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Attualità: bando regionale “ristretto” per i cantieri di servizi.

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Con la Direttiva del 26 luglio 2013dell’Assessore Regionale “della Famiglia, delle Politiche sociali e del lavoro”, da qualche giorno è possibile visionare sui siti di vari comuni come Naso, Sinagra, Torrenova, Patti, Capri Leone, per citarne alcuni, il bando con relativo modulo di istanza di partecipazione ai cantieri di servizi. L’obiettivo da parte della Regione è di integrare o ampliare i servizi comunali, allo scopo di mitigare le condizioni di povertà ed emarginazione sociale scaturenti dalla carenza di opportunità occupazionali.

Andando però a vedere il bando nello specifico, risultano esserci delle restrizioni che generano non pochi problemi per chi vivesse in una condizione poco agiata e volesse parteciparvi.
La durata dei servizi è di 3 mesi per un impegno di 80 ore mensili.
Il parametro più interessante è quello per cui, lo riportiamo dal bando – tutti i componenti del nucleo familiare devono essere privi di patrimonio sia mobiliare, sotto forma di titoli di Stato, azioni, obbligazioni, quote di fondi comuni di investimento e depositi bancari, che immobiliare, fatta eccezione per l’unità immobiliare adibita ad abitazione principale, se posseduta a titolo di proprietà, il cui valore non può eccedere la soglia quantificata in € 50.000,00 -. In pratica chi ha, ad esempio, un deposito bancario, anche con cifre basse, non può accedere al bando, e chi possiede una casa che non vada al di sopra di una cifra davvero molto piccola, il costo di un appartamento di pochi vani molto probabilmente o che versi in condizioni da essere valutata poco.

Il bando poi prosegue stabilendo il tetto massimo di reddito mensile non superiore ad € 442,30 per chi vive da solo. – Per i nuclei familiari – invece, dice sempre il bando, – composti da due o più persone, tale soglia di reddito è determinata sulla base della scala di equivalenza allegata alla direttiva assessoriale del 26/07/2013, pubblicata sulla GURS n. 39 del 23/08/2013. Riportiamo di seguito la tabella con i relativi importi:

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Il dato che emerge secondo le disposizioni in materia è la partecipazione del singolo individuo ma tenendo conto del nucleo familiare. Ad esempio se un componente, padre, del nucleo familiare lavora e ha reddito, conto in banca e quant’altro, automaticamente l’altro componente del nucleo, figlio, che fa richiesta, non viene accettato. Difficoltà quindi di accesso data anche dal fatto che il reddito da lavoro al netto da ogni ritenuta è considerato al 75% e tutti gli altri redditi percepiti devono essere dichiarati. Come è possibile capire una condizione non esclude l’altra.

I posti disponibili saranno così assegnati:
· giovani di età compresa tra i 18 e i 36 anni, nella misura del 50%;
· soggetti di età compresa tra i 37 e i 50 anni, nella misura del 20%;
· soggetti ultracinquantenni, nella misura del 20%;
· soggetti immigrati in possesso di regolare permesso di soggiorno per motivi di lavoro o per ricongiunzione familiare, nella misura del 5%;
· soggetti portatori di handicap, riconosciuti dalla competente commissione sanitaria, nella misura del 5%.

Resta un interrogativo: in questi tempi di crisi è necessario pensare al futuro dei giovani, di chi, studenti e non, restano a casa con i propri genitori perché non riescono ad affrontare i costi di una vita sempre più cara e molte volte vissuta “in nero”. I bandi sono degli strumenti che potrebbero permettere di dare lavoro a tante famiglie bisognose che non necessariamente debbano rasentare la soglia di effettiva, o presunta, povertà.

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