BROLO STUDIA PER DIVENTARE “MULTIETNICA”


Nulla nasce a caso. Così il lavoro che negli anni si è fatto a Brolo, spesso istintivamente, senza un progetto guida razionalizzato, da i suoi frutti. E nasce un progetto base, interessante, importante, consapevole, che raccoglie, ovviamente, i frutti e le esperienze maturate e che guarda oltre, che guarda avanti. Parliamo del nuovo progetto di sostegno all’interculturalità e di valorizzazione dello scambio multietnico che l’amministrazione comunale guidata da Salvo Messina, ha avviato da qualche mese, affidandolo alla dottoressa Teresa Materia, mediatore socio-culturale. Un progetto per definire e costruire dice il sindaco: “Una città che noi chiamiamo “interculturale”, composta di una varietà di luoghi, realtà sociali, culturali, di lavoro, d’impegno solidale, dove concretamente, ognuno con le sue specificità, italiani e stranieri costruiscono una rete di rapporti umani, di attività, d’idee che contribuiscono al cambiamento quotidiano del vissuto del nostro paese che guarda avanti”. Il progetto dunque è volto a favorire non tanto l’inserimento della comunità straniera (ufficialmente il 3% della popolazione residente) ma la sua qualità della vita nella realtà locale di Brolo, sostenendone le esigenze non solo relazionali ma anche “pratiche”, in termini ad esempio, di supporto nel disbrigo di pratiche legate alle varie situazioni legali e amministrative o di sostegno nell’apprendimento della lingua. Per radiografare questo microcosmo, e approfondire i bisogni della popolazione straniera, è stato già effettuato uno screening, volto ad approfondire i bisogni della popolazione straniera. Da qui la definizione delle diverse categorie d’interventi dove prioritariamente si è pensato a quella dei Servizi stabili d’informazione e accoglienza. Con la creazione di un concreto e stabile spazio di accoglienza e informazione all’interno dell’URP, creando nell’ambito delle prestazioni offerte da quest’ultimo uno sportello specializzato rispetto alle problematiche dell’immigrazione: ovviamente a tal fine è stata predisposta un’adeguata formazione dei dipendenti che se ne occuperanno, relativamente alle principali norme che regolano la presenza straniera sul territorio azionale e soprattutto in merito a quelli che costituiscono i principali nodi problematici all’interno della normativa stessa. Padroneggiando queste informazioni sarà possibile fornire agli stranieri un concreto aiuto nel districarsi all’interno della complessa situazione giuridico – amministrativa in cui potrebbero trovarsi a versare. Durante il corso oltre alle ore di “lezione frontale” la formazione prevede anche un periodo di monitoraggio, in tempi ancora da definire, da realizzarsi mediante la partecipazione alle attività dello sportello stesso da parte del tutor, ed anche mediante l’organizzazione di riunioni periodiche nell’ambito delle quali il tutor possa raccogliere le impressioni dei dipendenti in merito all’andamento dello sportello, traendone magari spunto per implementarne le funzioni.

Il logo dell'iniziativa

Tra le altre iniziative e i Progetti finalizzati verso una piena inclusione sociale, atti ad implementare le potenzialità relazionali ed a valorizzare all’interno di esse le occasioni di scambio interculturale da rammentare l’esperienza già definita nella passata colonia estiva e l’apertura del CAG – Centro di Aggregazione Giovanile che verrà aperto nelle prossime settimane nei locali dell’ex stazione ferroviaria che diverrà appunto un centro sociale – dove i minori sono dunque i destinatari primi delle attività, ma gli adulti e gli anziani svolgeranno un ruolo fondamentale come fonte e veicolo di conoscenza e come ponte tra le diverse culture. Dice Teresa Materia: “Gli obiettivi specifici da perseguire sono dunque: sostegno dell’interculturalità come veicolo di convivenza positiva e di non perdita delle tradizioni delle diverse culture, perseguendo il mantenimento dell’identità culturale per le seconde generazioni; facilitazione nell’ambito della comunità locale della capacità d’interazione con persone di altra cultura, religione e stile di vita;  promozione dell’inserimento sociale dei minori immigrati; stimolare la partecipazione  dei giovani stranieri alle attività socio-ricreative presenti sul territorio; valorizzazione della dimensione dell’interculturalità nelle attività didattiche, ricreative, sociali, ludiche”. Tra le fasi operative del progetto brolese si possono annoverare la ricerca ed l’approfondimento delle tradizioni culturali e ludiche delle diverse culture da poter spendere come elemento di scambio e condivisione della diversità, intesa come reciproca risorsa ed il favorire l’apprendimento della lingua italiana e l’intraprendere un percorso formativo completo basato sul gioco, sul teatro e sull’arte, sul gruppo e sulla condivisione di obiettivi. Intanto dalla ricerca effettuata dalla dottoressa materia emergono primi dati sulle esigenze di questo mondo multietnico brolese, fatto da Romeni, Indiani, Cinesi, Polacchi, Tunisini e Marocchini. Gente che lavora nell’agricoltura, nei campi di Pontenaso, fatta da imbianchini e muratori; da venditore di pietre preziosi e coralli, da abili commercianti di vestiti a basso costo; da mercatari e badanti. Così emergono in questo progetto d’indagine le caratteristiche della presenza straniera sul territorio brolese, in funzione di un’analisi sociometrica relativa alla natura dei legami sociali e delle dinamiche contestuali instauratisi rispetto alla comunità locale. E continuando, Teresa Materia afferma: “E’ importante definire punto di vista della popolazione straniera: perché un intervento sociale sia efficace, è importante che gli obiettivi e le azioni siano decisi il più possibile insieme ai diretti interessati” – e aggiunge – “i colloqui con operatori e professionisti del settore scolastico, del pubblico e del privato sociale. In particolare docenti, educatori, gestori di associazioni sportive costituiscono un valido supporto nell’indagine potendo inoltre fungere da tramite nel rapporto con le famiglie straniere a partire da una conoscenza già instaurata con i minori.  L’assistente sociale del comune rappresenta a sua volta una preziosa risorsa potendo fornire informazioni in merito alla natura del rapporto dell’utenza straniera con i servizi”.

Teresa Materia, coordinatrice del progetto

Soddisfatto di come si sta sviluppando il progetto, primo fra tutti è il sindaco: “E’ un progetto articolato ed ambizioso, che guarda avanti, che punta in alto, che vuole creare una comunità attenta e solidale. Definiti i primi passi, pensiamo anche a favorire occupazione e commercio multietnico, interventi culturali e sociali, per esempio accarezziamo l’idea di un cineforum in lingua, la presentazione di libri di scrittori stranieri, ma anche progetti che riguardano la gastronomia e il tempo libero, che puntano all’integrazione ed al confronto, non per nulla stiamo aprendo un centro sociale che guarda e si apre anche ai giovani vicini alla comunità brolese, – ed il sindaco aggiunge – cercheremo anche di dare un’informazione chiara, sicura, certa, avremo incontri con i responsabili dell’ufficio immigrazione delle Questure e poi pubblicheremo, in lingua, sul nostro sito, una sorta di fac, con domande e risposte tese dissipare, parlando ai giovani che poi faranno da tramite nella loro comunità più anziani, tra modelli, ed
informazioni, i dubbi su normative e burocrazia –
e sorridendo conclude – Abbiamo parlato di favorire la conoscenza della lingua italiana … ma potremmo anche utilizzare questi nuovi nostri concittadini per imparare loro, anzi i nostri figli, la loro lingua, dal cinese all’arabo… davvero una bella scommessa”.

Max Scaffidi

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