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S. Agata M.llo: “Le confessioni” del Sen. Mancuso – una lettera per spiegare la sua attuale posizione politica

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Riceviamo e pubblichiamo una lettera scritta dal Sen. Mancuso che ha sentito l’esigenza di spiegare ai suoi elettori le motivazioni delle scelte del suo operato negli ultimi mesi.
Operato da molti criticato perché considerato non in sintonia con le direttive del Cavaliere Berlusconi “la libertà d’opinione che ha sempre contraddistinto il mio agire politico mi consente di esternare un aperto dissenso verso le ultime scelte che hanno portato il nostro gruppo politico ad assumere alcune decisioni che mi lasciano fortemente perplesso” scrive per motivare il suo lento allontanarsi dallo “zoccolo duro” dei vertici del Pdl “La scelta di mettere in crisi il governo mi sembra inopportuna ed intempestiva” Ribadisce confermando tutte le voci giornalistiche che lo vogliono tra i dissidenti, una su Il “verbum” più autorevole in Italia il Corriere della sera  che aveva, menzionato il Senatore santagatese nella lista dei 20 “traditori” perché dissociandosi dal loro leader avrebbero garantito i numeri per puntellare la poltrona del presidente del Consiglio e della sua squadra di Governo.  Vi proponiamo la lettera nella sua interezza un atto dovuto dell’On. Mancuso a tutto il suo elettorato!

“Il mio attuale ruolo di Senatore della Repubblica mi impone, in un momento drammatico per il nostro Paese, di rendere pubbliche alcune riflessioni sull’attuale situazione politica e, in particolare, sulla decisione del partito di appartenenza di fare dimettere i propri rappresentanti in seno all’esecutivo causando, di fatto, una crisi di Governo. Sono stato eletto nelle liste del PDL grazie ad un sistema elettorale che ho sempre disapprovato e pubblicamente osteggiato, convinto come sono che le candidature debbano essere generate da un preliminare consenso che legittimi il candidato che viene proposto. Ho accettato la candidatura nel partito che meglio rispecchia le mie idee e il mio spirito liberale, moderato e riformista. Non esito pertanto ad esternare la mia riconoscenza al presidente Berlusconi e ad Angelino Alfano che hanno voluto con forza la mia presenza in posizione utile per l’elezione al Senato nella circoscrizione Sicilia. La lealtà e la gratitudine sono valori che ho ereditato e che porto nel cuore, pertanto il mio affetto personale e la mia vicinanza a Silvio Berlusconi sono fuori discussione, in un momento particolarmente difficile per la sua vita personale. Sono pronto pertanto a sposare e promuovere un progetto di rilancio del centro-destra in Italia sotto dovute forme, con l’egida politica del suo capo riconosciuto. Ma la libertà d’opinione che ha sempre contraddistinto il mio agire politico mi consente di esternare un aperto dissenso verso le ultime scelte che hanno portato il nostro gruppo politico ad assumere alcune decisioni che mi lasciano fortemente perplesso, sia per le modalità con cui sono state partorite, sia per il contenuto che le caratterizza. Non è accettabile che decisioni così importanti per la Nazione vengano assunte da tre-quattro persone che si sono distinte per intransigenza e radicalismo, tenendo all’oscuro il comitato di presidenza e i gruppi parlamentari. La scelta di mettere in crisi il governo mi sembra inopportuna ed intempestiva se pur sostenuta da una motivazione assolutamente valida, l’aumento dell’IVA, che rischia di mettere in ginocchio la nostra economia ed ostacolare un cammino di ripresa che, se pur lento, comincia ad intravedersi. Portare il Paese ad elezioni anticipate, in questa fase, mi sembra privo di senso perché rischieremmo di farlo precipitare nel caos. Bene ha fatto il nostro segretario Angelino Alfano a dare indicazioni ai parlamentari del PDL di confermare la fiducia a questo governo.  Per quanto mi riguarda, seguirò in piena coscienza e con profonda convinzione, nell’interesse primario dell’Italia e degli italiani, le indicazioni del nostro segretario politico, nella speranza che facciano altrettanto tutti i parlamentari del PDL per evitare spaccature all’interno di una coalizione che deve continuare a mantenersi unita e coesa, per il bene della nostra Nazione”.

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