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Naso: il Sindaco Letizia non aderisce e contesta con forza la costituzione delle SRR “Messina Provincia”.

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Da oggi, 30 settembre, la gestione dei rifiuti passerà definitivamente dall’ATO alle SRR (società di regolamentazione del servizio di raccolta).
Istituite con legge regionale nel 2010, le SRR dovevano già essere attive dal 2012, ma lungaggini burocratiche han fatto slittare i termini di costituzione delle stesse a 10 giorni prima di questa scadenza ufficiale dove  l’assessorato siciliano all’Energia , guidato dall’assessore Marino, ha finalmente diramato quelle che sono le linee guida per la redazione dei piani di intervento che le amministrazioni comunali dovranno seguire per realizzare il nuovo servizio di gestione dei rifiuti e i nuovi oneri, per una partecipazione del 95% alla SRR della quota capitale dell’Ente.
A tutto questo il Sindaco di Naso con toni forti dice no, contestando energicamente l’obbligo di aderire alle SRR, in quanto le già costituite ARO (tra cui Naso consorziatasi con Catell’Umberto, Floresta, Raccuja,Sinagra e Ucria) potevano già adempiere al piano d’ambito in maniera diretta tramite i propri uffici. Pertanto il Comune di Naso, in segno di protesta, rifiutandosi di aderire alle SRR verrà commissariato e sarà il commissario stesso a dare l’adesione del comune in quanto secondo quanto riportato sul sito ufficiale della Regione Siciliana la partecipazione degli enti territoriali ricadenti in ciascun A.T.O. alla relativa S.R.R. è obbligatoria.

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Di seguito riportiamo integralmente il comunicato stampa del sindaco Daniele Letizia.

“Mentre si accoglie con proclami e festeggiamenti il passaggio dall’ATO ME1 alla neo costituita SRR “Messina Provincia”, io personalmente rimango fortemente scettico, ritenendo concreto invece il rischio che alla fine si sia trattato solo di un semplice cambio di sigla.
Si è voluto cambiare tutto per non cambiare nulla.
Ancora una volta ha avuto la meglio il solito sistema che i cittadini hanno sempre tenacemente avversato, quello lucrativo e clientelare, caratterizzato da inefficienze ed esosi costi per gli utenti, che non ha mai tenuto adeguatamente in considerazione l’igiene, la salute pubblica e la tutela dell’ambiente.
Sta cambiando solo la forma, qualcuno starà cambiando cravatta, coordinate bancarie, tessera di partito, ma la sostanza difficilmente sarà ALTRO dal percolato politico e burocratico che hanno dovuto subire i cittadini negli ultimi otto anni.
A livello regionale, attraverso l’apparente problema occupazionale dei lavoratori impegnati nel servizio di raccolta dei rifiuti,  si è voluto mascherare il vero obiettivo a cui tende l’obbligatorietà di costituire le SRR, ovvero quello di garantire, ancora una volta,un posto di lavoro agli <<amici degli amici>, quelli che sino ad oggi hanno svolto il ruolo di amministratori e dirigenti delle ATO, quelli che hanno diretto con scadenti obiettivi la gestione dei rifiuti e prodotto solo fallimentari risultati.
Il problema dei poveri lavoratori che si occupano del servizio di spazzamento, raccolta e trasporto dei rifiuti, è solo uno specchietto per allodole, tenuto conto che la continuità del loro rapporto lavoro non è mai stata messa in discussione, così come il loro consequenziale passaggio nell’ambito della ditta del nuovo gestore del servizio, poiché costituisce un obbligo di legge espressamente previsto dal C.C.N.L. di settore.
Qualcuno obietterà dicendo che le SRR sono chiamate anche ad occuparsi di importanti questioni come quello della gestione degli impianti e delle infrastrutture esistenti, tra cui ad esempio gli impianti di compostaggio e le discariche.
Io ritengo che anche questo sia un problema assolutamente inesistente, poiché avrebbero potuto occuparsene tranquillamente le ormai costituite ARO (ambiti di raccolta ottimale) che sono uffici di diretta dipendenza dei comuni, senza dover necessariamente scomodare tutti quei burocrati (o presunti tali) che sino ad oggi hanno dimostrato solo tanta incompetenza.
La mia non vuole essere una presa di posizione rispetto ai miei colleghi Sindaci, di cui ho profondo rispetto e sono certo della loro buona fede, ma ormai si accettano troppo spesso con rassegnazione quelle che sono sempre più delle autentiche imposizioni calate dall’alto dalla regione siciliana, anche in questa occasione si sarebbe potuto, tutti insieme, come abbiamo fatto per altre importanti questioni, far comprendere al governo regionale l’inutilità di queste SRR e che il Piano d’Ambito poteva essere adottato direttamente dalle ARO e, quindi, dai comuni sempre nel rispetto dei principi di adeguatezza ed efficienza.
Accetto di buon grado, pertanto, il commissariamento del comune di Naso per la mia mancata adesione alla costituzione della SRR “Messina Provincia”, consapevole di avere agito con coerenza contro un sistema che non mi appartiene e che, assumendomene ogni responsabilità, definisco frutto di una politica regionale malsana e disonesta nel settore dei rifiuti.”

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