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Autostrade: la Grasso ed altri quattro deputati presentano una mozione

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Ricapitalizzare il Consorzio per le Autostrade Siciliane o trovare soluzioni alternative come la cessione di quote.  A chiederlo è una mozione presentata da cinque deputati regionali (prima firmataria l’onorevole Bernardette Grasso).

La mozione ricorda che la norma sul riassetto del Cas prevede che sia il Consorzio a dover provvedere, mediante le tariffe dei pedaggi, alla copertura dei costi di esercizio, di manutenzione e di rinnovo degli impianti infrastrutturali e che, pertanto, lo stesso non ha, ne può avere, trasferimenti di partita corrente a carico del bilancio della Regione siciliana.

Inoltre, nell’atto, viene evidenziata una gestione discutibile dei fondi con l’assegnazione di servizi, come ad esempio sorveglianza e assistenza al traffico, a ditte esterne. I deputati, infatti, rammentano che attualmente si procede con un affidamento incomprensibilmente in somma urgenza ed in attesa di aggiudicazione attraverso un bando che costerà allo stesso CAS 2,6 milioni di euro per soli 6 mesi.

“Le pessime condizioni di sicurezza delle autostrade siciliane- afferma Bernardette Grasso- il forte deficit, gli interventi della magistratura penale, i sequestri di gallerie pericolanti, le riduzioni o gli scambi di carreggiata di importanti viadotti, l’indice alto di mortalità ed i continui pignoramenti degli incassi, ci impongono azioni veramente decisive e soprattutto risolutive”.

Per questo la mozione impegna il Governo Regionale ad attivarsi presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti al fine di verificare il rapporto giuridico che attualmente intercorre tra il Ministero e la Concessionaria e qualora ve ne siano le condizioni, ad affrontare una ricapitalizzazione dell’ente, mettendolo nelle condizioni di potere azzerare tutte le gravissime carenze infrastrutturali che allo stato insistono e che minano l’ incolumità dei numerosi automobilisti che quotidianamente percorrono le autostrade per i più svariati motivi.

Inoltre si chiede di valutare ogni altra possibile e utile soluzione di vigilanza sul Consorzio, ai fini di un reale ed effettivo risparmio di risorse e alla verifica di un assai più equilibrato impiego delle stesse magari adottando misure alternative, quali ad esempio potrebbero rappresentare la cessione, tramite offerta pubblica, di parte delle proprie quote a nuovi e potenziali interessati soggetti, cercando di creare in tal modo sicure condizioni di afflusso di capitale e una più funzionale gestione.

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