alessio micale 2

C.d’Orlando: Alessio Micale sull’usura, “reato sociale, denunciare è un imperativo”

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Dopo il recente arresto a Capo d’Orlando di un 56enne per usura e il divieto di dimora per il direttore delle poste orlandine per lo stesso reato in concorso, interviene sul dibattito il consigliere di minoranza del comune Alessio Micale.

Di seguito le considerazioni inviate agli organi di stampa dal consigliere vice capogruppo della lista “Librizzi Sindaco” :

“L’usura è un fenomeno delittuoso assai sottovalutato, sia per la vastità che per gli effetti sociali. E’ equiparabile all’estorsione, alla mafia, in generale ai fenomeni malavitosi più gravi. L’usura fa i morti. Ve la voglio fare  più facile. Immaginate la figura dello strozzino in questa nostra stagione di crisi, nella quale si è sviluppata un’economia del debito e dove è sempre più complesso, lento e difficile accedere al credito bancario, immaginatelo come un acceleratore di credito, come un facilitatore, come una persona che di fatto può risolvere la vostra crisi finanziaria. Se  siete riusciti a vederlo cosi, vuol dire che qualcosa non va. Il prestito ad usura è illegale ed e’ una delle cause principali del mancato sviluppo socio economico della nostra terra. E’ una cresta inaccettabile alla fatica e alla dignità del lavoro onesto, che quasi tutti quelli che stanno leggendo adesso svolgono, quasi tutti forse, sicuramente  gli usurai  no.

L’usuraio ha i suoi amici.

Questo individuo e’ spesso il collettore di finanziatori diversi, dei complici, con grandi disponibilità liquide, un front office ambulante dalla faccia pulita ma con collegamenti umani da far rizzare le carni. Altrettanto spesso lo strozzino è persona conosciuta, considerata professionista, abile, disponibile, capace di frequentare i poteri e, delle volte, trarne persino beneficio, magari qualche “consulenza”, non importa se già condannato, il cravattaro bravo frequenta i salotti ed è socialmente accettato.

Per me, l’usuraio, che del denaro , che per molti serve solo a cibarsi e pagare la sopravvivenza  con dignità e responsabilmente, ne fa l’uso più vile, lo ruba a strozzo e se lo gusta. Mentre voi vi affaticate lui conta e divide. La cravatta stringe e si respira a stento. Anche gli ordini professionali tollerano certe figure, invece di scacciarli. Diciamo sempre e a ragione, ai politici ladri, di andarsene a casa e non lo diciamo ai mafiosi e agli usurai?

Un tentativo interessante, che ho seguito con attenzione anni fa fu il “Presidio Sicuri”, un protocollo d’intesa che metteva in una rete di legalità molti ordini professionali, la Camera di Commercio, l’Inps, l’Inail, l’Uncat, l’Agenzia delle Entrate e che aveva la finalità di garantire all’estorto o all’usurato un reinserimento nel contesto economico locale. Adesso non so che fine abbia fatto.

Un’altra iniziativa brillante la ebbe il Centro Studi Pio La Torre, che propose ad alcune Università di esentare dal pagamento delle tasse i figli delle vittime del racket e dell’usura. Questa andò a buon fine, lo so bene.

L’ACIO e chi ci ha veramente lavorato con passione e competenza, ha dato il via ad un processo concreto di aiuto alle vittime, ha aperto la strada. Anche altre associazioni sul territorio lavorano bene in un tessuto sociale difficile che, per fortuna, delle volte, riesce a produrre  anticorpi al malaffare endemico.

La denuncia e’ fondamentale, è certamente il primo passo, anche se i processi in tribunale sono spesso lenti, è di certo la cosa più giusta per fermare altrimenti un processo difficilmente arrestabile. Le forze dell’ordine fanno benissimo il loro lavoro. Diamo fiducia. Denunciare è  un imperativo.

Non è la prima volta che scrivo di quest’argomento, sono consapevole che non sarà l’ultima, senza timore, come i giornalisti seri, ai quali va la mia stima, che continuano a portare a galla, le verità nascoste di questo fetido mondo, dove, delle volte è necessario decidere da che parte stare.”

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