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PORTO: LEGAMBIENTE APPROVA MA …


C’è molta attesa per il consiglio comunale di questa sera dove, tra gli altri punti iscritti all’ordine del giorno, si discuterà anche del progetto di completamento del porto. Legambiente, in un comunicato stampa, si dice favorevole all’inizio dei lavori ma avanza alcune preoccupazioni nemmeno tanto velate. In primo piano, infatti, c’è la clausola, dell’accrodo con l’impresa privata, che “ipoteca per i prossimi 60 anni il bilancio comunale ed il futuro economico del paese”. Di seguito il comunicato stampa integrale di Legambiente Nebrodi:

Dopo un lunghissimo iter  amministrativo, complicato negli anni ’90 dalla decisione poi revocata di ampliarlo, sembra giunto finalmente il momento del completamento del Porto. Legambiente ha fin dagli anni ’90 sostenuto l’esigenza del completamento, sia per risolvere l’interferenza sulle dinamiche della costa sia per dare alla città una struttura capace di innescare uno sviluppo economico duraturo. Pertanto, vede con favore il prossimo avvio dei lavori. Allo stesso tempo, però, non può non rilevare alcuni aspetti della progettazione e dell’accordo col concessionario privato che rischiano di consegnare alla Città una struttura diversa da quella sperate ed alla Comunità oneri indebiti e condizionamenti sulla gestione del territorio.

1)    Leopere a terra, ossia le strutture portuali, interesseranno 81.000 mq di superficie ed esporranno una notevole consistenza volumetrica (mc 60.000), per cui lo specchio d’acqua rischia di essere poco più di un accessorio dell’insediamento commerciale-direzionale.

2)    Dagli atti non emerge con certezza il mantenimento del diritto all’ormeggio per la marineria locale che potrebbe ritrovarsi costretta ad utilizzate il cosiddetto “porto a secco”.

3)    La durata  di 60 anni della concessione appare sproporzionata rispetto al valore delle opere portuali di interesse pubblico.

4)    Per effetto dell’articolo 31 del contratto stipulato il 24 settembre 2010 con il concessionario privato, il Comune ha sostanzialmente assunto un indebito “rischio d’impresa”, dal momento che si è impegnato a corrispondere al concessionario un contributo da concordare “(ad es. un importo monetario annuo in conto esercizio, trasferimenti di diritti di proprietà o diritti di godimento su immobili, concessioni edificatorie, incremento della densità edificatoria insistente all’interno del Porto Turistico per attività complementari e comunque a fini turistico – ricreativi, incremento delle attività turistico – commerciali nelle zone interne o limitrofe al Porto medesimo, ecc.), in modo da ripristinare l’equilibrio economico – finanziario del progetto.”    Con tutta evidenza, tale clausola ipoteca per i prossimi 60 anni il bilancio comunale ed il futuro economico del paese.

Si spera quindi che il Consiglio Comunale chiamato a ratificare l’Accordo di Programma Comune/Regione sappia affrontare e risolvere queste criticità affinché la Comunità possa finalmente disporre di un Porto completato e capace di innescare processi economici virtuosi.

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