bruno mancuso

S. Agata M.llo: Mancuso assolto dall’accusa di voto di scambio. “Il fatto non sussiste”. L’accusatore rischia la falsa testimonianza

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Il Senatore Bruno Mancuso è stato assolto con formula piena dall’accusa di voto di scambio per fatti inerenti le elezioni amministrative del 2009 a S. Agata M.llo. Secondo l’accusa, l’allora candidato sindaco Bruno Mancuso avrebbe promesso un posto di lavoro ad un cittadino santagatese, G.F. per convincere la propria fidanzata del tempo, A.L., a candidarsi nelle proprie liste ed ottenerne così l’appoggio elettorale.

La formulazione della imputazione per il dr. Mancuso prendeva le mosse da alcune dichiarazioni rese dal padre della ragazza, dapprima ad alcuni esponenti politici contrapposti al Senatore (che ne registravano i contenuti all’insaputa dell’interlocutore) e poi in varie riprese alla Polizia Giudiziaria delegata dal PM di Patti. Dichiarazioni sempre contraddittorie e mutevoli.

Le dichiarazioni del genitore, unitamente ad altre risultanze investigative, determinavano la Procura della Repubblica di Patti ad esercitare l’azione penale nei confronti del dr. Mancuso appunto per il reato di voto di scambio.

A seguito della notifica dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari, la difesa metteva a disposizione del PM numerose testimonianze di soggetti che smentivano l’assunto accusatorio, ma ciononostante veniva disposto il rinvio a giudizio dell’indagato.

Il dr. Mancuso chiedeva, quindi, di essere giudicato con il rito abbreviato, ed il Giudice Monocratico del Tribunale di Patti, dr. Ugo Molina, in accoglimento della richiesta della difesa, disponeva lo stralcio della posizione del Senatore da quella di altri soggetti coimputati  per il medesimo reato e sempre per fatti inerenti le elezioni amministrative del 2009 a S. Agata M.llo. Soggetti che verranno giudicati con il rito ordinario nel processo già in corso dinanzi al Giudice Unico del Tribunale di Patti.

Durante la celebrazione del processo a carico del dr. Mancuso il Giudice decideva di disporre un supplemento istruttorio, ordinando l’audizione in giudizio dell’accusatore affinché questi chiarisse in contraddittorio tra le parti alcune affermazioni accusatorie, nonché le ragioni delle diverse e conflittuali deposizioni rese in fase di indagine.

Anche in dibattimento però l’uomo rendeva dichiarazioni non limpide e coerenti, ricevendo ferma censura sia dal PM che dalla difesa dell’imputato. Veniva, inoltre escluso il legale rappresentante di una nota Multinazionale con sede in Capri Leone e presso cui risultava aver lavorato nel periodo post elezioni 2009 il giovane fidanzato della ragazza.

Nessun legame tra l’assunzione del lavoratore presso la predetta Società ed il Senatore Mancuso emergeva però in dibattimento.

All’esito del processo, il PM, dr. A. Lia, chiedeva la condanna dell’imputato alla pena di mesi 8 di reclusione e € 1.000,00 di ammenda, con interdizione perpetua dai pubblici uffici per anni cinque. Il Giudice Monocratico dr. Ugo Molina però accoglieva le richiesta della difesa dell’imputato, assolvendo pienamente il Senatore Mancuso con la formula “perché il fatto non sussiste”. Il Magistrato ha anche disposto la trasmissione degli atti inerenti le deposizioni del teste G.L. alla Procura della Repubblica di Patti affinché venga valutata l’opportunità di procedere penalmente per il reato di falsa testimonianza o false informazioni al Pubblico Ministero.

Il Senatore Bruno Mancuso è stato difeso dall’Avv. Alessandro Nespola.

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