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S.Stefano C. : l’opposizione chiede, il sindaco risponde sulla questione TARES

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In data 3 ottobre il consiglio comunale di S.Stefano di Camastra ha presentato il piano finanziario relativo alle tariffe per il servizio rifiuti. E’ stata infatti approvata l’istituzione di una nuova tariffa, la TARES, che sembrerebbe abbattere i costi, già per l’anno 2013, di circa il 23% rispetto a quelli che i cittadini avrebbero dovuto fronteggiare sotto gestione ATO.

Somme che non sembrano soddisfare il gruppo di minoranza, secondo il quale così facendo l’Amministrazione ha aumentato il costo del servizio del 65%, accettando e sanando- si legge in un documento destinato alla cittadinanza- le anomalie della gestione ATO e transitando- continua- nelle SRR provinciali, altro carrozzone pubblico.  Di proposte non accolte parla inoltre il gruppo di minoranza, proposte attraverso le quali si invitava il primo cittadino ad effettuare il servizio in proprio, con nuove modalità e tariffe, proponendo, inoltre,  esenzioni della tassa variabile per le famiglie in difficoltà e per le attività produttive che già pagano i rifiuti speciali.

Non tarda a giungere la risposta del sindaco, Francesco Re, che in una conferenza stampa ha voluto fornire i dovuti chiarimenti in merito. Relativamente al nuovo piano finanziario riguardante il costo del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti, il sindaco precisa che il comune di S.Stefano è stato l’unico che, forzando la vigente legge, ha scelto di ancorare il nuovo piano a quello del 2005, per la parte per la quale è possibile farlo, ovvero quella variabile. Questa scelta coraggiosa- sottolinea il primo cittadino- farà si che già nel 2013 i cittadini stefanesi pagheranno, come da previsione, un po’ meno rispetto all’anno precedente cioè euro 976,287,11, quindi meno il 23%  e nel 2014 ancora meno, cioè euro 810.000, quindi meno il 36%. È pertanto falso e fuorviante- prosegue- dire che il servizio costerà il 65% in più.

Alla domanda posta dalla minoranza, se poteva o meno l’amministrazione effettuare, prima del 1 ottobre, un servizio in proprio con nuove tariffe non ATO, il Sindaco precisa come questo non sarebbe mai stato possibile. L’Amministrazione- precisa Re- ci ha provato, al pari di altri comuni. Ma la normativa regionale ha di fatto rimandato tale opportunità, per i comuni come il nostro al di sotto dei 5.000 abitanti, a dopo la costituzione delle SRR, circostanza questa realizzatasi appena la scorsa settimana. L’Amministrazione- prosegue- dopo aver tentato più volte di avviare il servizio con altri comuni, per poter superare la soglia limite di 5.000 abitanti è ora a lavoro per costituire la società consortile (ARO) con tutti i comuni della Valle dell’Halaesa. Ma il primo cittadino non manca di evidenziare come le cose sarebbero potute andare diversamente solo se, negli anni addietro, le scelte fossero state diverse. Nell’ultimo anno  nessun comune al di sotto dei 5.000 abitanti è stato autorizzato a realizzare un servizio in proprio, ma diversi anni fa, sarebbe invece stato possibile far pagare i circa 400 evasori e i circa 700 fruitori di sgravi non dovuti, che abbiamo scovato incrociando i dati in nostro possesso. Tutto ciò sarebbe merito di chiarimento, come sarebbe da chiarire chi  e perché, nella precedente Amministrazione, ha regalato all’ATO me1 circa 800.000 euro, donati a una società che è debitrice di ulteriori 1.100.000 euro nei confronti del comune di S. Stefano. Con queste somme a disposizione– conclude il primo cittadino- ne avremmo potuto fare di cose serie per abbattere i costi del servizio.

Passiamo al secondo quesito. Come mai non sono stati accolti gli emendamenti proposti in consiglio in merito a sgravi a famiglie e ad attività che già pagano i rifiuti speciali? L’attuale Amministrazione- afferma il sindaco- spende circa 320.000 euro l’anno per servizi sociali ed assistenza. Introdurre in forma indiscriminata modalità di esenzione parziale, avrebbe determinato, stando alle condizioni del bilancio comunale, il non poter più assicurare in modo efficiente ed efficace  assistenza vera ai nuclei familiari più bisognosi. Per quanto riguarda le attività produttive abbiamo previsto, lo sgravio totale per le aree di produzione di rifiuti speciali. Bastava leggerlo per capire che non vi era bisogno di alcun emendamento.

In tutto ciò il pensiero va senza dubbio a tutti quei lavoratori che fino ad ora sono stati alle dipendenze dell’ATO e che si ritrovano senza uno stipendio da molti mesi. Una delle anomalie che nessuno dice- afferma ancora Re- è che il costo ATO che prima subivano i cittadini di S. Stefano era aggravato dal fatto che sul comune di S. Stefano veniva addebitato il costo di lavoro di 8 unità, mentre quelle realmente addette alla gestione del servizio erano 3,5 unità. Noi abbiamo riportato la realtà alla concretezza, le unità addette al servizio saranno 5, quindi 1,5 in più. In questo modo abbiamo implementato l’occupazione e i lavoratori saranno assolutamente tutelati. Provvedimenti, questi, previsti da un’ordinanza sindacale emessa dal sindaco e che, riportando le parole del primo cittadino, vuole ridare dignità al lavoro di quei lavoratori, eroi, che pur da 10 mesi non pagati, hanno continuato con grandi sacrifici a svolgere, con professionalità ed impegno, il loro lavoro e ad assicurare a tutti i cittadini accettabili condizioni di igiene e pulizia. A loro e alle loro famiglie oltre al nostro riconoscimento, il Sindaco, i consiglieri di “Santo Stefano nel cuore” vogliono dedicare l’ordinanza.

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