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S. Agata M.llo: tra maggioranza ed amministrazione é ormai guerra aperta

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Ennesimo consiglio comunale esplosivo a Sant’Agata Militello, ormai amministrazione e maggioranza in aula non se le mandano piú a dire. Ieri in una seduta  a dir poco “sui generis” nella quale alla prima convocazione ore 10:30 (di un lunedí mattina) mancava persino il numero legale, tanto che il presidente deciderà di rinviare di un ora.
Alla ripresa delle 11,30 si dovevano discutere i seguenti punti all’O.D.G.
1. Interrogazione del Consigliere Comunale Salvatore Sanna per a mancata costituzione del Comune nel giudizio promosso dalla Società Italiana per Condotte d’Acqua S.p.a. c/ Comune di Sant’ Agata di Militello;
2. Mozione dei Consiglieri Comunali Barone e D’Angelo relativa alla individuazione di appositi locali per le Associazioni Giovanili;
3. Mozione dei Consiglieri Comunali Barone e D’Angelo relativa ad interventi manutentivi e pulizia torrenti;
4. Approvazione regolamento per la disciplina della TARES (Tributo sui rifiuti e sui servizi) D.L. 6 dicembre 2011, n. 201;
5. Esame emendamenti allo Schema di Bilancio di Previsione anno 2013 e Bilancio Pluriennale 2013/2015;
6. Esame ed approvazione del Bilancio di Previsione esercizio finanziario 2013, del Bilancio Pluriennale 2013/2015, della Relazione Previsionale e Programmatica 2013/2015 e dei relativi allegati.
Ma non appena iniziano i lavori comincia subito un arringa di guerra del gruppo di minoranza, in appoggio al sindaco sottile, che riproponiamo in maniera integrale, un guanto di sfida lanciato per cercare di porre fine alla “querelle” politica ormai aperta su tutti i fronti, che rende a dire dei
consiglieri Antonio Vincenzo, Armeli Moccia, Monica Brancatelli, Calogero Carrabotta, Calogera Caruso, Marco Donato Lemma, Calogero Maniaci, Massimo Nicola Marchese, Sberna Massimiliano, Maria Carmela Trovato, il paese ingovernabile.

conferenza stampa consiglio

Egregi Colleghi,sia pure con enorme dispiacere dobbiamo prendere atto che tutti gli inviti finora rivolti al Presidente del Consiglio Comunale sono stati vani.Abbiamo infatti invitato più volte il Presidente ad operare con il massimo rispetto dei regolamenti e delle altre figure istituzionali, con le quali dovrebbe confrontarsi, anziché quotidianamente scontrarsi.Gli abbiamo chiesto, se non di essere, quantomeno di apparire più equlibrato, più equidistante, ove possibile neutro nelle sue esternazioni, nelle sue dichiarazioni, nei suoi comportamenti quotidiani.Gli abbiamo ricordato che dovrebbe rappresentare l’intero Consiglio Comunale e non farsi strumento delle posizioni di una sola parte.Ebbene è stato, almeno sinora, tutto inutile.Abbiamo dovuto assistere attoniti a fatti mai visti in quest’aula.Gli esempi si sprecherebbero e non vogliamo e non possiamo elencarli tutti, se non altro per ragioni di tempo, ma sarà utile per chi volesse, andare a rileggere alcuni passaggi degli interventi resi nel corso dell’adunanza dello scorso 4 Settembre e le cronache successive alla contestata – perché del tutto illegittima – deliberazione relativa ai criteri per la nomina dei Responsabili di Area.In quella occasione gran parte di noi abbandonò l’aula in segno di protesta. Davanti a quel gesto grave e sofferto la reazione del Presidente, come ormai ci ha abituati, non fu il confronto nel merito della questione sollevata, né la difesa del suo operato e la ricerca di una qualche motivazione che spiegasse le ragioni dei suoi atti, ma una foto ed un commento sarcastico sul suo Social Network preferito…Ci saremmo aspettati di meglio e di più dal Presidente del Consiglio Conunale di Sant’Agata di Militello; un’istituzione che vorremmo rispettata prima di tutto da chi la incarna e la rappresenta e che invece vediamo ogni giorno di più prona agli interessi politici di una sola parte, usata ed abusata nell’assurda speranza di impedire che l’Amministrazione in carica possa attuare il programma che, non i consiglieri comunali, ma i cittadini hanno voluto scegliere! Oggi ci troviamo convocati in sessione urgente, alle 10,30 di un lunedì per quasi tutti lavorativo, a causa di una scelta assolutamente incomprensibile del Presidente del Consiglio e su un ordine del giorno illegittimo, illogico, irrazionale e strumentale.E’ illegittima, irrazionale e strumentale la convocazione di un Consiglio Comunale in seduta urgente per deliberare sul Bilancio Previsionale.Ci domandiamo se sia lecito convocarci Giovedì pomeriggio per Lunedì mattina e così NON consentire a nessuno di noi di potere visionare e studiare adeguatamente i numerosi emendamenti presentati né di avere un confronto ed i necessari chiarimenti da parte dei Responsabili di Area che hanno rilasciato i pareri, se non oggi, in aula, con gli ovvi limiti così imposti all’esercizio del nostro mandato. Il Bilancio di Previsione, l’atto più importante di un Comune NON può essere oggetto di una deliberazione, soprattutto sugli emendamenti così come presentati, non accorta e superficiale.Al Presidente ricordiamo che noi tutti abbiamo il diritto ed il dovere di esercitare il mandato elettivo che abbiamo ricevuto dai cittadini di questa città e che con questo contegno egli sta mortificando!Non è pensabile che le prerogative che ci appartengono possano essere impunemente calpestate in questo modo, convocandoci il giovedì pomeriggio per il lunedì mattina, SENZA CHE RICORRA ALCUNA RAGIONE DI URGENZA, ben sapendo che nella giornata di sabato le porte dei nostri Uffici restano chiuse. Non è la prima volta che ciò accade; ed anzi gli episodi sono ormai tali e tanti da non potersi più considerare casuali. Questo non è più tollerabile ! Qualcuno di noi, nonostante gli sforzi assurdi ed ingiustificabili imposti ai messi notificatori, a causa della ristrettezza dei termini, non ha neppure ricevuto la convocazione ed ha appreso la notizia dalla stampa !Eppure la scadenza relativa all’approvazione del Bilancio è stata prorogata al 30 Novembre prossimo!   NON VI ERA E NON VI E’ ALCUNA REALE RAGIONE DI URGENZA! Se non quella di legare le mani all’amministrazione ed impedirle di operare per il bene dei cittadini già da domani, attraverso l’approvazione degli emendamenti presentati. Abbiamo già più volte richiesto che i lavori consiliari venissero calendarizzati o quantomeno concordati in Conferenza dei Capigruppo come prevede il nostro Regolamento; ma il Presidente continua a ignorare la nostra richiesta di rispetto delle regole e così continua a violare il regolamento.Questo non è rispetto e non è decoro istituzionale; questi sono “ASSALTI ALLA DILIGENZA” e rappresentano null’altro che la fuga dal confronto, dal dibattito…altro che abbandonare l’aula! Con questi atteggiamenti e con questi atti si vuole sterilizzare la dialettica politica, il confronto leale e costruttivo, si vuole mettere una pietra tombale sulla possibilità che questo Consiglio Comunale possa partecipare attivamente e consapevolmente alla vita politica ed istituzionale di questa città.Ma è irrazionale anche l’ordine del giorno.Saprà anche il Presidente del Consiglio, data la sua vasta esperienza e la sua presenza costante in quest’aula negli ultimi dieci anni, che l’art. 48 del Regolamento VIETA ESPRESSAMENTE la trattazione delle interrogazioni nelle sedute straordinarie e urgenti. Eppure all’ODG odierno troviamo un’interrogazione con richiesta di risposta orale e ci vorremmo chiedere il perché di questa confusione, di questa appossimazione, di questa superficialità… il perché di tanto affanno. E non vogliamo dunque entrare nel merito dei temi trattati dalla interrogazione stessa, anche se ne vorremmo tanto tanto parlare; ma per questo siamo certi, non mancherà occasione.Saprà ancora il Presidente che il nostro regolamento prevede all’art. 37 5° comma lettera b) che “per i bilanci…avvenuta la discussione generale, si effettuano le votazioni sulle eventuali proposte di modifica… presentate dai Consiglieri” e che “concluse tali votazioni viene posta in votazione la proposta originaria integrata con le modifiche approvate”; che la materia è stata delegificata e rimessa all’autoregolamentazione degli EELL con la legge 30/2000, sicchè l’unica fonte di cui tenere conto non può che essere il nostro regolamento, che dunque IMPONE PRIMA LA DISCUSSIONE GENERALE SULLA PROPOSTA E SOLTANTO DOPO L’ESAME DEGLI EMENDAMENTI a dispetto dell’ODG odierno che in modo irrazionale ed illegittimo prevede l’esame degli emendamenti prima della discussione generale sulla proposta della Giunta…Capirà certamente il Presidente, data la sua vasta esperienza e la sua presenza costante in quest’aula negli ultimi dieci anni, e in Giunta con delega al Bilancio quanto sia inopportuna la presentazione di emendamenti plurimi tanto più in materia di bilanci. Diversi degli emendamenti presentati sono in realtà costituiti da più emendamenti.Ad ogni consigliere comunale è quindi impedito di esercitare il proprio mandato elettivo sul singolo emendamento, essendo impossibile scegliere di approvarlo o di non approvarlo e potendo al massimo approvarli tutti o non approvarne nessuno.Come dire pacchetto completo, “prendere o lasciare”.Ma con i bilanci si fa vivere una comunità, si erogano servizi, si individuano priorità…come è possibile farlo in queste condizioni?E’ mai possibile che nessuno dei dieci consiglieri comunali che siedono dalla parte opposta di quest’aula ritenga che questo modo di procedere sia lesivo del loro diritti e delle loro prerogative?  E come dovremmo potere interpretare i pareri che sono stati resi dai responsabili delle rispettive aree?Noi riteniamo di potere pretendere che ciascun consigliere comunale di questo paese scelga se approvare o meno ogni singolo emendamento al Bilancio, che su ciascun singolo emendamento tutti i responsabili delle aree interessate esprimano il proprio parere scritto; e riteniamo di potere e di dovere pretendere il tempo necessario per valutare tali pareri singolarmente resi, prima di essere chiamati a deliberare sui relativi emendamenti.Aggiungiamo quandi l’ennesima tessera di un mosaico che ci sta restituendo una figura mostruosa. Quella di un Consiglio Comunale coordinato e diretto ad uso e consumo politico di una sola parte, caratterizzato dalla costante insofferenza verso la reale partecipazione dei suoi membri, dalla violazione dei regolamenti, dal dileggio pubblico che viene quotidianamente perpetrato ai danni delle istituzioni rappresentative e quindi degli stessi cittadini.Siamo davvero stanchi di tutto ciò. Non possiamo continuare a tollerare che questo accada, abbiamo atteso e sperato invano che il dibattito politico tornasse ad essere tale, ma giunti a tal punto chiederemo l’intervento del Prefetto, dell’Assessorato agli Enti Locali e delle altre autorità che ne hanno titolo e competenza affinché venga ristabilito il rispetto delle regole ed affinché vengano adottati i provvedimenti necessari per fare cessare una condizione di grave disagio e di vera e propria emergenza democratica per questo paese.”

Il consiglio, con i soli voti della maggioranza-opposizione,  ha ugualmente approvato il bilancio di previsione anno 2013 e il pluriennale 2013/2015. Degli emendamenti, proposti dai consiglieri Barbuzza, Befumo, Gumina, Indriolo, solo 5 di 13 sono stati approvati visto che gli altri emendamenti, probabilmente, non avevano ricevuto “il nulla osta” dai funzionari competenti e dall’ufficio di ragioneria. La minoranza, prima della votazione e dopo alcuni “diverbi” con la parte avversa e con  lo stesso presidente del consiglio,  ha abbandonato l’aula. Mercolèdì mattina Sindaco insieme agli assessori Minciullo, Puleo e Testa ha chiarito l’atteggiamento della sua coalizione in occasione del Consiglio di lunedì scorso. “Il bilancio – ha detto – è passato con i voti dell’opposizione che ha tagliato alcune voci di spesa, che bloccano l’attività amministrativa soprattutto nell’erogazione di beni fondamentali per tutta la comunità“.
Il sindaco ha quindi spiegato “che avendo la maggioranza presentato cinque emendamenti al bilancio di previsione, ha ridotto e addirittura azzerato i fondi, provocando uno scombussolamento sulle risorse spendibili dal nostro comune.  Le esigenze di diversa natura nella ultima fase del 2013 non potranno essere assolte e questo renderà difficile l’attuazione del programma che l’amministrazione aveva in cuore di compiere”. L’assessore Puleo ha illustrato “la nuova tragica situazione scaturita dall’azione del consiglio del trenta settembre scorso. L’emendamento della maggioranza ha provocato ad esempio l’azzeramento dei cinquemila euro  destinati alla pulizia della spiaggia; la riduzione da sessantamila euro a soli novemila per tenete in buono stato l’acquedotto e le fognature. Ugualmente per  la manutenzione degli istituti scolastici passando dai venticinque euro del bilancio di previsione ai soli 2.948 e per i fondi destinati agli impianti sportivi che passano da diecimila euro a zero. Impedire qualunque programmazione da parte della giunta,  rende difficile erogare i servizi essenziali alla cittadinanza se non ricorrendo ad ordinanze che devono trovare coperture finanziarie entro i trenta giorni successivi

Sono incomprensibili e destituite di ogni fondamento le dichiarazioni rilasciate dall’Amministrazione comunale– dichiara il consigliere di maggioranza Elisa Gumina  – in quanto nessuna voce relativa alle spese correnti è stata diminuita e pertanto nessun disservizio potrà mai essere imputato alla maggioranza consiliare, che in maniera seria, corretta e responsabile ha approvato un bilancio di previsione, che non condivide nella sua impostazione generale, ma che consente di dare risposte ai cittadini, in termini di governabilità della città.

Appare singolare il fatto che l’Amministrazione Sottile ed i consiglieri comunali di minoranza preferiscano utilizzare lo strumento del Comunicato stampa e si sottraggano ripetutamente al confronto in consiglio comunale, inscenando accese polemiche ed abbandonando addirittura l’aula durante lo svolgimento dei lavori.

Vista la delicatezza delle questioni sollevate, valuteremo l’opportunità di richiedere la convocazione di un Consiglio Comunale aperto, urgente e straordinario, affinchè  possa essere  chiarita una volta per tutte l’infondatezza delle accuse e finiscano le strumentalizzazioni, di chi con il proprio comportamento ha rischiato di far decadere il consiglio comunale.

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