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CONSIGLIO PORTO: MINORANZA INCOERENTE, ASSENZE RIPETUTE, DOMANDE LEGITTIME


L’ultimo consiglio comunale, forse il più importante dell’anno, ha lasciato qualche perplessità, soprattutto sull’atteggiamento tenuto dalla minoranza consiliare (principalmente i consiglieri Sanfilippo, Trusso, Micale e Gemmellaro) che ha si votato a favore del punto riguardante il porto orlandino, ma poco prima ne aveva evidenziato difetti, incongruenze e magagne. I consiglieri eletti nelle liste di appoggio al candidato Salvatore Librizzi hanno infatti evidenziato una serie di criticità e di problemi relativi alle procedure ed agli accordi sul voto di ratifica dell’Accordo di Programma che approva la variante urbanistica per realizzazione delle opere a terra (ben 60.000 metri cubi di nuove costruzioni) e tutti gli atti amministrativi fin qui predisposti. Tra questi, anche la convenzione tra comune e privato concessionario, che consentirà a quest’ultimo di gestire le attività economiche del Porto e di essere garantito dallo stesso Comune nel caso di mancato equilibrio finanziario della gestione. Si perché a leggere con attenzione la convenzione stipulata sono numerosi i punti che non convincono e proprio la minoranza ne aveva sollebati principalmente tre:

  1. Il fatto che la gara sul project financing è stata fatta sulla base di un  progetto di 20 milioni di euro, mentre il progetto finale ammonta a 48 milioni di euro, senza che si sia ripubblicato un bando di gara;
  2. La durata della concessione,  ben 60 anni, mentre nella convenzione del settembre 2010 era di 40 anni;
  3. L’articolo 31 della convezione del 2010 che obbliga il Comune a corrispondere al concessionario contributi economici oppure a trasferirgli immobili pubblici, nuova edificabilità e concessioni edilizie nel caso i guadagni non fossero all’altezza delle aspettative: in pratica assumersi il rischio d’impresa per 60 anni!

E poi, numerose osservazioni di natura tecnica e finanziaria. Tutto lasciava perciò prevedere un voto contrario della minoranza, o quanto meno la sua astensione, considerati gli interventi dei consiglieri che hanno letteralmente smontato l’impalcatura amministrativa della procedura. Invece, in conclusione del punto, la sorpresa del voto favorevole della minoranza. Cosicché l’approvazione è avvenuta all’unanimità dei presenti. Mancavano infatti alla votazione tre consiglieri. Tralasciando l’assenza della Licciardello, giustificata per i motivi già descritti, ci vogliamo soffermare su quella della Germanà. L’ex assessore, una delle più fedeli portavoce del Sindaco, soprattutto in consiglio comunale quando c’è da attaccare la minoranza, per la seconda volta, su una votazione importante non è presente. Era già successo anche per l’aviosuperficie. Coincidenza? Carmelo Galipò, invece, se ne è andato poco prima della votazione per “sfinimento” anche se c’è da evidenziare come in commissione lo stesso consigliere di minoranza aveva corretto la deliberara che mancava della immediata esecutività . Non siamo esperti di tecniche e tattiche consiliari, ma certamente la scelta finale dei consiglieri di opposizione ha lasciato perplessi coloro che hanno seguito il Consiglio. L’avere evidenziato tutte quelle cose che non andavano e nonostante tutto votare favorevolmente costituisce un aggravante. Come se un pacifista, convinto delle proprie idee, sia pronto a firmare comunque una dichiarazione di guerra. Se la minoranza si fosse limitata a votare favorevolmente senza criticare, avrebbe potuto sempre giustificare il voto con l’ignoranza dei fatti. Crediamo che tutti gli orlandini, noi compresi, siano per il completamento del Porto dopo trent’anni di ritardi, errori, problemi. Ma essere per il Porto non significa chiudere gli occhi su quello che non va e potrebbe ritorcersi a distanza contro la collettività. Dunque vogliamo porgere alcune domande proprio alla minoranza consiliare (ma può rispondere chi vuole con una email, anche Annalisa Germanà) dettate principalmente dalle loro considerazioni espresse durante l’ultimo consiglio comunale fiume, conclusosi alle 3.30 circa di notte. Visto che proprio loro hanno sollevato queste criticità che ci diano una risposta dato che hanno votato a favore del punto all’ordine del giorno.

  1. E’ vero che si passa da 28 milioni e mezzo a quasi 49 milioni di spesa senza una spiegazione credibile ?
  2. E’ vero che si passa da 40 a 60 anni di concessione, nonostante si raddoppi il finanziamento pubblico (da 7,8 milioni a 20 milioni)?
  3. E’ vero che il finanziamento privato non è poi così certo? (chi e quando arriveranno i quasi 29 milioni di euro, quale istituto di credito li metterà a disposizione della società, quando e con quali garanzie di recupero?)
  4. E’ vero che manca la certezza del finanziamento pubblico aggiuntivo di quasi 13 milioni e mezzo di euro  (e se non arrivano? che si fa, si torna alla precedente versione in miniatura?)
  5. E’ vero che la società ha un capitale sociale che da 500 mila euro passerà a 6 milioni ? Sarà sufficiente?
  6. Ma, soprattutto, è vero che il rischio di impresa é tutto sulle spalle del comune?

Attendiamo risposte e le attendono anche i cittadini di Capo d’Orlando che a prescindere dall’importanza dell’opera (indiscutibile) vogliono vederci chiaro e non hanno nemmeno la possibilità di tirare la pietra e nascondere la mano. Rimaniamo fiduciosi…

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