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S. Agata M.llo: “la riforma sui tribunali non può essere fermata”, parola della Cancellieri

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Un italia intera in rivolta, un paese in strada a protestare e mentre sui binari e nelle piazze d’Italia, non solo della Provincia di Messina e dei Nebrodi,  si elevava il grido di protesta, forse tardivo, di migliaia di persone contro la soppressione dei Tribunali e delle sedi distaccate sul territorio nazionale, negli stessi frangenti, nell’aula  romana di Palazzo Madama, sede del Senato della Repubblica, il ministro della giustizia Anna Maria Cancellieri riproponeva per l’ennesima volta la ferrea volontà del governo di procedere con la fase applicativa della riforma.

“Senatori – ha detto il ministro nel suo intervento –  avverto il dovere istituzionale di rappresentarvi l’oggettiva impossibilità di fermare, oggi, la riforma. La macchina amministrativa è ormai da tempo avviata , la quasi totalità dei traslochi è già stata eseguita; si sono adeguati i sistemi informatici, trasferiti buona parte dei lavoratori interessati, affrontando le spese necessarie… E’  doveroso che si sappia che tali uffici sono ormai privi di molti magistrati trasferiti ad altra sede, che le nuove udienze sono già pronte per la trattazione nelle sedi accorpanti e che un rinvio– anche di breve durata – produrrebbe con assoluta certezza il caos”.

La riforma dunque non si tocca, chi pensa ad una proroga in blocco dell’entrata in vigore della nuova geografia delle sedi giudiziarie italiane è completamente fuori strada. Nonostante tutto, però, nonostante la strenua difesa del ministro di questa riforma,  c’è chi riesce a vedere ancora una piccola speranza di salvare qualcuna delle sedi giudiziarie periferiche. Quello spiraglio è dato da quelli che il ministro Cancellieri chiama “interventi correttivi”. “Siamo, dunque, tutti insieme chiamati ad affrontare l’avvio della riforma con spirito costruttivo-dichiara l’onorevole Cancellieri – lealtà istituzionale, procedendo in corso d’opera al monitoraggio della situazione, per valutare nel prossimo futuro l’eventuale necessità di interventi correttivi entro i termini previsti dalla delega. Abbiamo già predisposto – ha detto ancora il ministro al Senato –  nelle sue linee essenziali, un primo intervento correttivo, con alcune norme organizzative e processuali che renderanno ancor più fluida la fase di avvio della riforma, mentre adotteremo subito dopo anche un secondo decreto correttivo, per apportare alcune modifiche dell’assetto territoriale dei nuovi tribunali, così recependo alcune delle segnalazioni provenienti sia da quest’aula che dai territori”.

Ed è a quest’ultima affermazione che Mistretta, Sant’Agata ed altri territori spogliati dei propri tribunali e delle proprie sedi giudiziarie provano ad aggrapparsi, forse senza neanche troppa convinzione, ancora una volta. Intanto ieri i manifestanti dei comitati di Mistretta e Nicosia hanno strappato la promessa di un incontro a Roma con Luigi Birritteri, capo del dipartimento dell’organizzazione giudiziaria. Oggi dalle 09:00 sino a mezzogiorno si terrá a Sant’Agata di Militello il corteo di protesta organizzato dal Sindaco Sottile a cui sono chiamati a partecipare delegazioni di ogni paese che ricade nel nostro comprensorio e che si rivolgeva alla locale sede del tribunale in procinto di chiudere.

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