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S. Stefano C. : possono tornare a sperare i tribunali di Mistretta e Nicosia?

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È stata un’intensa mattinata di protesta quella appena trascorsa a Santo Stefano di Camastra per i rappresentanti dei due tribunali prossimi alla chiusura, quello di Mistretta e di Nicosia, supportati dai sindaci dei paesi del comprensorio e da tanti comuni cittadini.

Si ribellano alle decisioni di uno Stato, definito patrigno, che non guarda agli interessi dei suoi cittadini. Uno stato che ha totalmente abbandonato questo territorio, com’è stato più volte detto, che non si preoccupa della conseguenze alle quali si andrebbe incontro. Un territorio privato di due importanti presidi di legalità, vasto 3800 km²che si estende dalla costa fino all’entroterra e che comprende ben 19 comuni, in cui la rete infrastrutturale dei trasporti è pessima. I manifestanti gridano all’unisono che questo “folle” progetto del governo deve essere fermato. E per far fronte a tutto ciò hanno già da tempo fornito una soluzione, ovvero la nascita di un Tribunale dei Nebrodi, dato dalla fusione dei tribunali di Mistretta e di Nicosia. A questo proposito- dichiara l’Avv. Pier Giacomo La Via- abbiamo già presentato un progetto, che al giorno d’oggi non è stato minimamente preso in considerazione dal Governo. Ovviamente i tempi sono quelli che sono- continua l’Avv. La Via- ma nell’attesa che si possa dare il via al Tribunale dei Nebrodi, il Governo deve almeno consentire una proroga per Mistretta e Nicosia.

Una protesta portata avanti non solo a favore dei presidi giudiziari ma anche a sostegno di tutta la popolazione di questi territori. Noi non siamo cittadini di serie b- afferma Angelo Tudisca, sindaco di Tusa- anche se facciamo parte di questo territorio totalmente abbandonato da tutte le Istituzioni, locali, regionali e nazionali.

È importante portare avanti una problematica che non è solo di dignità giuridica ma è anche una problematica che va ad aggravare i disagi di tutta la popolazione del nostro territorio- afferma il primo cittadino di Santo Stefano, Francesco Re. Trasferire i tribunali in una località distante qualche centinaio di km, con una rete di trasporti che non consente ai cittadini comuni di potersi spostare con facilità- prosegue Re- significa gravare i cittadini di un costo aggiuntivo di giustizia e credo che questo sia un diritto che lo Stato dovrebbe garantire a tutti.

I manifestanti hanno così occupato i binari della stazione ferroviaria di S. Stefano, provocando il blocco del treno Messina-Palermo delle 5.20 e la soppressione di altri 3 treni che dovevano transitare nella mattinata.

Gli animi si sono placati solo quando si è riuscito a fissare un incontro, nella mattinata di domani, con Luigi Birritteri, capo del dipartimento dell’organizzazione giudiziaria. È stata questa la motivazione che ha spinto i manifestanti a porre fine all’occupazione dei binari e a spostarsi nella sede di Palazzo Trabia dove hanno avuto la possibilità di confrontarsi e appellarsi al presidente della Regione Sicilia, Rosario Crocetta. Il Presidente ha subito fatto presente che aveva già preso contatti con il Ministro Cancellieri per discutere delle sorti dei due tribunali in questione. Crocetta ha voluto evidenziare la totale contrarietà della Regione nei confronti dei nuovi provvedimenti che riguardano i tribunali montani. Noi abbiamo bisogno delle piccole carceri- ha dichiarato il Governatore Crocetta- all’interno delle quali è senza dubbio presente quel rapporto umano più profondo, necessario per favorire il reinserimento dei detenuti, così come vuole la Costituzione Italiana. È un cattivo segnale quello che lo Stato dà- continua Crocetta- cercando di attuare questa tipologia di provvedimenti, perchè luoghi isolati, come questo territorio, non possono essere privati di quei presidi di legalità che devono non solo garantire la tutela dei cittadini e la legalità, ma anche combattere la mafia.

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E sono ben chiare e determinate le proposte avanzate dal Governatore Crocetta, ovvero quello di dar vita ad un disegno di legge specifico che offra la possibilità alle Regioni a statuto speciale di garantire la sussistenza dei tribunali montani. A tal proposito la Regione Sicilia si dichiara disposta a far fronte alle spese necessarie per la sopravvivenza di questi importanti presidi di legalità.

Le proposte e la volontà di cambiare le cose sembrano quindi non mancare….a chi di competenza l’ardua sentenza!

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