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S. Agata M.llo: il “megafono” commenta la scelta di Crocetta

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Dopo gli ultimi avvenimenti che hanno visto prendere al presidente Crocetta la decisione estrema di uscire dal suo movimento politico “Il Megafono” per aderire al gruppo PD Dell’Ars, una decisione comunicata tramite lettera indirizzata al presidente del gruppo PD  Baldo Gucciardi, i componenti del circolo Il Megafono, pur apprezzando il gesto di sacrificio intrapreso dal loro leader, pur giustificandolo con il clima di manifesta contrapposizione del Pd, acredine che rischiava di mettere in ginocchio il presidente e la sua giunta, non possono, però, condividere la sua scelta. Loro invece continuano a proclamarsi fieri di appartenere al movimento pensato ed ideato dal giudice Crocetta. C’è da chiedersi quale futuro attende i militanti del movimento, lo scendere a patti con i vertici del partito e il loro aut aut da parte del suo fondatore segnerà la sorte del ” Megafono”?  O i suoi componenti sapranno mantenere unità e condivisione anche senza il loro fondatore? Vi proponiamo  la nota che i giovani militanti Santagatesi hanno diffuso stamane dopo che la notizia della decisione del Presidente Crocetta li aveva raggiunti lasciandoli esterefatti e basiti:

“Da militanti del Megafono apprendiamo con un sincero disorientamento questo passaggio, non tanto per il valore formale che ravvisa solo la statura politica del Governatore, quanto sul valore simbolico di un’adesione ottenuta senza un sereno confronto che tenesse separate le azioni della Giunta regionale da quelle interne al Partito Democratico.

Il sincero impegno di Rosario Crocetta attorno al suo movimento, il Megafono, era stato oggetto già l’estate scorsa di un esposto inviato alla commissione nazionale di garanzia dall’ex senatore Wladimiro Crisafulli. Un esposto che ha portato il gruppo di lavoro guidato da Luigi Berlinguer ad intervenire “censurando” la doppia militanza e il proliferare di aderenti-iscritti al Megafono, inteso come struttura parallela al Pd in grado di far concorrenza al partito a cui appartiene lo stesso governatore.

Una concorrenza, occorre ricordare, che la segreteria regionale del Partito Democratico non sembrava subire quando il Megafono riportava a Palazzo degli Elefanti Enzo Bianco insieme ad una coalizione di tante forze politiche e la vittoria del centrosinistra in molti centri siciliani chiamati al voto alle scorse amministrative.

Comunemente l’espressione “aut aut” è usata per descrivere una scelta accelerata, obbligata e spesso senza alternative di compromesso. La scelta che ne viene fuori è in genere una scelta imposta e non certo un percorso di convincimento sereno. Un ‘Aut Aut’, quindi, come strumento di persuasione politica che nulla ha a che vedere – lasciatecelo dire – con la richiesta di chiarimento voluta dal segretario regionale del Pd, on. Giuseppe Lupo, che già in direzione di partito intimava le conseguenze di una scelta diversa da quella presa oggi da Rosario Crocetta.

Il Governatore Crocetta poteva anche far saltare il tavolo, pretendendo di essere leader indiscusso del centrosinistra siciliano, rivendicando un desiderio di autonomia che in questi mesi ha permesso alla coalizione di governo di elaborare una nuova forma di amministrare la nostra Regione. Nessuno sperpero o risorse a pioggia. A limitare le regalie della deputazione siciliana in genere è stato proprio il Governatore e, aggiungiamo con merito, l’assessore Alessandro Bianchi. Non meno importante la rotazione di molti dirigenti ed impiegati pubblici in vari assessorati, assessorati che rischiavano di rispondere ancora agli uomini di Gianfranco Micciché e dell’ex governatore Totò Cuffaro.

Ci ha stupito però il trattamento nei confronti di un uomo che la mattina si sveglia ringraziando il cielo per essere vivo e che insieme all’europarlamentare Sonia Alfano si è reso protagonista della creazione al Parlamento europeo della Commissione parlamentare contro la criminalità organizzata (CRIM).

Ci ha stupito l’atteggiamento assunto senza un’adeguata riflessione sull’opportunità offerta dal Megafono di intercettare un consenso altrimenti destinato all’astensione e alla protesta che lo spirito di riscatto interpretato dallo stesso Crocetta ha riportato nell’alveo delle forze riformatrici e il popolo siciliano ha riconosciuto da subito nel Presidente una persona dall’immediata spontaneità e umanità e questo ha sempre caratterizzato il rapporto anche con gli alleati di governo.

C’è da chiedersi – ed è l’unica polemica che come sostenitori del Megafono ci sentiamo di fare – come si possa trattare così un Governo regionale ed ivi tutti gli uomini e le donne che hanno lavorato in sinergia con gli indirizzi dei rispettivi partiti, quando gli stessi ‘accusatori’ dell’ambiguità del Governatore sono coloro che hanno favorito il ribaltone alla Regione nella scorsa legislatura, favorendo dapprima il Lombardo ter e entrando in giunta nel quater. Ma questa è storia.

Forse le decisioni di partito sembrano essere state ritagliate per penalizzare Crocetta. Un esempio su tutti: il precedente di Giacomo Portas, deputato nazionale eletto alla seconda legislatura. Portas è parte integrante del Partito Democratico con tanto di spazio anche sul sito istituzionale del partito, dove leggiamo “Segretario nazionale del partito dei Moderati. Indipendente nel PD”. Quindi lasciateci pensare che mentre altrove la coabitazione di esperienze è un fattore di arricchimento per il partito – in quanto plurale e inclusivo – nell’Isola, invece, sembrano vigere criteri esclusivi che gli uomini di Epifani hanno provato a giustificare fino alla vigilia dell’incontro con Crocetta.

Un disegno fioco di partito che non sembra amare le “decisioni fuori sacco”, fuori dall’apparato, fuori dalle spinte centripete. Ma dopo la mancata elezione di Romano Prodi alla Presidenza della Repubblica, possiamo anche sopportare questo travaglio, purché fatto nella trasparenza. E Crocetta questa trasparenza l’ha voluta offrire al PD e noi ce ne facciamo carico, guardando sempre alla missione di questo Movimento voluto per includere la gente e la società civile e favorire il cambiamento invocato dagli stessi siciliani.

Siamo ancora più convinti del cammino da fare!

Il Circolo de “Il Megafono” di Sant’Agata di Militello.

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