effetti di cui all’ articolo 1 Legge 1188/1927”.

Insomma si ritorna a dibattere sulla toponomastica a Capo d’Orlando mentre su problemi decisamente più importanti che la cittadina è costretta ad affrontare vige il silenzio più assoluto da ogni parte. Rifiuti, Porto, Nuove Tasse Comunali, Strutture cominciate e non finite nei termini previsti sembrano non interessare a nessuno a differenza della denominazione di una piazza, da tutti, e da sempre, conosciuta come Piazza Stazione.

Intanto, per non farci mancare nulla, Antonino Monastra, attivista che da tempo combatte proprio con eclatanti proteste e comizi il cambiamento della denominazione toponomastica della piazza in questione scrive al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano definendo l’abbattimento a martellate di Sindoni della targa di qualche anno fa “tipico di alcuni gerarchi nazisti e fascisti del tempo” e la recente approvazione della delibera “atteggiamento arrogante di stampo fascista del Sindaco”.

Di seguito la lettera integrale inviata a Napolitano:

OGGETTO: Appello affinché Lei si faccia Garante della rispetto della COSTITUZIONE ITALIANA e dei Suoi Principi fondatori che furono dei Padri Costituenti, difendendo l’intitolazione della “PIAZZA GIUSEPPE GARIBALDI” a Capo d’Orlando – Me. Gentile Signor Presidente, il mio nome è Antonino Monastra e sono cittadino italiano e in quanto tale rivolgo a Lei un accorato appello, affinché si faccia – come tra l’altro ha sempre fatto – garante della Nostra Costituzione e ne salvaguardi i Principi Fondatori, che furono dell’Assemblea Costituente, in misura maggiore e piu incisiva, e in special modo adesso, dopo il raggiunto 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Altresì, mi sento in dovere e in diritto come cittadino italiano di chiederLe che Essa sia rispettata – nei Suoi diritti così come nei Suoi doveri – oltre che dai cittadini tutti come il sottoscritto, soprattutto dalle Istituzioni nazionali e locali del mio paese, di cui Lei è garante supremo nonché primo rappresentante. Il Sindaco del mio paese, Vincenzo Roberto Sindoni, cittadino italiano, ma nato a Caracas in Venezuela da genitori emigranti, nel 2008 abusando del suo potere, soverchiando le leggi, contro la volontà e i sentimenti contrari della stragrande maggioranza di tutti i concittadini del mio paese Capo d’Orlando, si è reso autore di un pubblico soppruso, tipico di alcuni gerachi “nazisti e fascisti” del tempo, e con un gesto d’inaudita violenza scenica, vale a dire salendo personalmente su una scala durante un’apposita cerimonia dallo stesso organizzata, prese a colpi di martello la targa toponomastica d’importanza storica della denominata “PIAZZA GIUSEPPE GARIBALDI” legalmente avvenuta nel lontano 1934 a firma dell’allora Prefetto del tempo, cui esiste ancora oggi ampia documentazione originale agli atti del nostro comune.

Per questo inaudito agire e personalmente ritengo vile atto perpretato con spregio nei confronti di quelle stesse Istituzioni che il Sindaco del mio paese rappresenta, e dovrebbe garantire in ambito locale, dopo una lunga battaglia legale, inizialmente ispirata dal sottoscritto con una pubblica protesta, durata quasi ben cinque lunghi anni, il Sindaco del mio paese è stato riconosciuto colpevole e quindi condannato dal TAR di Catania e dal CGA di Palermo a ripristinare di fatto la denominazione toponomastica iniziale, condannando il Comune al pagamento di tutte le spese legali ed accessorie per il ripristino e ricollocamento della targa “PIAZZA GARIBALDI” antistante la stazione ferroviaria del comune di Capo d’Orlando. E’ notizia dei giornali di ieri 03.11.2013, cui allego alla presente relativo articolo di stampa e anche la Delibera di Giunta, che il Sindaco del mio paese intende nuovamente “abbattere” ma questa volta sembra con una prassi meno violenta ma ugualmente pretestuosa e furba, il cambio di denominazione toponomastica da “PIAZZA GIUSEPPE GARIBALDI” in “PIAZZA 4 LUGLIO 1299”, e il primo passo è già avvenuto ed è stato quello di una relazione inviata alla Soprintendenza ai Beni Culturali di Messina e una delibera di Giunta destinata alla Prefettura in cui si propone il cambio di denominazione. La delibera di Giunta, approvata a fine ottobre, va all’Ufficio territoriale del Governo, di Messina, per «la prescritta approvazione – si legge nell’atto pubblicato all’albo pubblico – ai sensi e per gli effetti di cui all’ articolo 1 Legge 1188/1927».

Questo atteggiamento arrogante di stampo “fascista” del Sindaco Roberto Vincenzo Sindoni, non solo non può essere sopportato, accettato e giustificato a livello amministrativo in quanto «Nessuna denominazione può essere attribuita a nuove strade e piazze pubbliche senza l’autorizzazione del prefetto o del sottoprefetto», ma di fatto ilsottoscritto teme che verrà attuato furbescamente dal Sindaco, per come espressamente citato nell’atto pubblicato all’albo pretorio del comune, visto che cita testualmente: “Dato atto che sono abbondantemente decorsi i termini previsti dalla legislazione vigente per la conclusione dei procedimenti (30 giorni), senza che sia pervenuto alcun provvedimento di diniego alla richiesta autorizzazione, per cui ne discende l’automatica applicabilità del principio del silenzio-assenso; Visto il R.D.L. 10.5.1923 n. 1158 convertito nella legge 17.4.1925, n.473;).

Illustre signor Presidente GIORGIO NAPOLITANO, Le chiedo che venga ribadito ulteriormente negli ambiti e nelle sedi che Lei riterrà più opportune – nelle parole come nei fatti – il principio della SOVRANITA’ POPOLARE, sancito dall’ART. 1 della nostra Costituzione. In tal senso si muove dal 4 luglio 2008 (ed è tuttora in essere) l’iniziativa del comitato pubblico di alcuni cittadini del mio paese e della giornalista Anita Garibaldi, nipote dell’eroe dei due mondi, di cui sicuramente sarà a venuto a conoscenza, se non per via diretta, per informativa di terze parti, e del quale anche il sottoscritto sente di abbracciare la causa in toto indifesa di tutti quei valori storici che di fatto hanno decretato la libertà e l’indipendenza di tutti noi italiani. Nel ringraziarLa per la cortese attenzione prestatami, sappi Signor Presidente, ripongo in Lei in prima istanza tutta la mia Fiducia, sapendo quanto Le stia a cuore il
BENE dell’Italia Tutta: e sappia che il Cittadino che le scrive è mosso dal medesimo Amor di Patria Suo e di tutti gli Italiani onesti e rgogliosi di sentirsi tali. Colgo altresì l’occasione per porgerLe i miei più cordiali saluti.
Antonino Monastra (cittadino orlandino italiano)

Capo d’Orlando, 04 novembre 2013.

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