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C. d’Orlando: l’Upea sfiora l’impresa. A 11″ dalla fine la scelta del Poz che poteva cambiare il risultato

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Raccontare la partita dagli ultimi secondi non è mai generoso e nemmeno corretto. Ma mai, come in questa prima di campionato, una decisione del coach può essere determinante, nel bene o nel male. Prima di tutto, però, bisogna ammettere che più di così non si poteva. Il miracolo era quasi riuscito a coach Pozzecco ma gli dei del basket hanno detto no questa volta. Eppure la formazione paladina aveva messo tutto ciò che aveva in campo contro una formazione di livello e con giocatori di esperienza assoluta come Fultz, Di Bella e l’ex Tamar Slay e senza Basile, Nicevic (incredibile la vicenda del visto che ancora oggi non si sa se risolta) e a mezzo servizio Archie e Laquintana.

Equilibrio assoluto per 40 minuti sino a quando, ad 11 secondi dalla fine, il Poz decide di far commettere fallo sul punteggio di 83 pari. Una scelta condivisibile o meno, dipende dalle scuole di pensiero, ma sinceramente da un coach come Gianmarco Pozzecco ci sta tutta come scelta. Perplessità avrebbe provocato il contrario. L’ultimo possesso deve essere mio, avrà pensato. Vinco, perdo o pareggio dovrò deciderlo io senza subire gli avversari sino alla sirena. E così è stato. Due su due dalla lunetta per Brescia e possesso Upea con Archie che ci prova da tre e dopo due tocchi tap in praticamente già dentro sbagliato da Matteo Soragna. E’ andata così con la consapevolezza di un gruppo forte, compatto, coraggioso e paziente. I tanto attesi innesti “di lusso” ne completeranno certamente la forza.

Di seguito tabellino e comunicato stampa della società paladina.

 

Centrale del Latte Brescia – Upea Capo d’Orlando 85-83 (24-22) (44-36) (59-60)

 

Centrale del Latte Brescia: Giddens 17, Slay 23, Rinaldi 12, Fultz 13, Procacci 6, Loschi 3, Cuccarolo 4, Bushati 3, Di Bella 4. All.: Martellossi

 

Upea Capo d’Orlando: Archie 29, Portannese 17, Laquintana 7, Benevelli 18, Soragna 7, Cefarelli 5, Ciribeni, Busco n.e., Basile n.e. All.: Pozzecco.

 

Poche gare si possono perdere e vincere nello stesso momento. Brescia-Orlandina è una di queste. La vittoria sportiva va alla Leonessa Brescia per 85-83, ma quanto fatto dall’Upea in questa prima gara di campionato è quantomeno eroico. Arrivati a Brescia senza playmaker titolare, Coach Pozzecco ha dovuto rinunciare anche a Gianluca Basile per un fastidio muscolare e a Sandro Nicevic per la mancata ricezione alla FIP del nulla osta alla Federazione Cestistica Croata.

Sul parquet ostico del Centro Sportivo San Filippo di Brescia lo starting five è: Laquintanta, Portannese, Soragna, Archie e Benevelli. Dopo due minuti è 2-5 per l’Upea (tutti punti realizzati da Archie). Se qualcuno avesse qualche dubbio sulla personalità di Laquintana, ci pensa lo stesso Tommaso a fugarglielo: tripla sullo scarico e rimbalzo nell’azione difensiva successiva. Brescia ruota gli uomini e con Rinaldi, Loschi e Giddens (2+1) si porta avanti e termina il quarto sopra (24-22).

In avvio di secondo quarto realizza dalla lunga distanza Soragna “scherzando” la difesa di Cuccarolo, facendolo arretrare e, conquistato lo spazio necessario, scagliando il tiro (27-25). Grande giocata difensiva del capitano orlandino subito dopo: stoppa Slay, ma la palla gli resta in mano e l’americano realizza dall’arco (32-27 dopo 3’). Due triple di rara importanza di Cefarelli e Archie danno forza all’Upea di respingere il tentativo di fuga bresciano (42-36 a 1’ dalla pausa lunga). Inventa Fultz e all’intervallo Brescia è sul +8 (44-36).

Rinaldi apre le danze da sotto al rientro sul parquet, ma Archie riesce a trovare un canestro nonostante il fallo subito (47-39 dopo 2’). Bushati rifila una testata sul naso a Laquintana, il play è costretto a uscire e tocca a Portannese portare palla. Brescia perde palla e coach Pozzecco chiama time-out. Il Poz stringe i ragazzi vicino a Laquintana steso per terra dolorante e da lì le indicazioni tattiche e umorali. All’uscita dalla chiamata del tecnico realizza Cefarelli dall’area con un elegantissimo lay-up, Soragna dal palleggio in uscita dal blocco dalla media distanza e Portannese piazza la tripla che porta Capo a -1 (57-56 a 1’). La guardia siciliana realizza in penetrazione due canestri di fila e il terzo quarto si chiude con l’Orlandina in vantaggio (59-60).

L’uscita dall’ultima pausa però non è quella che ci si aspettava, con Laquintana fuori per la botta al naso, Archie dolorante, Brescia piazza un break di 7-0 che potrebbe chiudere la gara. Viene fischiato anche un tecnico a Pozzecco, ma rientra Archie che con due triple consecutive rimette in scia l’Upea  (68-66 a 6’ dalla fine).

Arrivano, però, il quarto e il quinto fallo di Portannese, la tripla in transizione di Slay e Brescia vola sul +7 (75-69 a 5’). Altri quattro punti in fila di Archie danno nuova linfa all’Orlandina, l’americano si presenta anche due volte in lunetta ma dei quattro liberi due vanno fuori (78-75 a 3’). La seconda tripla consecutiva di Slay potrebbe chiudere di nuovo il match, ma grazie a uno splendindo Andrea   Benevelli e a Laquintana, rientrato eroicamente in campo, Capo si porta sul -2 (81-79 a 36 secondi dalla fine). Realizza ancora Brescia, ma Archie trova un clamoroso canestro da 8 metri subendo il fallo e concretizza anche il potenziale gioco da 4 punti: è parità (83-83 a 15 secondi dalla fine). Fallo di Ciribeni su Fultz, che fa 2/2, per giocare il possesso della partita, palla a Archie per il tiro da tre per vincerla, ma la palla va sul ferro e sul rimbalzo il tapin di Laquintana esce.

«I ragazzi devono essere orgogliosi – dichiara coach Pozzecco a fine gara– siamo stati a dir poco commoventi. Sono successe cose troppo penalizzanti per noi, l’ultima il colpo che ha preso Laquintana. I ragazzi sono stati straordinari e hanno giocato dando tutto quello che avevano».

L’Orlandina ha davvero sfiorato l’impresa e date le condizioni con le quali si è presentata in Lombardia l’impresa l’ha in parte compiuta. «Avevo un sogno e ci siamo andati vicini – continua il Poz – la partita è stata memorabile per spettacolo e intensità. Questa squadra deve giocare per farsi amare della gente, dobbiamo ringraziare i tifosi che sono venuti fino a qui». La scossa è arrivata nel terzo quarto durante un time-out con Laquintana a terra dolorante e coach e compagni stretti vicino a lui: «Volevo che i ragazzi stessero vicino a Tommy che aveva dolore. Dobbiamo sempre stare uniti nei momenti di difficoltà».

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